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Perché cercate tra i morti colui che è vivo?

Dal vangelo secondo Luca Lc 24,1-12
Il primo giorno della settimana, al mattino presto [ le donne ] si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù.
Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: "Bisogna che il Figlio dell'uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno"». Ed esse si ricordarono delle sue parole e, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli apostoli. 
Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento e non credevano a esse. Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli. E tornò indietro, pieno di stupore per l'accaduto. 

 

Dalla lettera di S. Paolo apostolo ai Romani Rm 6, 3-11
Fratelli, non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Se infatti siamo stati completamente uniti a lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua risurrezione. Sappiamo bene che il nostro uomo vecchio è stato crocifisso con lui, perché fosse distrutto il corpo del peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato. Infatti chi è morto, è ormai libero dal peccato. Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui. Per quanto riguarda la sua morte, egli morì al peccato una volta per tutte; ora invece per il fatto che egli vive, vive per Dio. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù.

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Ogni anno 
Nasci e muori 
Poi risorgi 
Cristo 
Dio padre e figlio 
Mio fratello 
Sei qui tra noi 
Presenza di speranza 
In mezzo a quest’incendio 
D’odio infame 
Di guerre fatte 
E irrimediabilmente perse. 
Ma come un fiore 
Che rinasce sempre 
Anche là tra le croci 
In mezzo ai sassi 
Tra i rovi d’una vita 
Esasperata 
Sento il nuovo profumo 
D’un amore 
E sul cammino 
Verso un’altra meta 
Sembra più tollerabile 
Il calvario. 

Luciano Somma

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Sarà dedicato a temi “relativi a problemi della struttura e della vita esteriore della Chiesa Ortodossa, che hanno bisogno di un immediato riassetto, come i temi riguardanti le relazioni dell’Ortodossia con il restante mondo Cristiano e la missione della Chiesa nella nostra epoca”, il “Santo e Grande Sinodo di tutta quanta la Chiesa Ortodossa, dopo cinquanta e più anni che era stato deciso, nell’Isola di Creta dal 18 al 27 giugno”. Lo scrive il patriarca ecumenico Bartolomeo I in una “enciclica patriarcale e sinodale” resa pubblica oggi.

Il documento sottolinea in particolare il significato e il valore che la sinodalità ha per la Chiesa ortodossa, sottolineature rilevante anche alla luce delle difficoltà di trovare un accordo, soprattutto tra i patriarcati, sulla convocazione e i contenuti del Sinodo panortodosso, la convocazione del quale ha chiesto quasi 50 anni di lavoro.

“La via per imporre la verità di fronte alla menzogna”, è stata “quella che la Chiesa ha seguito fin dall’inizio durante tutto il corso della sua storia, e questo non era altro che quello della sinodalità. Il discernimento tra verità e menzogna, tra ortodossia ed eresia, non è sempre facile. Anche gli eretici credevano e credono di seguire la verità e ci saranno sempre quelli che caratterizzeranno come ‘eretici’, coloro i quali non sono d’accordo con i loro punti di vista. La Chiesa Ortodossa in questo caso riconosce una e sola autenticità: il Sinodo dei suoi Vescovi canonici. Senza decisione sinodale, il discernimento tra ortodossia ed eresia non è possibile. Tutti i dogmi della Chiesa ed i suoi sacri canoni portano il sugello della sinodalità. L’Ortodossia è la Chiesa della sinodalità. La Chiesa Ortodossa ha da sempre messo in rilievo questo principio ecclesiologico e lo ha applicato fedelmente sul piano locale. Questo è valso per molti secoli anche sul piano ecumenico e panortodosso, interrotto tuttavia per lungo tempo a causa di circostanze storiche”.

“Principale scopo e importanza di questo Sinodo Panortodosso – si legge ancora nel documento - è di dimostrare che la Chiesa Ortodossa è la Chiesa Una, Santa, Cattolica e Apostolica, unita nei Misteri e naturalmente nella Divina Eucarestia e nella fede Ortodossa, ma anche nella sinodalità. Per questo esso è stato preparato per un lungo periodo di tempo, attraverso una serie di Commissioni Preparatorie e Conferenze Presinodali, affinché i Documenti delle sue decisioni trasparissero all’unisono, e il suo motivo, perché si esprima ‘con una sola voce e con un sol cuore’”.

“Conosciamo, naturalmente – conclude Bartolomeo - che il mondo attende di udire la voce della Chiesa Ortodossa su molti dei problemi che scottano, che riguardano l’uomo di oggi. Ma si ritiene necessario che la Chiesa ortodossa riassetti innanzitutto le cose di casa propria, prima di esprimere una parola al mondo, fatto che non ha cessato di essere considerato un suo dovere. Il fatto che l’Ortodossia, dopo il passare di tanti secoli, esprima la sua sinodalità sul piano mondiale, costituisce il primo e decisivo passo da cui si attende che, attraverso la grazia di Dio,  non molto dopo ne seguano altri, attraverso la convocazione, se Dio vuole, di altri Sinodi Panortodossi”.

Fonte: AsiaNews

 

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Il 3 marzo 2016, Papa Francesco ha ricevuto in udienza privata il card. Robert Sarah e le nostre sorelle sr. Pelagiè Banze e sr. Noemi Bergamin, che gli hanno presentato La Bible Africaine. L’edizione di questa Bibbia è frutto di una proficua e ampia collaborazione con diverse istituzioni: le Paoline dell’East Africa, che hanno generosamente concesso i testi dell’apparato critico; la Società Biblica francese, per il testo della TOB; l’équipe di biblisti e teologi dell’Africa francofona.

Il card. Sarah ha presentato la Bibbia al Santo Padre sottolineando le caratteristiche peculiari di questa edizione dove le note pastorali, le introduzioni, i commenti, i grafici, sono stati preparati con accurata attenzione e valorizzazione della cultura e dei valori del popolo africano.

Il Papa con riconoscenza ha commentato: «Questa è vera inculturazione della Parola, per il beneficio della gente». Ha poi accolto con gradita sorpresa il dono della Bibbia che sr. Pelagiè gli ha offerto ed ha gentilmente posato per una indimenticabile foto-ricordo.

FONTE: paoline.org

 

 

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