Pubblichiamo la cronaca della visita della Direzione Generale in Eswatini e Sudafrica da parte del Vice Superiore Generale, padre Michelangelo Piovano e dei Consiglieri Generali, i padri Erasto Mgalama e Mathews Odhiambo Owuor.

Arriviamo a Johannesburg il 7 maggio, dopo una notte di volo provenienti da Abidjan, dove troviamo il superiore delegato padre Nathaniel Kagwima Mwangi che è venuto a prenderci. Ci porta nella comunità di Daveyton dove troviamo anche padre Charles Orero Ochieng e padre Michael Miriti M'longi che lavorano in questa comunità e parrocchia di San Nicholas.

Ci portano a visitare le altre parrocchie legate alla comunità di Daveyton e nelle quali essi lavorano: quella di S. Lambert, di S. Martino de Porres e la cappella dedicata a S. Monica. Ognuna ha le sue strutture per le varie attività pastorali.

Verso sera andiamo a Centurion (Pretoria) nella bella sede della Delegazione per riposare. Padre Charles Orero, da ottimo cuoco, ci prepara la cena e la colazione il mattino dopo.

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Comunità di Kwaggafontein nella Diocesi di Pretoria

L'8 maggio visitiamo la comunità di Kwaggafontein nella Diocesi di Pretoria dove lavorano padre John Kapule Okula e padre Samuel Matenge Gitonga. Prestano il loro servizio in due parrocchie nella zona rurale, quella di St. Oliver e della Madonna di Lourdes a Dennilton. Due parrocchie assunte nel 2023 avendo lasciato le altre di Mamelodi che avevamo nella stessa diocesi di Pretoria.

Padre John e padre Samuel ci portano in alcune cappelle, sono molto semplici e vengono visitate periodicamente per la celebrazione della Messa, la catechesi e gli altri sacramenti.

Il mattino del 9 maggio facciamo visita all’arcivescovo di Pretoria, mons. Antony Dabula che ci accoglie con familiarità ringraziando per il lavoro che i nostri missionari fanno nella Diocesi, sia nella zona rurale che in quella urbana. Visitiamo in seguito la parrocchia di Queenswood dove ci accoglie padre Daniel Kivuw’a Mutonye. Ci mostra le varie strutture e la bella chiesa dedicata a Cristo Re. Per il pranzo arriva anche padre Gabriel Joseph Oluoch Kwdeho che lavora in altre parrocchie della diocesi della zona urbana di Tembisa insieme a padre Benedict Thomas Msigwa.

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Visita all’arcivescovo di Pretoria, mons. Antony Dabula

Dopo pranzo partiamo per Eswatini, un piccolo Stato (regno) all’interno del Sudafrica, governato da Mswati III che ne è l'attuale monarca assoluto, nonché capo della famiglia reale Swazi. Anche qui abbiamo alcune presenze nella sua unica diocesi, quella di Manzini, della quale è vescovo mons. Josè Luis Ponce de Leon, missionario della Consolata argentino.

Vi arriviamo dopo quattro ore di viaggio passando attraverso immense estensioni di prati, campi coltivati a granoturco e bestiame al pascolo. Entriamo nello stato di Eswatini dopo aver fatto i vari controlli di frontiera e dei passaporti. È già notte ed attraverso ad una veloce autostrada arriviamo nella comunità di Kwaluseni accolti da padre Peterson Mwangi Muriithi.

Il giorno dopo, 10 maggio, partiamo con padre Nathaniel Mwangi e padre Peterson Mwangi per visitare la parrocchia dei Santi Pietro e Paolo della quale padre Peterson è parroco e per continuare poi il viaggio verso le altre nostre due presenze nella Diocesi Manzini.

20240512Sudafrica4Raggiungiamo la parrocchia della Madonna del Rosario attraverso una bella strada asfaltata tra grandi piantagioni di pini piccoli e grandi che si perdono a vista d'occhio tra colline e montagne molto simili a quelle dei nostri paesaggi alpini. È una delle bellezze di Eswatini e di questo piccolo regno. Su un pianoro appare la missione con la sua bella chiesa, la nuova casa parrocchiale e la scuola primaria e secondaria della Diocesi. Lì ci attende padre Giorgio Massa, un nostro missionario cuneese di 82 anni che ha lavorato per 40 anni in Sudafrica ed ora da quasi 10 anni in Eswatini facendo comunità con il vescovo e lavorando anche in alcune parrocchie.

Dopo il pranzo, tutti insieme partiamo per l'antica Missione di Florens, fondata dai Servi di Maria della Provincia di Firenze. È una Parrocchia e Santuario che il vescovo ci ha affittato all'inizio di quest'anno e dove è anche stata costituita una nostra comunità IMC. Ci accolgono padre Samuel Francis Awuor Oniango e padre Antony Mulwa Muinde, due giovani missionari keniani.

La parrocchia e Santuario (foto) ha più di cento anni di fondazione perché il primo battesimo è registrato al 14 gennaio 1923. È dedicata alla Santissima Annunziata raffigurata anche da una bella pala dell'altare che rappresenta il mistero dell'Annunciazione. Da tempo è anche Santuario mariano ed ogni anno la Diocesi vi si reca in pellegrinaggio. La presenza di una nostra comunità è stata voluta dal vescovo affinché si dia un rinnovato impulso al Santuario facendone anche un luogo di spiritualità, preghiera ed evangelizzazione. Nell' ampio spazio della missione è anche stata costruita recentemente una grotta della Madonna di Lourdes. È anche presente una comunità religiosa di suore locali che si prende cura del dispensario.

La parrocchia ha anche  sette cappelle, alcune già con la loro chiesetta, altre da costruire. Una di queste è quella di S. Gregorio ed è la più frequentata perché in mezzo ad un centro abitato vivace con alcune strutture commerciali. Per un'altra, che ora funziona in una piccola struttura circolare a forma di capanna, una famiglia della comunità ha già donato al vescovo il terreno per la costruzione della chiesa. Ecco le sfide pastorali e missionarie per padre Francis e padre Antony che hanno assunto questo servizio con molta disponibilità e passione vivendo anche in una casa molto semplice e povera.

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La donatrice del terreno (in centro) per costruire la nuova cappella appartenente alla Parrocchia dell'Annunziata

Certamente la Consolata li benedirà in questo luogo mariano che ci è stato affidato e che ha già anche donato alla diocesi alcune vocazioni. Mentre lasciamo la cappella di S. Gregorio all'orizzonte delle montagne ammiriamo lo spettacolo di un tramonto di fuoco; ci ricorda che stiamo iniziando la novena dello Spirito Santo che invochiamo anche per la nostra presenza a Eswatini e per tutta la Diocesi ed il suo vescovo.

Il mattino di sabato 11 maggio nella curia di Manzini celebriamo la Messa presieduta da Mons. José Luis. Attorno all'altare e con la presenza del vescovo ci sentiamo chiesa, corpo e famiglia. Facciamo colazione insieme e poi visitiamo la cattedrale spaziosa, luminosa e accogliente. Termina così la nostra visita a Manzini e siamo molto grati per ciò che abbiamo visto e vissuto. Salutiamo il vescovo e i padri Giorgio, Peterson e Francis e riprendiamo il cammino per ritornare in Sudafrica. Ci affidiamo alla Consolata affinché tutti benedica e protegga.

* Padri Michelangelo Piovano, Erasto Mgalama e Mathews Odhiambo Owuor. Daveyton, 12 maggio 2024, Solennità dell’Ascensione del Signore

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Cappella di San Gregorio al tramonto del sole.

Il primo missionario della Consolata arrivato in Brasile nel 1937 è stato il padre Giovanni Batista Bisio.  Attualmente lavorano nel Paese, 85 missionari tra cui 59 sacerdoti, 4 fratelli, 2 vescovi, 2 novizi e 18 giovani professi che studiano teologi.

I missionari della Consolata sono presenti in 22 comunità che evangelizzano attraverso specifiche scelte  e servizi missionari negli stati di Amazonas, Bahia, Paraná, Rio de Janeiro, Roraima, São Paulo e nel Distretto Federale.

Lo scopo di questa Conferenza che si svolge tra il 6 e il 10 maggio 2024, presso la casa Regionale di San Paolo è esaminare la situazione della Regione, stabilire un programma di vita e di lavoro basato sulle opzioni e sui servizi missionari nel Continente America.

"Benvenuti alla nostra prima Conferenza regionale della Regione Brasile. Dichiaro ufficialmente aperta questa Conferenza", ha esordito il Superiore Regionale, padre Paulo Mzé, durante la sessione di apertura nel salone della casa.

Si tratta della prima Conferenza della "Regione Brasile", che riunisce i missionari delle ex regioni dell’Amazzonia e del Brasile, unificate nel 2019. Vale la pena ricordare che la Regione Amazzonica dal 1948 aveva già tenuto in precedenza nove Conferenze mentre la Regione Brasile aveva tenuto dodici Conferenze regionali da quando era stata eretta nel 1960 e dedicata alla S.S. Vergine Aparecida.

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Padre Pauolo Mzé, Superiore della Regione Brasile e padre Juan Pablo de los Ríos, Consigliere Generale per l'America

Alla Conferenza partecipano in totale 54 missionari tra padri e fratelli  che rappresentano le 22 comunità IMC e servizi particolari quali: Animazione missionaria e Vocazionale, Pastorale Afro, Pastorale indigena e amazzonica, Pastorale urbana, Periferie esistenziali, Migranti, Formazione di base e continua, Comunicazione ed Economia di comunione.

La presenza dei padri James Lengarin e Juan Pablo de los Ríos, rispettivamente Superiore e Consigliere Generale, è degna di nota come espressione dell'unità di intenti con gli altri missionari di America, Africa, Asia ed Europa.

Conferenza Regionale

"La Conferenza si riunisce in forma ordinaria ogni sei anni, circa un anno dopo il Capitolo Generale", afferma il nostro Direttorio (Dir. IMC, n. 142.1). Il XIV Capitolo Generale si è tenuto nei mesi di maggio e giugno 2023 a Roma, indicando negli "Atti Capitolari" diverse linee di azione, motivazione e riflessione per i progetti particolari in ogni continente e circoscrizione.

Nel novembre 2023, i delegati delle cinque circoscrizioni del Continente America si sono riuniti nell'Assemblea Continentale per rinnovare le linee di azione del Progetto Missionario Continentale (PMC) alla luce degli Atti Capitolari, che hanno indicato le strade da percorrere e hanno avanzato nuove proposte per alleggerire e qualificare la gestione e l'organizzazione missionaria nel Continente.

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È in questo contesto che si svolge questa Conferenza dei missionari in Brasile, della durata di cinque giorni. L’incontro, come si è detto, ha lo scopo di "esaminare la situazione della Regione, per stabilire un programma di vita e di lavoro, in accordo con i propri fini e con le direttive del Capitolo e della Direzione Generale, come si legge nelle Costituzioni dell’IMC (n. 142).

Disponibilità e coraggio

Aprendo i lavori il Superiore regionale, padre Paulo Mzé, ha ringraziato i missionari della Regione per la loro presenza e disponibilità al servizio delle missioni e li ha invitati a "vivere attivamente questo momento di grazia che è la nostra prima assemblea unificata della Regione Brasile".

Padre Juan Pablo de los Ríos, Consigliere generale per l'America, ha ricordato che " questa prima Conferenza unificata del Brasile è un kairos” e dunque  per vivere questo tempo di grazia, abbiamo bisogno di "molta disponibilità e tempo, ma anche del coraggio di lasciare alcune cose e assumerne altre, mantenendo il cammino di unità e identità per rispondere alle grandi sfide che il Continente deve affrontare in ogni momento".

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Padre Paulo Mzé e il Superiore Generale, padre James Lengarin

Il Superiore Generale, padre James Lengarin, ha ricordato che "viviamo in una mentalità e in un tempo di cambiamenti, in cui dobbiamo sempre mantenere la qualità e la fedeltà alla vita religiosa e al cristiana e cercare di rispondere efficacemente alle nuove sfide della missione". Presentando la realtà attuale dell'Istituto nel mondo "che è cambiata dalla sua fondazione, ma sempre rinnovata", ci invita a "migliorare il nostro servizio missionario nel mondo attraverso la continentalità, sempre in comunione con tutti coloro che sono nel mondo intero".

Durante questa prima giornata sono state organizzate le commissioni, presentate le relazioni della Direzione generale e i messaggi del Superiore e del Consigliere generale. I lavori della giornata si sono conclusi con la celebrazione eucaristica, presieduta dal padre Paulo Mzé. La riunione durerà fino a venerdì 10 maggio, con la presentazione e la definizione delle linee di azione per i prossimi sei anni in Brasile.

* Padre Julio Caldeira, IMC, è missionario nell'Amazzonia brasiliana.

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Ascensione e Missione

“Gli Undici (discepoli) devono raggiungere la certezza della risurrezione, devono passare dalla perplessità alla fede nel risorto, dalle tenebre alla luce per poter essere testimoni della risurrezione”. Con questa affermazione, il biblista e professore, padre Antonio Magnante, IMC, ha iniziato la sua riflessione sull'Ascensione e la Missione nel ritiro predicato alla comunità della Casa Generalizia IMC questo sabato, 04 maggio a Roma.

“Il fondamento di tutto è fare un'esperienza personale di Cristo, come ha fatto l'Apostolo Paolo sulla via di Damasco", ha sottolineato.

“Nella finale del Vangelo di Luca si legge una versione dell’episodio dell’ascensione al cielo di Gesù (Lc 24,50-53). All’essere trasportato in cielo di Gesù corrisponde una prima reazione degli Undici: 'si prostrarono davanti a lui', riconoscendolo come il Kyrios glorificato (Atti 2,36). Un atto che è un implicito atto di fede nella divinità di Gesù.

La seconda reazione è di gioia: 'tornarono a Gerusalemme con grande gioia'. Questa loro gioia richiama quella annunciata dall’angelo ai pastori alla nascita del Salvatore (l’angelo: ecco vi annuncio una grande gioia Lc 2,10)”, spiega il biblista con anni di esperienza di insegnamento nelle facoltà teologiche di Londra e Nairobi.

Come di consueto, il ritiro si è concluso con la Messa nella cappella della Casa Generalizia. Condividiamo nel video l'omelia di padre Antonio Magnante. (Realizzazione: Fr. Adolphe Mulengezi)

Di seguito, pubblichiamo il testo integrale della meditazione di padre Antonio Magnante che ringraziamo per averla messa a disposizione di tutti.

 

Il Consigliere generale per l'America presenta il documento “effathá” che aiuterà a orientare la missione nel Continente e invita i missionari e le comunità a utilizzarlo nei loro progetti e programmi.

Aprirsi allo spirito del Continente

“Aprendoci allo spirito della continentalità, per mezzo dell'ascolto reciproco, impariamo a discernere e progettare insieme i processi che ci permettono di continuare a camminare come una sola famiglia in missione”. Questo è stato il lavoro svolto durante l'Assemblea continentale post-capitolare che si è tenuta a San Paolo (Brasile) nel mese di novembre 2023.

Ce lo ha spiegato padre Juan Pablo De los Rios, Consigliere generale per l'America, presentando il documento finale dell'incontro: “questo documento che abbiamo chiamato effathá non intende annullare il Progetto Missionario Continentale (2017), e nemmeno invalidare il grande lavoro di coordinamento che hanno svolto le commissioni continentali che sono state al servizio del Consiglio Continentale. Al contrario, il lavoro svolto è servito a rivedere e perfezionare i progetti, le attività e i processi in corso per poi –insieme e alla luce del XIV Capitolo Generale– introdurre miglioramenti che ci permetteranno di raggiungere una maggiore efficienza ed efficacia nella missione", afferma padre Juan Pablo.

Nel video che segue, il Consigliere Generale evidenzia i temi principali del documento, invitando tutti i missionari e le circoscrizioni presenti nel continente a leggerlo e a metterlo in pratica: “le riflessioni e le proposte sono utili per illuminare il lavoro delle commissioni che animano le opzioni e i servizi del IMC, così come per preparare le conferenze regionali in modo che siano in sintonia con la vita missionaria del continente americano”.

Vedi il video con il messaggio del padre Juan Pablo de los Rios

Nell'evidenziare alcune opzioni dell'Istituto nel continente, padre Juan Pablo ha ricordato che le commissioni per l'Amazzonia, la Pastorale indigena e la Pastorale afro hanno già alcune iniziative in corso per promuovere la riflessione, la ricerca, la qualificazione e l'organizzazione delle diverse esperienze. La sfida è quella di lavorare insieme “per generare legami e azioni insieme e non camminare in modo isolato”. Inoltre, “dobbiamo riconoscere gli altri attori che lavorano nello stesso territorio” con i quali dobbiamo unire le forze per essere più efficaci. “Nella Pastorale Afro - ha ricordato padre Juan Pablo - continua il discernimento per aprire una nuova presenza in America Centrale”.

Nelle periferie urbane delle grandi città, dove vivono molti migranti, abbiamo delle parrocchie e a questo proposito “il documento ci invita a creare uno strumento, qualcosa di simile a un direttorio, per guidare la missione nelle parrocchie delle città secondo le linee che sono nostre e proprie dell'Istituto”.

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Assemblea continentale post-capitolare che si è tenuta a San Paolo (Brasile) nel mese di novembre 2023. Foto: Julio Carldeira

Struttura del documento

Nelle sue 30 pagine, il documento effathá propone, in un primo momento, una narrazione storica per collocarci nel contesto del cammino percorso finora dai Missionari della Consolata nel continente. In secondo luogo mette in evidenza gli aspetti con i quali il XIV Capitolo generale illumina il continente americano e che aiutano a rivedere e dare nuovo significato al nostro impegno missionario. In terzo luogo, dà voce ai membri della Famiglia della Consolata, esterni all'Assemblea, che hanno assunto nella loro vita la ricchezza del carisma lasciatoci dal Beato Allamano.

Alla fine presenta il “piano strategico per l'attuazione e il miglioramento continuo della missione, come risultato di un grande sforzo per organizzare piani d'azione comuni, che ci permettono di vivere la missione nello spirito della continentalità”, .

L'obiettivo è indicare nuove strade e fare nuove proposte, per alleggerire e qualificare i servizi della gestione e dell'organizzazione missionaria nel continente. Effatha mostra “il grande desiderio di camminare insieme, di lavorare in sinodalità e di celebrare la missione in uno spirito di famiglia, tutti uniti per il bene del Vangelo”.

* Jaime C. Patias e Fr. Adolphe Mulengezi, IMC, Segreteria per la Comunicazione.

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Partecipanti all'Assemblea continentale post-capitolare presso il Santuario di Aparecida, San Paolo (Brasile). Foto: Jaime C. Patias

“Il missionario nella comunità, la nostra missione ad gentes, l’organizzazione e l’economia per la missione”, sono questi i temi più importanti per continuare il percorso di evangelizzazione fatto dai missionari della Consolata in Africa”, spiega il padre Erasto Colnel Mgalama nel  presentare il Documento finale dell’Assemblea continentale tenuta in Tanzania dopo il XIV Capitolo Generale.

Nel video che pubblichiamo di seguito, il Consigliere generale per l'Africa sottolinea che il cuore dei temi che guideranno la missione dell’istituto nel sessennio è “il missionario nella comunità”. Questo è anche, “il cuore del XIV Capitolo generale che ci invita a una profezia radicale. Siamo consacrati per la missione vivendo come una famiglia in comunità”. In questo senso, secondo padre Erasto, una domanda fondamentale è: “il nostro stile di formazione aiuta a formare missionari che possono vivere nella comunità?”

Dunque il tema centrale contiene tre movimenti:

L’identità: questo “aspetto sarà sottolineato in modo diverso in ogni cultura nelle circoscrizioni in cui lavoriamo.

La formazione: la nostra consacrazione “richiede un costante rinnovamento spirituale e un impegno personale attraverso una profonda vita di preghiera, al fine di vivere veramente per Dio e solo per Dio”.

Il carisma: “Siamo inviati a servire per fare risplendere l'amore di Dio nel mondo, e in particolare nella vita dei poveri e di coloro che vivono ai margini della società a causa delle disuguaglianze e delle ingiustizie”. In questo senso, è importante incoraggiare la non violenza come stile e mezzo  per riprendere l’impegno per la Giustizia, la pace e l’integrità del Creato - GPIC).

Vedi qui il video con il messaggio di padre Erasto Mgalama (Realizzazione: SGC)

Il nostre ad gentes

Nel continente africano abbiamo già presenze tradizionali che durano nel tempo e in queste missioni dobbiamo avere una “presenza qualificata e qualificante”. Ciò significa che, oltre il lavoro nelle parrocchie “dobbiamo spronare la Chiesa locale ad abbracciare la dimensione ancora più profonda, l’impegno per la missione,  altrimenti, perderemmo la nostra identità missionaria”.

La prima parte del Documento finale dall'assemblea tenutasi in Tanzania nel dicembre 2023, presenta “la nostra presenza storica nel continente africano. La seconda parte, a sua volta, presenta la storia e la realtà del continente. La terza parte parla del lavoro svolto dalle commissioni continentali e dalle circoscrizioni che hanno evidenziato le priorità, frutto della riflessione di tutti i missionari”.

Questi e tanti altri aspetti del cammino che l'Istituto dovrà fare nel sessennio si trovano nel Documento che dovrebbe essere conosciuto da tutti i missionari che operano nei diversi paesi dell’Africa.

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Partecipanti alla XII Conferenza regionale IMC in Tanzania. Foto: Paulino Madeje

A nome della Direzione Generale, il padre Erasto Mgalama invita tutti i missionari studiare il Documento nelle Conferenze di Circoscrizione e nelle comunità locali. “Il nostro impegno è quello di contestualizzare le decisioni del XIV Capitolo generale nella realtà del Continente”.

* Padre Jaime C. Patias e Fratel Adolphe Mulengezi, IMC, Segretariato per la Comunicazione.

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