“Per comprendere la missione della Chiesa dobbiamo tornare nel Cenacolo dove i discepoli restarono insieme (cfr Lc 24,49), pregando con Maria, la "Madre", in attesa dello Spirito promesso. A quest'icona della Chiesa nascente ogni comunità cristiana deve costantemente ispirarsi. La fecondità apostolica e missionaria non è principalmente il risultato di programmi e metodi pastorali sapientemente elaborati ed "efficienti", ma è frutto dell'incessante preghiera comunitaria (cfr Paolo VI, Esort. apost. Evangelii nuntiandi, 75). L'efficacia della missione presuppone, inoltre, che le comunità siano unite, abbiano cioè «un cuore solo e un'anima sola» (cfr At 4,32), e siano disposte a testimoniare l'amore e la gioia che lo Spirito Santo infonde nei cuori dei fedeli (cfr At 2,42). San Giovanni Paolo II ebbe a scrivere che prima di essere azione, la missione della Chiesa è testimonianza e irradiazione (cfr Enc. Redemptoris missio, 26).”

 Canto: Luce di Verità

Rit. Luce di verità, fiamma di carità,
vincolo di unità, Spirito Santo Amore.
Dona la libertà, dona la santità,
fa’ dell’umanità il tuo canto di lode.
Ci poni come luce sopra un monte: in noi l’umanità vedrà il tuo volto Ti testimonieremo fra le genti:
in noi l’umanità vedrà il tuo volto

Spirito, vieni.
Cammini accanto a noi lungo la strada, si realizzi in noi la tua missione. Attingeremo forza dal tuo cuore,
si realizzi in noi la tua missione.

Spirito, vieni.
Come sigillo posto sul tuo cuore, ci custodisci, Dio, nel tuo amore. Hai dato la tua vita per salvarci, ci custodisci, Dio, nel tuo amore. Spirito, vieni.
Dissiperai le tenebre del male, esulterà in te la creazione. Vivremo al tuo cospetto in eterno, esulterà in te la creazione.

Spirito, vieni.
Vergine del silenzio e della fede l’Eterno ha posto in te la sua dimora. Il tuo “sì” risuonerà per sempre: l’Eterno ha posto in te la sua dimora.

Spirito, vieni.
Tu nella Santa Casa accogli il dono, sei tu la porta che ci apre il Cielo Con te la Chiesa canta la sua lode, sei tu la porta che ci apre il Cielo

Spirito, vieni.
Tu nella brezza parli al nostro cuore: ascolteremo, Dio, la tua parola;
ci chiami a condividere il tuo amore: ascolteremo, Dio, la tua parola.

Spirito, vieni.

Canto di benedizione

Rit.: Gloria gloria, cantiamo al Signore. Gloria gloria, cantiamo al Signore.

 Il celebrante

Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha benedetti di ogni benedizione spirituale
nei luoghi celesti in Cristo.

In lui ci ha eletti prima della creazione del mondo perché fossimo santi e irreprensibili dinanzi a lui, avendoci predestinati nel suo amore a essere adottati per mezzo di Gesù Cristo come suoi figli,
secondo il disegno benevolo della sua volontà,
a lode della gloria della sua grazia, che ci ha concessa nel suo amato Figlio.

Rit.: Gloria gloria, cantiamo al Signore. Gloria gloria, cantiamo al Signore.

In lui abbiamo la redenzione
mediante il suo sangue,
il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia, che egli ha riversata abbondantemente su di noi
dandoci ogni sorta di sapienza e d'intelligenza,
facendoci conoscere il mistero della sua volontà,
secondo il disegno benevolo che aveva prestabilito dentro di sé, per realizzarlo quando i tempi fossero compiuti.

Esso consiste nel raccogliere sotto un solo capo, in Cristo,
tutte le cose: tanto quelle che sono nel cielo, quanto quelle che sono sulla terra.

Rit.: Gloria gloria, cantiamo al Signore. Gloria gloria, cantiamo al Signore.

In lui siamo anche stati fatti eredi, essendo stati predestinati secondo il proposito di colui che compie ogni cosa secondo la decisione della propria volontà, per essere a lode della sua gloria; noi, che per primi abbiamo sperato in Cristo.

Rit.: Gloria gloria, cantiamo al Signore. Gloria gloria, cantiamo al Signore

In lui voi pure,
dopo aver ascoltato la parola della verità,
il vangelo della vostra salvezza,
e avendo creduto in lui,
avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso,
il quale è pegno della nostra eredità
fino alla piena redenzione di quelli che Dio si è acquistati a lode della sua gloria.

Rit.: Gloria gloria, cantiamo al Signore. Gloria gloria, cantiamo al Signore.

Celebrante: Rifulga su di noi, o Padre onnipotente,

Cristo, luce da luce,
splendore della tua gloria, e il dono del tuo Santo Spirito confermi nell’amore i tuoi fedeli,
affidati alla Parola,
rigenerati a vita nuova.
Per il nostro Signore Gesù Cristo,
tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Amen

 Dal Vangelo secondo Marco (Mc 16, 9-20).

“Risuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva cacciato sette demòni. Questa andò ad annunziarlo ai suoi seguaci che erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo ed era stato visto da lei, non vollero credere. Dopo ciò, apparve a due di loro sotto altro aspetto, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch'essi ritornarono ad annunziarlo agli altri; ma neanche a loro vollero credere. Alla fine apparve agli undici, mentre stavano a mensa, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato. Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l'accompagnavano”.

 Celebrante: Rivolgiamo il nostro cuore riconoscente allo Spirito Santo: è Signore e da la vita! Riconosciamo che lo Spirito è fonte zampillante di vita nuova ed eterna, è luce che fa risplendere la bellezza di ogni forma di vita, è fuoco che da gusto ed entusiasmo in ogni opera al servizio della vita. Invochiamo lo Spirito perché ci sostenga nel nostro compito di comunicare il Vangelo della vita:

 INNO di Papa Paolo VI

(a cori alterni: voci femminili e voci maschili

Vieni in me, Spirito di Dio: illumina la mia vita con la sapienza del Vangelo.

Vieni in me, Spirito di Dio: infondi nel mio cuore l’amore per la pace e la giustizia.

Viene in me, Spirito di Dio: fa’ che sia fedele agli impegni presi e forte nel superare le difficoltà.

Vieni in me, Spirito di Dio: donami coraggio nella verità che rende limpidi e sinceri.

Vieni in me, Spirito di Dio: liberami dalla schiavitù delle cose e aprimi alla donazione e all’amore.

Vieni in me, Spirito di Dio: dammi la forza di perdonare e di fare opere di pace.

 Tutti: «Spirito del Padre e del Figlio disceso sulla Vergine, donato agli Apostoli, effuso sulla Chiesa, vieni per noi questa sera svelaci il volto del Padre, manifestaci la sapienza del Figlio, stabilisci fra noi la tua dimora».

 Preghiamo insieme e diciamo: Signore, nostra vita e nostra speranza, ascoltaci.

Ti presentiamo, Signore, la Chiesa sparsa in tutto il mondo: il Papa Benedetto XVI, tutti i pastori della Chiesa e tutti i battezzati che nelle comunità incarnano e vivono il Vangelo. Fa' che risplendano nel mondo come segni di speranza, per portare a tutti il lieto annuncio della salvezza.

Ti presentiamo, Signore, tutti i governanti, gli uomini di potere e quelli che si impegnano nella politica. Fa' che abbiano idee sagge e grandi energie per difendere la vita, per aiutare e soccorrere i deboli, per assicurare la giustizia, per garantire a tutti un'esistenza serena e dignitosa.

Ti presentiamo, Signore, tutte le famiglie, cellule che costruiscono la società, luoghi di formazione e di crescita, laboratori di umanità. Fa' che vivano nella pace e nella concordia per favorire l'armonia tra gli uomini, e concedi a quelle in crisi e a quelle distrutte di rinnovarsi e di ricostituirsi.

Ti presentiamo, Signore, tutti i disperati: gli ammalati, i poveri, i disoccupati, i "senza tetto", i carcerati, i delusi dalla vita. Fa' che rinasca in loro la speranza per guardare con fiducia alla vita e al futuro e ricolmali dei beni spirituali e materiali di cui hanno bisogno.

Ti presentiamo, Signore, tutti quelli che si impegnano per dare speranza a chi non ne ha: gli operatori dei centri di recupero e di cura, i volontari a servizio dei più bisognosi, i laici, i religiosi e i sacerdoti che lavorano nelle missioni ai vicini e ai lontani. Fa' che abbiano sempre forza ed entusiasmo, anche quando l'indifferenza e l'ingratitudine sembrano dare sconforto.

Ti presentiamo, Signore, tutti quelli che lavorano per diffondere cultura e valori: gli educatori, gli insegnanti, i catechisti. Fa' che trovino forme e modi nuovi per appassionare le nuove generazioni e sostienili quando i loro sforzi sembrano inutili.

Ti presentiamo Signore, tutti i giovani della nostra diocesi. Fa che non si lascino mai scoraggiare nel cammino verso di te.

 Ti presentiamo, Signore, tutti i morti: quelli che portiamo nel cuore e quelli che non abbiamo conosciuto, quelli che hanno perso la vita per difendere il Vangelo e per dare speranza all'uomo, le vittime dell'odio e della violenza, delle guerre e delle ingiustizie. Fa' che contemplino la luce del tuo volto e partecipino alla festa dei santi in Paradiso.

 Celebrante: Padre santo, tu ci hai donato il Tuo Unigenito Figlio per mezzo di Maria SS. Aiutaci a vivere nella tua benedizione e nella pace, come fratelli di Gesù e sotto la sguardo materno di Maria. Per Cristo nostro Signore.

Tutti: Amen

“Nel deserto”

Guida:

«La Quaresima è il tempo privilegiato del pellegrinaggio interiore verso Colui che è la fonte della misericordia. È un pellegrinaggio in cui Lui stesso ci accompagna attraverso il deserto della nostra povertà, sostenendoci nel cammino verso la gioia intensa della Pasqua. Anche nella “valle oscura” di cui parla il Salmista (Sal 23,4), mentre il tentatore ci suggerisce di disperderci o di riporre una speranza illusoria nell’opera delle nostre mani, Dio ci custodisce e ci sostiene. […] La Quaresima ci vuole condurre in vista della vittoria di Cristo su ogni male che opprime l’uomo. Nel volgerci al divino Maestro, nel convertirci a Lui, nello sperimentare la sua misericordia, scopriremo uno “sguardo” che ci scruta nel profondo e può rianimare ciascuno di noi.»  (Benedetto XVI)

 Preghiamo insieme:

Eccomi inginocchiato davanti al tuo altare.
Io sono polvere e cenere,
io sono colpa e peccato...
Come potrò parlare a Te, Signore,
accostarmi alla tua mensa,
ricevere la tua divina Maestà in me?
Tu richiedi un cuore puro, umile:
io ti porto un cuore superficiale,
pieno di peccati, freddo...
Ma se Tu non vieni in me,
che cosa sarà di me?
Vieni, Signore Gesù,
non guardare i miei peccati:
perdonami e fammi nuovo. Amen.

 Nel deserto ...con Cristo

 Lettore 1:

Perciò, ecco, la attirerò a me, la condurrò nel deserto
e parlerò al suo cuore.
Le renderò le sue vigne
e trasformerò la valle di Acòr in porta di speranza.
Là canterà come nei giorni della sua giovinezza,
come quando uscì dal paese d'Egitto.
E avverrà in quel giorno - oracolo del Signore -
mi chiamerai: Marito mio,
e non mi chiamerai più: Mio padrone.
Ti farò mia sposa per sempre,
ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto,
nella benevolenza e nell'amore,
ti fidanzerò con me nella fedeltà
e tu conoscerai il Signore (Os 2, 16-22).

Preghiera litanica
Gesù, dolcezza del cuore Noi ti adoriamo
Gesù, Fortezza del corpo Noi ti adoriamo
Gesù, splendore dell’anima Noi ti adoriamo
Gesù, prontezza della mente Noi ti adoriamo
Gesù, gioia della coscienza Noi ti adoriamo
Gesù, speranza vera Noi ti adoriamo
Gesù, lode altissima Noi ti adoriamo
Gesù, mia gloria suprema Noi ti adoriamo
Gesù, mio desiderio, Noi ti adoriamo
Gesù, mio Pastore, cercami
Gesù, mio Salvatore, salvami.
Gesù, Figlio di Dio, abbi pietà di me.

 Ascoltiamo la Parola di Dio

+ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 4,1-13)

In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, dì a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”».

Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».

Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».

Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.

Nel deserto...per vivere la vera penitenza

 Guida: Il cammino quaresimale ci richiama all’importanza dell’ascesi. I tre “pilastri” quaresimali, indicati dalla tradizione cristiana - preghiera, digiuno, elemosina - ci ricordano che il cammino verso la Pasqua è un cammino che conosce le sue asperità e richiede alla nostra natura, sanata dalla grazia ma ancora ferita dal peccato,  un’adesione talora faticosa e sofferta alla nostra chiamata di “creature nuove” in Cristo. La dimensione penitenziale cristiana però, pur esprimendosi in forme esterne, è anzitutto interiore e sempre priva di spettacolarità. In secondo luogo, essa tocca necessariamente la nostra quotidianità e non può eluderla.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 6,1-6)

In quel tempo, Gesù disse: “Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli. Quando dunque fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Quando invece tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”.

 Canto: Se tu mi accogli (C 14)

PREGHIAMO

 Signore, fa’ digiunare il nostro cuore:
che sappia rinunciare

a tutto quello che l’allontana dal tuo amore, Signore,

e che si unisca a te più esclusivamente e più sinceramente.

Fa’ digiunare il nostro orgoglio,
tutte le nostre pretese, le nostre rivendicazioni,
rendendoci più umili e infondendo in noi
come unica ambizione, quella di servirti.

Fa’ digiunare le nostre passioni,
la nostra fame di piacere, la nostra sete di ricchezza,
il possesso avido e l’azione violenta;
che nostro solo desiderio sia di piacerti in tutto.


Fa’ digiunare il nostro io,
troppo centrato su se stesso,

egoista indurito,
che vuol trarre solo il suo vantaggio:
che sappia dimenticarsi, nascondersi, donarsi.

Fa’ digiunare la nostra lingua,
spesso troppo agitata,

troppo rapida nelle sue repliche,
severa nei giudizi, offensiva o sprezzante:
fa’ che esprima solo stima e bontà.
Che il digiuno dell’anima,
con tutti i nostri sforzi per migliorarci,
possa salire verso di te

come offerta gradita,
meritarci una gioia più pura, più profonda. Amen.

(Jean Galot)

Canto finale: Ave regina coelorum

Noi crediamo in te, Signore Gesù,
presente nel Sacramento del tuo amore e,
davanti al tuo altare, ti ringraziamo e ti adoriamo.
Tu sei il nostro Salvatore e Maestro,
crocifisso per i nostri peccati e risuscitato per la potenza del Padre.
O Signore misericordioso, vieni e rimani in noi,
perdona i nostri peccati e donaci la pace.
Allontana dai nostri cuori ogni dubbio e ogni timore
e rinvigorisci in noi la fede nella tua passione e nella tua risurrezione,
così che, per la tua grazia, possiamo vivere intensamente il nostro impegno battesimale e
meritiamo di conseguire la vita eterna nel tuo regno.

 Dal Libro dell’Esodo (Es 16)

Tutta la comunità degli Israeliti arrivò al deserto di Sin, che si trova tra Elim e il Sinai, il quindici del secondo mese dopo la loro uscita dal paese d`Egitto. Nel deserto tutta la comunità degli Israeliti mormorò contro Mosè e contro Aronne. Gli Israeliti dissero loro: «Fossimo morti per mano del Signore nel paese d`Egitto, quando eravamo seduti presso la pentola della carne, mangiando pane a sazietà! Invece ci avete fatti uscire in questo deserto per far morire di fame tutta questa moltitudine». Allora il Signore disse a Mosè: «Ecco, io sto per far piovere pane dal cielo per voi: il popolo uscirà a raccoglierne ogni giorno la razione di un giorno, perché io lo metta alla prova, per vedere se cammina secondo la mia legge o no. Ma il sesto giorno, quando prepareranno quello che dovranno portare a casa, sarà il doppio di ciò che raccoglieranno ogni altro giorno». Mosè e Aronne dissero a tutti gli Israeliti: «Questa sera saprete che il Signore vi ha fatti uscire dal paese d`Egitto; domani mattina vedrete la Gloria del Signore; poiché egli ha inteso le vostre mormorazioni contro di lui. Noi infatti che cosa siamo, perché mormoriate contro di noi?». Mosè disse: «Quando il Signore vi darà alla sera la carne da mangiare e alla mattina il pane a sazietà, sarà perché il Signore ha inteso le mormorazioni, con le quali mormorate contro di lui. Noi infatti che cosa siamo? Non contro di noi vanno le vostre mormorazioni, ma contro il Signore». Mosè disse ad Aronne: «Dà questo comando a tutta la  comunità degli Israeliti: Avvicinatevialla presenza del Signore, perché egli ha inteso le vostre mormorazioni!». Ora mentre Aronne parlava a tutta la comunità degli Israeliti, essi si voltarono verso il deserto: ed ecco la Gloria del Signore apparve nella nube. Il Signore disse a Mosè: «Ho inteso la mormorazione degli Israeliti. Parla loro così: Al tramonto mangerete carne e alla mattina vi sazierete di pane; saprete che io sono il Signore vostro Dio». Ora alla sera le quaglie salirono e coprirono l`accampamento; al mattino vi era uno strato di rugiada intorno all`accampamento. Poi lo strato di rugiada svanì ed ecco sulla superficie del deserto vi era una cosa minuta e granulosa, minuta come è la brina sulla terra. Gli Israeliti la videro e si dissero l`un l`altro: « Man hu: che cos`è?», perché non sapevano che cosa fosse. Mosè disse loro: «E' il pane che il Signore vi ha dato in cibo. Ecco che cosa comanda il Signore:!Raccoglietene quanto ciascuno può mangiarne, un omer a testa, secondo il numero delle persone con voi. Ne prenderete ciascuno per quelli della propria tenda».

 ll poema della Quaresima (D.M. Turoldo: il mistero del tempo)

Mi sembra di essere entrato in un mare di profondità senza misura, e di bellezza compatta e inesauribile. Mi riferisco al poema della Quaresima che la chiesa comincia a dispiegare quotidianamente nella sua liturgia, straripando poi nel tempo di Passione, per finire con la grande settimana in cui «tutto avrà compimento» e dalla quale uscirà una «nuova creazione». Settimana che sarà emblema per ogni tempo dell'anno: perché dopo, ogni domenica sarà sempre Pasqua; e ogni lunedì sarà un lunedì santo, in cui Dio per mezzo del Verbo continua a creare tutti questi beni e li santifica, dà loro la vita, li benedice per farcene dono; e ogni martedì sarà appunto un martedì santo; così per tutti gli altri giorni. Una settimana e un tempo che sarà il cardine del mondo anche fisico. Perché, secondo la liturgia, non è l'uomo che rotea intorno ai cieli, alle costellazioni; è il sole e sono le costellazioni e i cieli che roteano intorno all'uomo. Del resto, l'Uomo, il protagonista di questo poema, è Cristo, il Verbo per il quale «tutto è stato creato e niente di quanto esiste può esistere senza di lui» (Gv 1,3). La Quaresima si presenta come un poema finito, completo, come un cerchio di perfezione i cui confini sono la morte e la vita del mondo intero, dell'uomo singolo e di tutta l'umanità, della natura e della spannatura, del tempo e dell'eterno. Il ciclo prende l'avvio da una cospersione di cenere che ti cala sul capo ricordando che tu, uomo, chiunque tu sia, sei polvere e che in polvere ritornerai; e finisce con un grido di vittoria, inaudito prima dell'avventura del Cristo: Perché cercate tra i morti Colui che vide? Gesù, l'Uomo-Dio, è risorto e vi precede sulle vostre stesse strade» (cf. Lc –24,5-i); cioè finisce con il trionfo della vita sulla morte, con la frontiera della morte spezzata, spostato oltre la tomba il confine della vita. Nessuno vuole morire; perché siamo nati per la vita e non per la morte.

Preghiera Comune

Sospinti dalla parola di Dio, accosciamoci con cuore sincero al nostro salvatore Gesù Cristo e supplichiamolo che la nostra Quaresima sia un tempo di rinnovamento spirituale e di impegno cristiano. Diciamo insieme Ascoltaci, o Signore.

- Perché accogliamo con animo puro il richiamo divino alla penitenza e alla conversione, preghiamo.

- Perché la Quaresima confermi la nostra scelta fondamentale di adesione alla fede e alla parola di Dio, preghiamo.

- Perché, come Gesù, sappiamo essere fedeli a Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze, preghiamo.

- Perché Gesù, umile e presente nell'Eucaristia, ci insegni il vero spirito della penitenza quaresimale, preghiamo.

 O Dio, nostro Padre, con la celebrazione di questa Quaresima, segno sacramentale della nostra conversione, concedi a noi tuoi fedeli di crescere nella conoscenza del mistero di Cristo e di testimoniarlo con una degna condotta di vita. Per Cristo nostro Signore.

 Preghiera della Didachè 

Ti ringraziamo, o Padre nostro, per la vita e la conoscenza
che ci hai rivelato
per mezzo di Gesù Cristo tuo servo.
A te la gloria nei secoli. Amen.

Come questo pane spezzato era sparso sui colli
e raccolto è diventato una cosa sola,
così si raccolga la tua Chiesa
dai confini della terra nel tuo regno;
perché tua è la gloria e la potenza
per mezzo di Gesù Cristo nei secoli. Amen.

Tu, Signore onnipotente,
hai creato tutte le cose a gloria del tuo nome
e hai dato ai figli degli uomini
un cibo e una bevanda perché ti lodino;
ma a noi hai fatto dono
di un cibo e di una bevanda spirituale
della vita eterna, per opera del tuo servo Gesù.
Ti ringraziamo perché sei potente.
A te la gloria nei secoli. Amen.

Ricordati, Signore, della tua Chiesa;
liberala da tutti i mali,
rendila perfetta nel tuo amore,
riuniscila dai quattro venti, santificata,
nel tuo regno che per lei hai preparato.
Perché tuo è il potere e la gloria nei secoli.

 

Amen.

 

Canto iniziale

Celebrante: Nel nome di Dio che ci è Padre, del Figlio suo nostro salvatore e dello Spirito Santo d'amore.

Tutti: Amen

Guida: Tutti noi, scopriamo di avere il bisogno naturale di entrare in relazione. E' nella relazione che esprimiamo il meglio di noi stessi, è nella relazione che fioriamo e accettiamo veramente i nostri limiti e quelli dell'altro, è nella relazione che comunichiamo noi stessi, comunichiamo amore, ciò per cui siamo stati creati. Spesso abbiamo paura di creare legami perché temiamo di perdere la nostra libertà. Invece non è libero chi non si lega a nessuno, ma è libero colui che sa scegliere a chi legarsi.

Ogni relazione con gli altri è purificata e sanata da un'altra relazione, la più importante, quella con Dio. Amo gratuitamente solo quando ricevo e accolgo di essere amato così tanto e così gratuitamente dal Padre. Io dono veramente me stesso se accetto di legare la mia vita a un altro o agli altri, se accetto di legare la mia vita a quel Gesù che si è lasciato “legare” a ciascuno di noi sulla croce per salvarci con l'Amore. 

Tutti: Raccoglimi, Signore,

da tutte le distrazioni,

raccoglimi nel tuo amore.

Prendimi, Signore, da tutte le solitudini, prendimi nel tuo amore.

Legami, Signore, con i miei fratelli e sorelle, legami nel tuo amore.

Uniscimi, Signore, con la tua Chiesa, uniscimi nel tuo amore.

Più vicino di quanto lo sia io a me stesso, sei tu, tu in me.

Attirami dentro di me.

Raccoglimi nella mia profondità. Non lasciarmi andar via da me, perché trovi te in me

e me in te.       (Anton Rotzetter)

1 (Is 62, 1-5)

Per amore di Sion non tacerò,

per amore di Gerusalemme non mi darò pace, finché non sorga come stella la sua giustizia

e la sua salvezza non risplenda come lampada. Allora i popoli vedranno la tua giustizia,

tutti i re la tua gloria;

ti si chiamerà con un nome nuovo che la bocca del Signore indicherà.

Sarai una magnifica corona nella mano del Signore,

un diadema regale nella palma del tuo Dio. Nessuno ti chiamerà più Abbandonata,

né la tua terra sarà più detta Devastata, ma tu sarai chiamata Mio compiacimento e la tua terra, Sposata,

perché il Signore si compiacerà di te e la tua terra avrà uno sposo.

Sì, come un giovane sposa una vergine, così ti sposerà il tuo architetto;

come gioisce lo sposo per la sposa, così il tuo Dio gioirà per te.

Canto

2 (1 Gv 4, 7-21)

“Dio è amore”

Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l`amore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. In questo si è manifestato l`amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo, perché noi avessimo la vita per lui. In questo sta l`amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati. Carissimi, se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l`amore di lui è perfetto in noi. Da questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha fatto dono del suo Spirito. E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo. Chiunque riconosce che Gesù è il Figlio di Dio, Dio dimora in lui ed egli in Dio. Noi abbiamo riconosciuto e creduto all`amore che Dio ha per noi. Dio è amore; chi sta nell`amore dimora in Dio e Dio dimora in lui.

Silenzio 

Salmo 44

Effonde il mio cuore liete parole, io canto al re il mio poema.

La mia lingua è stilo di scriba veloce. Tu sei il più bello tra i figli dell`uomo, sulle tue labbra è diffusa la grazia,

ti ha benedetto Dio per sempre. Cingi, prode, la spada al tuo fianco,

nello splendore della tua maestà ti arrida la sorte,

avanza per la verità, la mitezza e la giustizia.

La tua destra ti mostri prodigi: le tue frecce acute

colpiscono al cuore i nemici del re; sotto di te cadono i popoli.

Il tuo trono, Dio, dura per sempre;

è scettro giusto lo scettro del tuo regno. Ami la giustizia e l`empietà detesti: Dio, il tuo Dio ti ha consacrato

con olio di letizia, a preferenza dei tuoi eguali.

Le tue vesti son tutte mirra, aloè e cassia, dai palazzi d`avorio ti allietano le cetre. Figlie di re stanno tra le tue predilette;

alla tua destra la regina in ori di Ofir. Ascolta, figlia, guarda, porgi l`orecchio,

dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre; al re piacerà la tua bellezza.

Egli è il tuo Signore: pròstrati a lui. Da Tiro vengono portando doni,

i più ricchi del popolo cercano il tuo volto. La figlia del re è tutta splendore,

gemme e tessuto d`oro è il suo vestito. E` presentata al re in preziosi ricami;

con lei le vergini compagne a te sono condotte;

guidate in gioia ed esultanza

entrano insieme nel palazzo del re. Ai tuoi padri succederanno i tuoi figli; li farai capi di tutta la terra.

Farò ricordare il tuo nome

per tutte le generazioni,

e i popoli ti loderanno in eterno, per sempre.

 Dal Vangelo secondo Giovanni (15, 9-17)

Come il Padre ha amato me, così anch`io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho

chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l`ho fatto conoscere a voi. 16 Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. 17 Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri. 

Riflessione Canto

3 (dalla lettera enciclica “Deus caritas est” di Benedetto XVI )

L'uomo non può neanche vivere esclusivamente nell'amore oblativo, discendente. Non può sempre soltanto donare, deve anche ricevere. Chi vuol donare amore, deve egli stesso riceverlo in dono. Certo, l'uomo può — come ci dice il Signore — diventare sorgente dalla quale sgorgano fiumi di acqua viva (cfr Gv 7, 37-38). Ma per divenire una tale sorgente, egli stesso deve bere, sempre di nuovo, a quella prima, originaria sorgente che è Gesù Cristo, dal cui cuore trafitto scaturisce l'amore di Dio (cfr Gv 19, 34).

 Preghiera

Tutti: Stai con me, e io inizierò a risplendere
come tu risplendi,
a risplendere fino ad essere luce per gli altri.
La luce, o Gesù, verrà tutta da te: nulla sarà merito mio.
Sarai tu a risplendere,
attraverso di me, sugli altri. Fa' che io ti lodi così
nel modo che tu più gradisci, risplendendo sopra tutti coloro che sono intorno a me.
Dà luce a loro e dà luce a me;
illumina loro insieme a me, attraverso di me.
Insegnami a diffondere la tua lode, la tua verità, la tua volontà.
Fa' che io ti annunci non con le parole ma con l'esempio,
con quella forza attraente,
quella influenza solidale
che proviene da ciò che faccio,
con la mia visibile somiglianza ai tuoi santi, e con la chiara pienezza dell'amore
che il mio cuore nutre per te.

 

 

 

 Vieni Signore,

il nostro mondo ha bisogno di te ora più che mai

tutto quanto l'uomo con la sua bramosia

e la sua avidità ha toccato

ha guastato l'armonia del tuo pennello creatore.

Vieni Spirito di Dio

vieni a ripulire la nostra aria

inquinata dalle trasformazioni

Ridona al cielo il suo naturale splendore.

Annulla gli effetti dell'inquinamento

frutto della nostro attaccamento al benessere.

Vieni spirito di Dio 

a ridare alle foreste rimaste

il loro primitivo vigore

vieni a ripulire le nostre acque

dai risultati nefasti

di un falso progresso

Vieni Signore a neutralizzare

tutti i veleni con cui abbiamo

svilito le nostre terre.

Ridona alla terra

le sue naturali stagioni

il suo originale splendido

Risana o Spirito che rinnovi tutte le cose

tutto quanto noi abbiamo

distrutto, estinto e contaminato

con il nostro egoismo.

Come si fa o Signore

a non vedere la Tua presenza

in una creazione così intelligente,

perfetta....così ordinata in tutte le sue

fasi e i suoi cicli sapienti?

Vieni o Spirito di Dio

e ridona alla tua opera

la bellezza infinita

con cui hai voluto

fare dell'ambiente

la casa dei tuoi figli.

Sii per noi

scienza, intelletto e prudenza.

O Spirito eternamente

sapiente, insegnaci

infine

il rispetto del tuo dono

di amore per tutti noi. Amen

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