VIA CRUCIS. Voce dei Martiri, eco del Verbo (2 parte)

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8ª stazione: Gesù incontra le pie donne. Sentiamo efficace la carezza di Dio.

Dal vangelo di Luca. Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: «Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato» (23,27-31).

Fare "casa" in definitiva «è fare famiglia; è imparare a sentirsi uniti agli altri al di là di vincoli utilitaristici o funzionali, uniti in modo da sentire la vita un po' più umana. Creare casa è permettere che la profezia prenda corpo e renda le nostre ore e i nostri giorni meno inospitali, meno indifferenti e anonimi. È creare legami che si costruiscono con gesti semplici, quotidiani e che tutti possiamo compiere. Una casa, lo sappiamo tutti molto bene, ha bisogno della collaborazione di tutti. Nessuno può essere indifferente o estraneo, perché ognuno è una pietra necessaria alla sua costruzione. Così si attua il miracolo di sperimentare che qui si nasce di nuovo; qui tutti nasciamo di nuovo perché sentiamo efficace la carezza di Dio che ci rende possibile sognare il mondo più umano e, perciò, più divino. (Christus vivit, 217)

CAROLA RACKETE, attivista della solidarietà. Carola Rackete è un'ambientalista, attivista e comandante di nave tedesca, che lavora per l'organizzazione di ricerca e soccorso Sea-Watch. È diventata nota a livello internazionale quando, al comando della nave da salvataggio Sea-Watch 3, nel giugno del 2019, decise di forzare la chiusura del porto di Lampedusa e fu arrestata con l'accusa di resistenza a una nave da guerra e tentato naufragio. A bordo aveva 42 migranti. L'inchiesta è stata archiviata dalla Procura di Agrigento che ha riconosciuto di aver agito per stato di necessità.

9ª stazione: Gesù cade la terza volta. La frattura delle migrazioni

Dal vangelo di Luca. Frattanto sorse una discussione tra loro, chi di essi fosse il più grande. Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un fanciullo, se lo mise vicino e disse: «Chi accoglie questo fanciullo nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Poiché chi è il più piccolo tra tutti voi, questi è grande». (9,46-48)

«I giovani che migrano sperimentano la separazione dal proprio contesto di origine e spesso anche uno sradicamento culturale e religioso. La frattura riguarda anche le comunità di origine, che perdono gli elementi più vigorosi e intraprendenti, e le famiglie, in particolare quando migra uno o entrambi i genitori, lasciando i figli nel Paese di origine. Quelle dei migranti sono anche storie di incontro tra persone e tra culture: per le comunità e le società in cui arrivano sono una opportunità di arricchimento e di sviluppo umano integrale di tutti». (Christus vivit, 93)

MIMMO LUCANO: audacia nell'ospitalità e accoglienza. Mimmo Lucano è un politico e attivista italiano. Tre volte sindaco di Riace, è divenuto celebre per il suo approccio nella gestione dei rifugiati politici e immigrati in genere, nel contesto della crisi europea dei migranti. Circa 450 tra rifugiati e immigrati si sono stabiliti nel piccolo comune ionico accanto ai suoi 1800 abitanti. Nel settembre 2021 è stato condannato in primo grado a 13 anni e 2 mesi di reclusione, poiché il suo modello di accoglienza è stato ritenuto un reato.

10ª stazione: Gesù è spogliato delle vesti. Protagonisti del cambiamento

Dal vangelo di Luca. Gesù diceva: «Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno». Dopo essersi poi divise le sue vesti, le tirarono a sorte. (23,34)

Voglio incoraggiarti ad assumere questo impegno, perché so che «il tuo cuore, cuore giovane, vuole costruire un mondo migliore. Seguo le notizie del mondo e vedo che tanti giovani in tante parti del mondo sono usciti per le strade per esprimere il desiderio di una civiltà più giusta e fraterna. I giovani nelle strade. Sono giovani che vogliono essere protagonisti del cambiamento. Per favore, non lasciate che altri siano protagonisti del cambiamento! Voi siete quelli che hanno il futuro! Attraverso di voi entra il futuro nel mondo. A voi chiedo anche di essere protagonisti di questo cambiamento. Continuate a superare l'apatia, offrendo una risposta cristiana alle inquietudini sociali e politiche, che si stanno presentando in varie parti del mondo. Vi chiedo di essere costruttori del mondo, di mettervi al lavoro per un mondo migliore. Cari giovani, per favore, non guardate la vita "dal balcone", ponetevi dentro di essa. Gesù non è rimasto sul balcone, si è messo dentro; non guardate la vita "dal balcone", entrate in essa come ha fatto Gesù». Ma soprattutto, in un modo o nell'altro, lottate per il bene comune, siate servitori dei poveri, siate protagonisti della rivoluzione della carità e del servizio, capaci di resistere alle patologie dell'individualismo consumista e superficiale. (Christus vivit, 174)

GRETA THUMBERG: cura della Casa Comune. Greta Thumberg ha 19 anni ed è un'attivista svedese diventata famosa per il suo sciopero contro il cambiamento climatico. È fondatrice del movimento internazionale Fridays for Future, a cui partecipano ragazze, ragazzi, giovani e adulti che desiderano un mondo più sostenibile.

11ª stazione: Gesù è crocifisso. Strumenti per la salvezza dell'umanità

Dal vangelo di Luca. Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: «Veramente quest'uomo era giusto». (23,33.47)

Non ci si può aspettare che la missione sia facile e comoda. Alcuni giovani hanno dato la vita pur di non frenare il loro impulso missionario. I Vescovi della Corea si sono espressi così: «Speriamo di poter essere chicchi di grano e strumenti per la salvezza dell'umanità, seguendo l'esempio dei martiri. Anche se la nostra fede è piccola come un granello di senape, Dio la farà crescere e la utilizzerà come strumento per la sua opera di salvezza». Amici, non aspettate fino a domani per collaborare alla trasformazione del mondo con la vostra energia, la vostra audacia e la vostra creatività. La vostra vita non è un "nel frattempo". Voi siete l'adesso di Dio, che vi vuole fecondi. Perché «è dando che si riceve» e il modo migliore di preparare un buon futuro è vivere bene il presente con dedizione e generosità. (Christus vivit, 178)

ALEJANDRO SOLALINDE, difensore dei migranti centroamericani. Alejandro Solalinde è un prete cattolico messicano, difensore dei diritti umani, coordinatore del Ministero della Mobilità Umana del Pacifico meridionale del Vescovado messicano e direttore di Hermanos en el Camino, un rifugio che fornisce ai migranti centroamericani, che cercano di attraversare il confine tra Messico e Stati Uniti, aiuti umanitari e istruzione sottraendoli al racket dei narcos. Padre Alejandro Solalinde è diventato un punto di riferimento per i migranti che, ogni giorno, cercano di attraversare la frontiera, vittime di sequestri, commercio di organi e violenze di ogni genere.

12ª stazione: Gesù muore sulla croce. Una storia d'amore, una storia di vita

Dal vangelo di Luca. Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò. (23,44-46)

Perché «la vita che Gesù ci dona è una storia d'amore, una storia di vita che desidera mescolarsi con la nostra e mettere radici nella terra di ognuno. Quella vita non è una salvezza appesa "nella nuvola" in attesa di venire scaricata, né una nuova "applicazione" da scoprire o un esercizio mentale frutto di tecniche di crescita personale. Neppure la vita che Dio ci offre è un tutorial con cui apprendere l'ultima novità. La salvezza che Dio ci dona è un invito a far parte di una storia d'amore che si intreccia con le nostre storie; che vive e vuole nascere tra noi perché possiamo dare frutto lì dove siamo, come siamo e con chi siamo. Lì viene il Signore a piantare e a piantarsi». (Christus vivit, 252)

MALALA YOUSAFZAI: diritto all'istruzione. Malala Yousafzai è un'attivista e blogger pakistana. È la più giovane vincitrice del Premio Nobel per la pace, nota per il suo impegno per l'affermazione dei diritti civili e per il diritto all'istruzione delle donne della città di Mingora, bandito da un editto dei talebani.

13ª stazione: Gesù è deposto dalla croce. Verso una vita migliore

Dal vangelo di Luca. Ed ecco, vi era un uomo di nome Giuseppe, membro del sinedrio, buono e giusto. Egli non aveva aderito alla decisione e all'operato degli altri. Era di Arimatea, una città della Giudea, e aspettava il regno di Dio. Egli si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. (23,50-52)

L'amore di Dio e il nostro rapporto con Cristo vivo non ci impediscono di sognare, non ci chiedono di restringere i nostri orizzonti. Al contrario, questo amore ci sprona, ci stimola, ci proietta verso una vita migliore e più bella. (Christus vivit, 138)

NICOLÒ GOVONI: per i bambini profughi. Nicolò Govoni, classe 1993, è uno scrittore e attivista per i diritti umani, originario di Cremona. All'età di 20 anni inizia la sua prima missione di volontariato nell'orfanotrofio di un piccolo villaggio dell'India, dove resta per quattro anni della sua vita, durante i quali si laurea in Giornalismo. Successivamente si sposta a Samos, in Grecia, dove opera in un campo profughi. Qui nel 2018, insieme ad altre due volontarie sul campo, Giulia Cicoli e Sarah Ruzek, e a sette soci fondatori in Italia, fonda la Onlus Still I Rise e apre la prima scuola per bambini e adolescenti profughi dell'isola. Sul finire del 2019 e per tutto il corso del 2020 inizia il piano di espansione di Still I Rise: aprono Beraber a Gaziantep (Turchia), il centro che diventerà la prima Scuola Internazionale per minori profughi e svantaggiati del mondo, e il centro Ma'an nella città di Al Dana, in Siria. Oggi Nicolò dirige Still I Rise in sei Paesi, dando lavoro a circa cinquanta persone nel mondo e dedicandosi all'avvio di una nuova scuola per bambini profughi e svantaggiati a Nairobi, in Kenya.

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14ª stazione: Gesù è posto nel sepolcro. Che il bene venga comunicato

Dal vangelo di Luca. Lo depose dalla croce, lo avvolse con un lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia, nel quale nessuno era stato ancora sepolto. Era il giorno della Parasceve e già splendevano le luci del sabato. Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse osservarono il sepolcro e come era stato posto il corpo di Gesù, poi tornarono indietro e prepararono aromi e oli profumati. Il giorno di sabato osservarono il riposo come era prescritto. (23,53-56)

Voglio ricordare che non è necessario fare un lungo percorso perché i giovani diventino missionari. Anche i più deboli, limitati e feriti possono esserlo a modo loro, perché bisogna sempre permettere che il bene venga comunicato, anche se coesiste con molte fragilità. I giovani sono capaci di creare nuove forme di missione, negli ambiti più diversi. Per esempio, dal momento che si muovono così bene nelle reti sociali, bisogna coinvolgerli perché le riempiano di Dio, di fraternità, di impegno. (Christus vivit, 239-241)

SHAMSIA HASSANI, artista afghana. Con le sue immagini delicate e raffinate, Shamsia Hassani, classe 1988, prima street artist afgana, racconta il dramma dell'Afghanistan, in particolare l'oppressione delle donne afgane, attaccando frontalmente i talebani. Parlando del suo lavoro in una intervista, Shamsia ha raccontato: "Voglio colorare i brutti ricordi della guerra e se coloro questi brutti ricordi, allora cancello la guerra dalla mente delle persone. Voglio rendere l'Afghanistan famoso per la sua arte, non per la sua guerra".

15ª stazione: Gesù vince la morte. Riempìti dalla sua presenza invisibile

Dal vangelo di Luca. ll primo giorno dopo il sabato, di buon mattino, si recarono alla tomba, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro; ma, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre erano ancora incerte, ecco due uomini apparire vicino a loro in vesti sfolgoranti. Essendosi le donne impaurite e avendo chinato il volto a terra, essi dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto».(24,1-6)

Egli vive! Occorre ricordarlo spesso, perché corriamo il rischio di prendere Gesù Cristo solo come un buon esempio del passato, come un ricordo, come qualcuno che ci ha salvato duemila anni fa. Questo non ci servirebbe a nulla, ci lascerebbe uguali a prima, non ci libererebbe. Colui che ci colma della sua grazia, Colui che ci libera, Colui che ci trasforma, Colui che ci guarisce e ci conforta è qualcuno che vive. È Cristo risorto. Se Egli vive, allora davvero potrà essere presente nella tua vita, in ogni momento, per riempirla di luce. Così non ci saranno mai più solitudine e abbandono. Anche se tutti se ne andassero, Egli sarà lì, come ha promesso: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20). Egli riempie tutto con la sua presenza invisibile, e dovunque tu vada ti starà aspettando. Perché non solo è venuto, ma viene e continuerà a venire ogni giorno per invitarti a camminare verso un orizzonte sempre nuovo. (Christus vivit, 124-125)

GINO STRADA, medico. "I pazienti vengono sempre prima di tutto": il senso di giustizia, la lucidità, il rigore, la capacità di visione: erano queste le cose che si notavano subito in Gino. Nel 1994, l'esperienza accumulata negli anni con la Croce Rossa spingeva Gino Strada, insieme alla moglie Teresa e alcuni colleghi e amici, a fondare Emergency, Associazione indipendente e neutrale, che ha salvato e continua a salvare milioni di persone, nata per portare cure medico-chirurgiche alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà. Gino Strada ha scelto da che parte stare: dalla parte degli impoveriti, delle vittime di guerra, degli oppressi, lottando ogni giorno perché i diritti potessero essere di tutte e di tutti.

 Preghiamo insieme

Signore Gesù, aiutaci a vedere nella Tua Croce tutte le croci del mondo: la croce delle persone affamate di pane e di amore; la croce delle persone sole e abbandonate perfino dai propri figli e parenti; la croce delle persone assetate di giustizia e di pace; la croce delle persone che non hanno il conforto della fede; la croce degli anziani che si trascinano sotto il peso degli anni e della solitudine; la croce dei migranti che trovano le porte chiuse a causa della paura e dei cuori blindati dai calcoli politici; la croce dei piccoli, feriti nella loro innocenza e nella loro purezza; la croce dell'umanità che vaga nel buio dell'incertezza e nell'oscurità della cultura del momentaneo; la croce delle famiglie spezzate dal tradimento, dalle seduzioni del maligno o dall'omicida leggerezza e dall'egoismo; la croce dei consacrati che cercano instancabilmente di portare la Tua luce nel mondo e si sentono rifiutati, derisi e umiliati; la croce dei consacrati che, strada facendo, hanno dimenticato il loro primo amore; la croce dei tuoi figli che, credendo in Te e cercando di vivere secondo la Tua parola, si trovano emarginati e scartati perfino dai loro famigliari e dai loro coetanei; la croce delle nostre debolezze, delle nostre ipocrisie, dei nostri tradimenti, dei nostri peccati e delle nostre numerose promesse infrante; la croce della Tua Chiesa che, fedele al Tuo Vangelo, fatica a portare il Tuo amore perfino tra gli stessi battezzati; la croce della Chiesa, la Tua sposa, che si sente assalita continuamente dall'interno e dall'esterno; la croce della nostra Casa Comune che appassisce seriamente sotto i nostri occhi egoistici e accecati dall'avidità e dal potere. Signore Gesù, ravviva in noi la speranza della risurrezione e della Tua definitiva vittoria contro ogni male e ogni morte. Amen.

Ultima modifica il Sabato, 09 Aprile 2022 11:52

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