Un cuore vigilante

Un cuore vigilante Foto SozziJA
Pubblicato in Preghiera missionaria
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Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!». (Mc 13,33-37)

RIFLETTI

L’invito a vegliare, dapprima diretto ai quattro discepoli e ora allargato ad ogni lettore di ogni tempo, costituisce una specie di “finale aperta” del secondo vangelo, una sorta di “prima conclusione”. E’ importante sottolineare la dimensione esortativa del discorso di Gesù. Egli invita i discepoli e tutti i credenti al vegliare (v. 37) mossi dalla fede e dalla certezza dell’incontro finale con il «padrone» che verrà a giudicare l’operato di ciascuno.

1. Circa la vigilanza è molto efficace l’immagine del «portiere» chiamato a stare alla porta. Come una sentinella, il portiere deve saper vegliare, rimanere, accettare la fatica di controllare soprattutto nelle ore notturne. La riflessione si concentra sul senso dell’esistenza cristiana e sull’impegno di combattere ogni tentazione di noia e di rifiuto degli impegni. L’uomo vigilante sa adempiere alle proprie responsabilità con la certezza che il proprio impegno verrà ripagato.

2. Oltre alla vigilanza, la pagina evangelica conduce a riflettere sul discernimento. Saper vigilare significa anche imparare a leggere gli avvenimenti della propria storia nella luce della fede. Poiché la venuta di Cristo è vicina, ciascun credente non deve lasciarsi turbare da segni controversi, ma saperli leggere nella prospettiva del progetto di Dio. Saper fare quanto ci viene richiesto non è solo un atto meccanico e passivo, ma richiede un’intelligenza e una capacitò di attualizzazione della volontà divina.

3. Nel suo discorso escatologico Gesù invita a perseverare nella fedeltà. Ciascuno ha ricevuto un proprio compito e è chiamato a vivere la fedeltà per quanto ha ricevuto. Fedeltà e fiducia sono due declinazioni della parola «fede». Essa è un dono di Dio che invoca una risposta di amore. Chi vive nella fede sa essere «fedele» e crescere nella «fiducia». Mentre il padrone è lontano, la fedeltà consiste nel mantenere l’impegno ricevuto e rimanere in comunione con la volontà del padrone. Allo stesso tempo questo impegno è possibile solo se siamo degni di fiducia e capaci di costruire relazioni di fiducia.

4. L’imprevedibilità della venuta finale di Cristo non deve indurre al timore, ma spingere all’operosità. In questa linea va anche la parenesi di Paolo ai Tessalonicesi (cf. 1Ts 2; 4; 2Ts 3): il tempo per i credenti è un dono da condividere con impegno. Non siamo chiamati a fuggire il mondo con le sue attrazioni, ma a vivere nel servizio dei fratelli con le loro fatiche e speranze. Il Signore nel suo ritorno dovrà trovarci pronti ed operosi nel compiere la volontà di Dio (cf. Mt 24,45-51; Lc 12,42-46). Alla fragilità dell’uomo Dio affida una grande responsabilità, che è possibile portare avanti solo con il suo aiuto. Siamo consapevoli che il Signore accompagna la comunità dei credenti e sostiene il suo cammino.

DOMANDE

La vigilanza è anzitutto una condizione del cuore: quali sono i segni di un cuore vigilante? Di fronte ai problemi e alle situazioni di sofferenza dell’umanità, quale contributo è possibile oggi offrire all’uomo da parte dei credenti? Siamo consapevoli delle responsabilità che Dio ci affida nella storia? Viviamo passivamente le situazioni o ci impegniamo attivamente nel servizio degli altri? L’esercizio della speranza è sostenuto dalla preghiera?

PREGA

Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l’aiuto? Il mio aiuto viene dal Signore: egli ha fatto cielo e terra. Non lascerà vacillare il tuo piede, non si addormenterà il tuo custode. Non si addormenterà, non prenderà sonno il custode d’Israele. Il Signore è il tuo custode, il Signore è la tua ombra e sta alla tua destra. Di giorno non ti colpirà il sole, né la luna di notte. Il Signore ti custodirà da ogni male: egli custodirà la tua vita. Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri, da ora e per sempre. (Salmo 121)

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