Beato il popolo il cui Dio è il Signore

Beato il popolo il cui Dio è il Signore Foto SozziJA
Pubblicato in Preghiera missionaria
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La tendenza a costruire torri che ci portino ad altezze diverse o muri che delimitano confini non sempre giusti creando così relazioni non più paritarie, non sembra essere una novità di questo secolo ma è una caratteristica che da sempre interpella e caratterizza l'uomo. Un'autentica azione missionaria sa come porgersi correttamente e, riconoscendo i segni operati dallo Spirito Santo nelle diverse culture, cerca temi d'intesa comuni, in ordine alla costruzione di una società veramente fraterna.

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Allora Paolo, alzatosi in mezzo all'Areòpago, disse: "Cittadini ateniesi, vedo che in tutto siete molto timorati degli dèi. Passando infatti e osservando i monumenti del vostro culto, ho trovato anche un'ara con l'iscrizione: Al Dio ignoto. Quello che voi adorate senza conoscere, io ve lo annunzio. Il Dio che ha fatto il mondo e tutto ciò che contiene, che è signore del cielo e della terra, non dimora in templi costruiti dalle mani dell'uomo né dalle mani dell'uomo si lascia servire come se avesse bisogno di qualche cosa, essendo lui che dà a tutti la vita e il respiro e ogni cosa. Egli creò da uno solo tutte le nazioni degli uomini, perché abitassero su tutta la faccia della terra. Per essi ha stabilito l'ordine dei tempi e i confini del loro spazio, perché cercassero Dio, se mai arrivino a trovarlo andando come a tentoni, benché non sia lontano da ciascuno di noi. In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo, come anche alcuni dei vostri poeti hanno detto: Poiché di lui stirpe noi siamo.

Essendo noi dunque stirpe di Dio, non dobbiamo pensare che la divinità sia simile all'oro, all'argento e alla pietra, che porti l'impronta dell'arte e dell'immaginazione umana. Dopo esser passato sopra ai tempi dell'ignoranza, ora Dio ordina a tutti gli uomini di tutti i luoghi di ravvedersi, poiché egli ha stabilito un giorno nel quale dovrà giudicare la terra con giustizia per mezzo di un uomo che egli ha designato, dandone a tutti prova sicura col risuscitarlo dai morti". (Atti 17,22-31)

RIFLETTI

L'individualismo postmoderno e globalizzato favorisce uno stile di vita che indebolisce lo sviluppo e la stabilità dei legami tra le persone, e che snatura i vincoli familiari. L'azione pastorale deve mostrare ancora meglio che la relazione con il nostro Padre esige e incoraggia una comunione che guarisca, promuova e rafforzi i legami interpersonali. Mentre nel mondo, specialmente in alcuni Paesi, riappaiono diverse forme di guerre e scontri, noi cristiani insistiamo nella proposta di riconoscere l'altro, di sanare le ferite, di costruire ponti, stringere relazioni e aiutarci "a portare i pesi gli uni degli altri" (Gal 6,2). D'altra parte, oggi nascono molte forme di associazione per la difesa di diritti e per il raggiungimento di nobili obiettivi. In tal modo si manifesta una sete di partecipazione di numerosi cittadini che vogliono essere costruttori del progresso sociale e culturale.

Il sostrato cristiano di alcuni popoli - soprattutto occidentali - è una realtà viva. Qui troviamo, specialmente tra i più bisognosi, una riserva morale che custodisce valori di autentico umanesimo cristiano. Uno sguardo di fede sulla realtà non può dimenticare di riconoscere ciò che semina lo Spirito Santo. Significherebbe non avere fiducia nella sua azione libera e generosa pensare che non ci sono autentici valori cristiani là dove una gran parte della popolazione ha ricevuto il Battesimo ed esprime la sua fede e la sua solidarietà fraterna in molteplici modi. Qui bisogna riconoscere molto più che dei "semi del Verbo", poiché si tratta di un'autentica fede cattolica con modalità proprie di espressione e di appartenenza alla Chiesa. Non è bene ignorare la decisiva importanza che riveste una cultura segnata dalla fede, perché questa cultura evangelizzata, al di là dei suoi limiti, ha molte più risorse di una semplice somma di credenti posti dinanzi agli attacchi del secolarismo attuale. Una cultura popolare evangelizzata contiene valori di fede e di solidarietà che possono provocare lo sviluppo di una società più giusta e credente, e possiede una sapienza peculiare che bisogna saper riconoscere con uno sguardo colmo di gratitudine. (Evangelii Gaudium nn. 67-68)

DOMANDE

Mi faccio promotore di un cammino da condividere con altri riconoscendo gli altri come parte di me e di quel progetto che il Signore ha per il suo popolo o tendo sempre a pensarmi qualche passo più avanti dell'altro?

Riesco ad apprezzare i valori (ciò che semina lo Spirito Santo) di cui sono portatori gli altri popoli con i quali magari sono entrato a contatto attraverso viaggi di studio, campi missionari e anche in semplici esperienze di turismo?

PREGHIERA

Mi affido a Te, o Santo Spirito, riconoscendo che in tutti i settori arrivi prima di noi, lavori più di noi e meglio di noi. A noi non tocca né seminarti, né svegliarti, ma anzitutto riconoscerti, accoglierti, assecondarti, seguirti. Anche in questo nostro tempo, che appare così buio, o Spirito di Dio, Tu ci sei e non Ti sei mai perso d'animo: al contrario sorridi, danzi, penetri, investi, avvolgi, arrivi là dove mai avremmo immaginato. (Carlo Maria Martini)

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