Comunione

Pubblicato in Preghiera missionaria
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Per questo incontro di preghiera occorre preparare un’icona di Gesù Cristo. Il ritratto viene tagliato tipo mosaico, in tanti pezzi qunti sono i partecipanti. All’inizio il ritratto-icona è tutto composto.


Canto d'inizio

GUIDA - Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo - Amen.

Il tema della nostra preghiera è quello della comunione come fonte di missione. Accogliamo l’icona di Gesù, proclamando a cori alterni l’inno:

TUTTI - O Gesù redentore, immagine del Padre,
luce d’eterna luce, accogli il nostro canto.
Per radunare i popoli nel patto dell’amore,
distendi le tue braccia sul legno della croce.
Dal tuo fianco squarciato effondi sull’altare
i misteri pasquali della nostra salvezza.
A te sia lode, o Cristo, speranza delle genti,
al Padre e al Santo Spirito nei secoli dei secoli, Amen.

Guida: Ascoltiamo ora la Parola di Dio che ci invita a porre il primo gesto missionario vivendo la comunione.

1° Lettore - Dal vangelo secondo Giovanni - "Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me". (Gv 17, 20-23)

Guida - Come commento alla Parola di Dio, ascoltiamo questo racconto:

2° Lettore - Si narra di un monastero che, in seguito a un’ondata di persecuzioni, stava vivendo tempi difficili. Ormai, nella grande e cadente abbazia non vivevano che l’abate e altri quattro monaci, tutti molto anziani. Il monastero era chiaramente destinato a scomparire.

Nel fitto bosco che lo circondava, c’era una piccola capanna che un rabbino di una città vicina usava di tanto in tanto come eremo. Un giorno l’abate, sempre più preoccupato per la situazione dell’ordine, volle recarsi alla capanna per chiedere consiglio al saggio ebreo, ma questi non poté fare altro che condividere il suo dolore: "Conosco il problema; ma la gente ha perso la spiritualità e anche nella città quasi nessuno viene più alla sinagoga". Si lamentarono insieme, poi lessero alcuni brani della Torah e conversarono serenamente di profonde questioni spirituali.

Prima di congedarsi, l’abate gli domandò se non avesse dei consigli da dargli per salvare il monastero. "No, mi dispiace - ripeté il rabbino -; l’unica cosa che posso dirti è che il messia è tra voi".

1° Lettore - Rientrato al monastero, l’abate riferì le strane parole del rabbino e, nei giorni che seguirono, i vecchi monaci riflettevano su quella frase: Forse il messia è uno di noi? Certo, potrebbe essere l’abate oppure fratello Thomas che è davvero un sant’uomo; sembra invece difficile che il rabbino alludesse a fratello Elred, irascibile com’è, ma non si sa mai; quanto a fratello Philip; è una vera nullità e tuttavia, quando c’è bisogno di lui, quasi misteriosamente è sempre presente e dunque magari è proprio lui il messia.

Immersi in questi pensieri, i monaci cominciarono a trattarsi tra di loro con straordinario rispetto perché esisteva, pur se remota, la possibilità che il messia fosse tra loro. La foresta in cui si ergeva il monastero era stupenda e accadeva che, di tanto in tanto, arrivassero dei visitatori che venivano a passeggiare lungo i viali o per i sentieri. Senza rendersene conto, i visitatori cominciarono ad avvertire il clima di straordinario rispetto che circondava i cinque monaci e che da loro irradiava. Tornarono al convento più spesso, portarono degli amici per mostrare quel posto speciale; e gli amici arrivarono con altri amici. Dopo qualche tempo uno chiese di unirsi ai monaci; poi un altro e un altro ancora. Nel giro di pochi anni il monastero ridivenne un centro vivo di luce e di spiritualità per tutta la regione.

Riflessione personale: Mi chiedo come vivo la comunione in famiglia, nel gruppo, in parrocchia, in comunità, nel mondo.

Guida - Recitiamo ora il salmo della fraternità.

Tutti - Ecco quanto è buono e quanto è soave
che i fratelli vivano insieme!
È come olio profumato sul capo,
che scende sulla barba, sulla barba di Aronne,
che scende sull’orlo della sua veste.
È come rugiada dell’Ermon,
che scende sui monti di Sion.
Là, il Signore dona
la benedizione e la vita per sempre. (Sl 133)

Guida - Constatiamo, tuttavia, che il peccato della divisione è ancora presente in noi, nella chiesa, nel mondo.

2° Lettore - Dalla lettera di Paolo ai Corinti - Vi esorto pertanto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, ad essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e d’intenti.

Mi è stato segnalato infatti a vostro riguardo, fratelli, dalla gente di Cloe, che vi sono discordie tra voi. Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: "Io sono di Paolo", "Io invece sono di Apollo", "E io di Cefa", "E io di Cristo!"". Cristo è stato forse diviso? Forse Paolo è stato crocifisso per voi, o è nel nome di Paolo che siete stati battezzati? (1Cor 1, 10-13)

1° Lettore - Dagli Atti degli apostoli - In quei giorni, mentre aumentava il numero dei discepoli, sorse un malcontento fra gli ellenisti verso gli Ebrei, perché venivano trascurate le loro vedove nella distribuzione quotidiana. (At 6, 1)

Guida - Riconosciamo il nostro peccato. Ognuno di noi tolga un pezzo del mosaico. Restiamo qualche istante in silenzio.

2° Lettore - Dagli Atti degli apostoli - Erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti i prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno.

Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa, prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati. (At 2, 42-48)

1° Lettore - In un primo luogo c’è l’ascolto insieme della Parola (insieme, non ciascuno per conto suo, né gruppo per gruppo, ogni gruppo col suo personale maestro, ma insieme, anche fra gruppi diversi, tutti pronti ad accogliere la medesima Parola); poi la condivisione nella vita, cioè il tentativo di costruire relazioni fraterne, a tutti i livelli, compreso il livello economico; infine, il culto e la preghiera, un culto al tempio e un culto nelle case.

Come si può facilmente comprendere, questa comunione - dono di Dio e originata dalla fede - non ha bisogno per formarsi e rafforzarsi di tutti quei supporti "carnali" (uguaglianza di razza, uniformità di cultura, comunanza di interessi sociali ed economici, uguaglianza di età) che invece sono indispensabili per altri tipi di comunità. Anzi, possiamo addirittura dire che l’eterogeneità (cioè una varietà di culture, di età, di appartenenza) è un elemento indispensabile perché la comunione ecclesiale appaia come il miracolo dello Spirito di Dio e come il segno dell’unità dell’intero genere umano. Una comunità uniforme non è né il segno del miracolo di Dio né il segno dell’unità del genere umano.

Vorrei addirittura affermare che la prima testimonianza consiste proprio nel costruire una comunità dove i diversi si sentono accettati, senza per questo essere costretti a rinunciare alle loro peculiarità. Una comunità siffatta è davvero un segno di cattolicità, il segno, in altre parole, che il vangelo è veramente fatto per tutte le culture e per tutti gli uomini. (B. Maggioni)

Pausa di riflessione.

Tutti (a cori alterni)
Frumento di Cristo noi siamo
cresciuto nel sole di Dio,
nell’acqua del fonte impastati,
segnati dal crisma divino.
In pane trasformaci, o Padre,
per il sacramento di pace:
un pane, uno Spirito, un corpo,
la chiesa una-santa, o Signore.
O Cristo, pastore glorioso,
a te la potenza e l’onore
col Padre e lo Spirito Santo
nei secoli dei secoli. Amen.

Guida - Il beato Giuseppe Allamano, fondatore di missionari, insisteva fortemente sullo spirito di fraternità, ritenendolo il primo atto missionario. Senza comunione non c’è missione.

2° Lettore - Bisogna avere amore di fratellanza, un amore pratico: usarci ogni tanto qualche gentilezza, certe industrie che la carità sa trovare. Non siamo tante statue qui dentro, che ognuna non tocca l’altra! Sì, voglio che ci sia - e ci deve essere - questo amore fraterno. Vorrei che studiaste questa cosa: se proprio tutto il bene che volete per voi, tutto il bene che procurate a voi, cercate anche di farlo ai compagni. E così in missione prendete parte ai dolori, alle gioie, alle difficoltà, a tutto quello che può succedere a un confratello. Vorrei proprio che ciascuno facesse del bene, godesse e soffrisse col compagno, lo aiutasse in tutto ciò che può. L’istituto non è un collegio, neppure un seminario, ma una famiglia. Siete tutti fratelli: dovete vivere assieme, prepararvi assieme, per poi lavorare assieme per tutta la vita.

Canto - Ubi caritas (Taizé)

Guida - Per essere autentici missionari, dobbiamo convertirci alla comunione. Preghiamo il Signore di concederci questo dono. Dopo ogni invocazione, qualcuno dei presenti inizia a ricomporre il mosaico, fino a completarlo.

1° Lettore - Signore, hai inviato i tuoi discepoli a due a due. Facci comprendere che la missione non è un affare privato, un’avventura solitaria. Perdona il nostro protagonismo.

Tutti - Amen.

Alcuni ricompongono parte del mosaico, con il loro frammento.

2° Lettore - Signore, il nemico fa di tutto per rompere la comunione, perché sa di distruggere la tua opera. Il nemico cerca in tutti i modi di farci vedere il male del fratello invece del nostro. Ma tu, Signore, liberaci dal maligno.

Tutti - Amen.

1° Lettore - Signore, nei litigi inevitabili fa che il perdono sia la parola ultima su tutto. Facci comprendere che la comunità perfetta non è quella dove non si sbaglia, ma dove ci si accetta e perdona, come hai fatto tu sulla croce.

Tutti - Amen.

2° Lettore - Signore, facci gioire del bene del fratello. Togli da noi invidia, gelosia, spirito di concorrenza. Fa’ che sappiamo lodarti per il bene che operi attraverso i nostri fratelli.

Tutti - Amen.

1° Lettore - Signore, togli l’ira dal nostro cuore, e dacci la tua mitezza e umiltà. Togli l’inquietudine dal nostro animo. Insegnaci a vivere e a collaborare con gli altri.

Tutti - Amen.

GUIDA - Abbiamo ricomposto il volto di Cristo. Cerchiamo di renderlo visibile anche nella nostra vita, attraverso la comunione reciproca.

Ci diamo la mano, facciamo cerchio attorno all’immagine di Cristo e dicendo la preghiera che lui ci ha insegnato.

Tutti - Padre nostro...

Canto - Andate per le strade in tutto il mondo.
Ultima modifica il Giovedì, 05 Febbraio 2015 20:07
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