Jul 07, 2022 Last Updated 5:14 PM, Jul 5, 2022

Per i molti che attendono…

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L'incontro di preghiera che proponiamo ha un'impronta decisamente vocazionale. Può essere una ripresa della Giornata mondiale per le vocazioni e un'occasione per inserire qualche momento più specifico riguardante il gruppo o la comunità parrocchiale, ad esempio le testimonianze di missionari conosciuti o del posto...


Guida - Vogliamo iniziare questo momento di preghiera, chiedendo al Signore che venga ad abitare nel nostro cuore: purificandolo con la presenza del suo Spirito, aiuti la nostra debolezza e ci suggerisca parole e azioni per portarlo, poi, ai popoli del mondo.

Canto (usato come ritornello)

Vi darò un cuore nuovo,
metterò dentro di voi uno Spirito nuovo.

1° Lett. - Signore, abbiamo reso i nostri cuori duri come pietra con l'ostinato orgoglio, la violenza sottile, i piccoli o grandi egoismi. Rit.

2° Lett. - O luce beatissima, abbiamo preteso di conoscere Dio e abbiamo disprezzato Cristo nei molti poveri umiliati dalla vita, che ci sono passati accanto. Rit.

1° Lett. - Ospite dolce dell'anima, aiutaci a scoprire l'origine di Colui che non si è vergognato di chiamarci fratelli, perché comprendiamo la grazia di vivere da figli dell'unico Padre, da lui inviati a portare l'amore ad ogni creatura. Rit.

Guida - Signore ci sentiamo smarriti, poveri,
impotenti. Abbiamo la missione
di annunciare il tuo amore
per l'umanità, per gli uomini
e le donne del nostro tempo.
Il nostro tempo è difficile e tu lo conosci.
È solo vivendo la vita cristiana
nella gioia, che si dà un segnale
al nostro caotico mondo.
Chiamati ad annunciare la tua parola,
aiutaci, Signore, a vivere di te,
ad essere strumento di pace.
Assistici con la tua luce,
perché gli uomini che incontriamo
possano vedere in noi
i testimoni credibili del vangelo.
Infondi in noi una grande passione
per la verità e impediscici
di parlare nel tuo nome
se prima non ti abbiamo incontrato
nel silenzio.

1° Lett. - Dalla lettera di san Paolo apostolo agli efesini. (4, 1-6.11-13) - Vi esorto dunque io, il prigioniero nel Signore, a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, cercando di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti. A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo... È lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo.

2° Lett. - Ripetiamo insieme:

Annunzierò ai fratelli
la salvezza del Signore.

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore da tutta la terra,
cantate al Signore
benedite il suo nome. Rit.

Annunziate di giorno in giorno
la sua salvezza,
in mezzo ai popoli narrate la sua gloria,
a tutte le nazioni dite i suoi prodigi. Rit.

Acclamate al Signore voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza. Rit.

Guida - Ognuno di noi è chiamato dal Signore a svolgere una missione ben precisa. Siamo sulla terra per portare a termine un compito che il Signore ci ha affidato. Ma possiamo farlo soltanto nel momento in cui lo incontriamo veramente.

1° Lett. - "L'ho incontrato per combinazione, dovrei proprio dire: per caso, se il caso avesse qualcosa a che fare in questa sorta d'avventura… un momento di stupore che dura ancora. Non mi sono mai abituato all'esistenza di Dio. Entrato alle cinque e dieci d'un pomeriggio in una cappella del quartiere latino per cercarvi un amico, ne sono uscito alle cinque e un quarto in compagnia di un'amicizia che non era di questa terra". Lo scrittore André Frossard racconta così il suo incontro con la fede, a vent'anni. Se è vero, come afferma un filosofo contemporaneo, che la vita è quella cosa che ti succede mentre siamo presi dai nostri progetti, per lui Gesù è stato davvero la vita. Anche nella nostra esperienza ci sono momenti in cui ci sorprendiamo a credere, con inaspettata serenità e dolcezza. Squarci luminosi, doni imprevisti...

2° Lett. - Ci sono momenti nella vita in cui proviamo una gioia incontenibile, ma discreta. È una gioia che fa sentire in comunione con tutti. I timori si allontanano, si comunica con più attenzione per l'altro. Sono i momenti in cui è più facile avvertire l'azione dello Spirito e fare l'esperienza di Dio amore.

1° Lett. - La vocazione, a volte, ci viene presentata come un'intuizione soprannaturale, quasi una voce dal cielo. Ma Dio parla all'uomo attraverso i suoi stessi pensieri e sentimenti. La sua chiamata non è un fatto puntuale, automatico, ma un processo di maturazione delle relazioni, a partire da quella fondante, con lui.
 
2° Lett. - È un progressivo vedere se stessi e la storia con gli occhi di Dio. Prima di tutto la vocazione è la parola che Dio rivolge all'uomo e lo fa esistere. È la vita nell'amore. Lungi dall'offrire risposta a tutti gli interrogativi e sciogliere ogni dubbio, le chiamate dell'amore disseminate nelle giornate non ci lasciano in pace. Costano. Inutile negarlo: la vocazione ci fa paura!

1° Lett. - Non si è mai pronti secondo noi, si è sempre pronti secondo Lui. È forte la tentazione di ritardare ancora un po' il momento decisivo: "Lasciami sistemare alcune cose, anche la fede andrà meglio". C'è sempre qualcosa da sistemare. Finché il volto di Dio è uno sguardo del quale sentiamo di doverci proteggere, la nostra vita di fede sarà una patetica forma di autodifesa. La vocazione, in fondo, è ritrovare continuamente l'immagine autentica del volto di Dio.

Canto

Testimoni dell'amore,
testimoni del Signore,
siamo il popolo di Dio
e annunciamo il Regno suo.
Annunciamo la sua pace,
la speranza della croce
che lo Spirito di Dio
dona a questa umanità...

1. Il tuo Spirito, Signore,
in ogni tempo
ci fa segno del tuo amore
per il mondo.
Tra la gente noi viviamo
la tua missione
nella fede che si fa condivisione.

2. La Parola della vita noi proclamiamo
e la storia del tuo amore raccontiamo.
Tra la gente noi viviamo una certezza:
che tu offri ad ogni uomo
giorni di grazia.

3. Tu Pastore sei con noi,
guidi il cammino,
ci raduni come chiesa per il Regno.
Tra la gente noi viviamo
nuova speranza
e la gioia che ci dà la tua presenza.

Guida - Ascoltiamo ora la testimonianza di un giovane missionario della Consolata africano, che racconta la sua avventura di essere diventato prete, destinato a lavorare lontano dal suo paese...

2° Lett. - Sono stato ordinato sacerdote il 4 agosto 2001, a Nairobi. Di per sé, quella è la stagione fredda, grigia e umida. Invece, quando ho aperto la mia finestra il mattino presto, ho visto che la giornata era stranamente stupenda: il cielo azzurro, una brezza leggera, gli uccelli cantavano... Come se non si trattasse di me, pensavo: "Cosa ne sarà di questo ragazzo? È davvero questo il giorno dei miei sogni?". L'unica cosa che riuscivo a dirmi era: "Hai ricevuto un amore così grande, che l'unica cosa che puoi fare ora è dare te stesso, per amore".

La cerimonia è stata molto vivace: emozioni, gioia, ringraziamento, eccitazione... Il vescovo ordinante era mons. Peter Kihara, missionario della Consolata che, a suo tempo, era stato il mio maestro di noviziato. Tutto attorno un nugolo di preti, confratelli, parenti, amici e una folla grande di fedeli. Per qualche tempo mi è sembrato strano che la gente si dirigesse a me chiamandomi: "Padre!"; e anche l'indossare le vesti liturgiche mi faceva sentire leggermente a disagio. Poi mi sono abituato, eppure a tutt'oggi, ogni mattina mi sveglio e mi dico: "Sei un prete!". So bene cosa significa essere un prete, eppure c'è ancora qualcosa di misterioso a questo riguardo. Credo fermamente che 1'aspetto centrale delI'essere prete consista nel testimoniare l'amore e la misericordia di Dio; condividere, con la parola e la vita, la gioia della fede in Cristo, e fare quanto possibile perché il mondo diventi un posto migliore per viverci. Ora sono in procinto di partire per la mia prima destinazione missionaria: la Corea del Sud. Un mondo nuovo: gente, cultura, cibo... ho sentito parlare della squisitezza della carne di cane! Non so come sarà. So di certo che sarà una grande sfida, ma ho fiducia: i miei fratelli del seminario, salutandomi, mi hanno assicurato che Dio non mi manda certo in un posto dove la sua grazia non possa raggiungermi! Mi chiedo comunque cosa posso offrire io alla Corea... Cristo? Me stesso? Magari il mio compito sarà quello di essere un araldo e qualcun altro dopo di me avrà qualcosa di più da offrire. Chissà! Ad ogni modo, penso che nessuno sia così povero da non avere proprio niente da offrire...

P. Peter Njoroge

Può seguire un momento di preghiere spontanee, proclamate in libertà da ciascuno dei partecipanti, concluse da questa, del papa:

Guida - Padre santo, guarda questa nostra umanità, che muove i primi passi nel cammino del terzo millennio. La sua vita è segnata ancora fortemente dall'odio, dalla violenza, dall'oppressione, ma la fame di giustizia, verità e grazia trova ancora spazio nel cuore di tanti, che attendono chi porti la salvezza, operata da te, per mezzo del tuo figlio Gesù.

C'è bisogno di araldi coraggiosi del vangelo, di servi generosi dell'umanità sofferente. Manda nella tua vigna operai santi, che operino con l'ardore della carità e, spinti dal tuo Santo Spirito, portino la salvezza di Cristo fino agli estremi confini della terra. Amen;

(Giovanni Paolo II)

Canto

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