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santVen

Gesù muore la nostra morte

 

Tutti i sacrifici, le croci e il calvario personale sono stati presi, accettati da Gesù e addebitati a una croce immensa che si è caricato per fare il passo Pasquale oltre gli abissi e aprire cammino verso la comunione con Dio. Dobbiamo capire e riconoscere che senza di lui tutti i nostri sacrifici non solo diventano patiboli ma infelicità disperate come una gabbia senza chiave.

Non credo che Gesù sia morto per colpa di qualcuno o per le barbarie politiche o per la lotta di classe o per causa della corruzione imperante. È morto perchè noi moriamo e da soli mai saremmo capaci di risuscitare. Tutto il lavoro, tutto l'amore, il servizio e il ministero fa somma con la croce, passione e morte di Gesù. Allora viene rialzato il valore fino al Cielo di tutto il lavoro, tutto l'amore, il servizio e il ministero perchè fa somma con la croce, passione e morte di Gesù. Se la donna che soffre, l'uomo disperato, l'educazione insignificante, la salute mai ricuperata, la precarietà cronica, la sofferenza senza fine, il disprezzo, l'abbandono e tutta la lista dei maltrattamenti non hanno posto nella croce di Gesù non è per decreto di Ponzio Pilato o dei Sommi Sacerdoti Anna e Caifa; sono conseguenza di un egoismo molto vicino, molto di casa, molto famigliare, molto comunitario.

Nessuno aiuta, nessuno dà una mano per pagare i debiti del fratello, nessuno si offre per assistere l'ammalato sacrificando l'avvenire con tutti quei bei sogni; nessuno si muove per sollevare la pena, la tragedia, la disgrazia. Dopo il sacrifico di Gesù non è scomparsa la croce e il Calvario c'è ancora. Però accettando la memoria vera di Gesù moltissimi uomini e donne hanno detto: presente! Hanno messo sulle proprie spalle la croce degli altri e hanno accompagnato per tutto il cammino i poveri, gli ammalati, i torturati, i disperati. San Paolo dice: è morto l’uomo vecchio, con la sua cadenza, con le sue parzialità, la corruzione, il pensiero socialmente corretto, le dominazioni, gli inganni ecc.

Pagarono trenta monete per uccidere Gesù. Dopo hanno sempre pagato meno per uccidere la vita di tantissimi uomini, donne e bambini. Attualmente si uccide con educazione ridicola, medicina inutile e un pane insufficiente sulla tavola.

La vita continua sempre più ridotta, modificata, ingannata, mortificata, calpestata, insultata. E sempre c'è gente con buona intenzione che lo rimesta tutto senza conoscere la realtà e alla fine tolgono il pane, la casa, la medicina, l'educazione con la scusa che costa troppo. In verità appoggiano l'estorsione: con la angustia rendono schiavi, con la fame riducono alla obbedienza, con il ricatto obbligano alla sottomissione.

Pagarono trenta monete per uccidere Gesù e la tomba la regalarono. Ma non trionfò l'iniquità.

 

Già nell'antico testamento era stato gridato con voce autorevole: l'amore è più forte della morte. L'amore di Gesù, immensamente di più, trionfa su qualsiasi minaccia, qualsiasi calcolo e progetto, qualsiasi storia di terra e di tempo, qualsiasi patimento, qualsiasi vuoto, qualsiasi solitudine. La tomba finalmente vuota dimostra che l'amore ha riconquistato la supremazia nella storia.