Oct 20, 2021 Last Updated 1:03 PM, Oct 19, 2021

GIORNATA INFANZIA MISSIONARIA: "GLI ULTIMI SARANNO I PRIMI"

Categoria: Notizie
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Nella solennità dell’Epifania, come ha ricordato il Papa all'Angelus, si celebra la Giornata dell’infanzia missionaria, che quest’anno si svolge sul tema “Gli ultimi saranno i primi”. Si tratta di una festa che intende sensibilizzare bambini e adolescenti a essere protagonisti dell’annuncio del Vangelo attraverso scelte e stili di vita propri della loro età. Federico Piana ne parla con padre Giulio Albanese, direttore delle riviste delle Pontificie Opere Missionarie: 

 

R. – Innanzitutto è importante ricordare che si tratta di un momento privilegiato che viene offerto ai giovani e ai giovanissimi per fare memoria della missione “ad gentes”, in altre parole della missione fuori le mura, in terre anche geograficamente distanti da noi, senza però dimenticare che nel mondo-villaggio globale c’è anche una dimensione esistenziale: molte volte i lontani sono quelli che vivono accanto a noi! Va ricordato che questa iniziativa è promossa dall’Opera dell’Infanzia Missionaria, nata ufficialmente a Parigi nel 1843 e grazie all’intuizione del vescovo di Nancy, mons. Charles August de Forbin-Janson. In Italia le Pontificie Opere Missionarie sono state introdotte nel 1853 e riconosciute ufficialmente come Pontificia Opera da Papa Pio XI nel maggio del 1922. Attualmente, questa iniziativa a livello ecclesiale, nel contesto della Conferenza episcopale italiana, si chiama “Missio Ragazzi”. Quello che è importante capire è che bisogna aiutare i giovani ad entrare in quelle che sono le dinamiche del Vangelo: anzitutto capire che essere cattolici significa essere, nel nome del Signore, cittadini del mondo e dunque avere una apertura davvero a 360 gradi; aiutare i ragazzi a coltivare l’educazione alla mondialità e dunque la comprensione di valori – come la pace, la giustizia, la solidarietà, il rispetto del Creato – che hanno davvero una valenza universale.

D. – Il tema scelto per quest’anno è “Gli ultimi saranno i primi”: perché questo tema, padre Albanese?

R. – Il riferimento è alla Giornata missionaria mondiale degli adulti, che abbiamo celebrato nell’ottobre scorso, “Periferie, cuore della missione”. Qui si tratta di aiutare i ragazzi a comprendere quella che è la logica delle Beatitudini, il mondo capovolto di Dio. Se le Beatitudini le avessimo scritte noi, certamente non le avremmo scritte così: avremmo scritto “beati quelli che stanno bene, che non hanno problemi”… Dunque diciamo che questo capovolgimento – per così dire – narrativo serve ad aiutare i ragazzi a comprendere quello che leggiamo nel Libro degli Atti degli Apostoli, un virgolettato attribuito a Gesù che non troviamo nei Vangeli, ma appunto negli atti degli Apostoli: nella vita in fondo c’è più gioia nel dare che nel ricevere. E dunque essere cristiani significa vincere il proprio egoismo, significa stare anzitutto e soprattutto dalla parte dei poveri, di coloro che vivono nei bassifondi della storia.

D. – Concretamente cosa si fa in questa Giornata?

R. – Innanzitutto è un momento di preghiera nel contesto della celebrazione eucaristica domenicale: dunque aiutare i ragazzi a comprendere che la preghiera, è la prima forma di contemplazione. C’è, però, un secondo aspetto molto importante, che è quello della raccolta fondi: questo serve ad aiutare i ragazzi a capire che bisogna imparare a spezzare il pane, il pane che troviamo tutti i giorni sulle nostre tavole. La dimensione della condivisione è fondamentale, la solidarietà appunto. C’è poi un terzo aspetto, che non va dimenticato, che è quello vocazionale: indubbiamente in questi ultimi anni c’è stata una diminuzione consistente del numero dei missionari “ad gentes” italiani e questo, per certi versi, significa anche che c’è stato un certo raffreddamento della dimensione “ad gentes” e dunque la Giornata della santa infanzia serve per aiutare i ragazzi a capire che la nostra fede va innanzitutto e soprattutto testimoniata e che bisogna pregare il padrone della messe “perché – come dice proprio Gesù – mandi operai a lavorare per la causa del Regno”.

 

 

 


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