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Giuseppe Allamano e la divina provvidenza

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Chiamiamo Divina Provvidenza la preoccupazione di Dio per tutta la creazione o i suoi interventi per mezzo dei quali le creature sono guidate al loro fine. Tutto ciò che Dio ha creato lo conserva e lo governa attraverso la sua Provvidenza. Il fidarsi della Provvidenza è molto evidente nella spiritualità del Beato Giuseppe Allamano. Non si può parlare di lui senza metterlo in relazione con la Divina Provvidenza. Era un esempio di fiducia totale nella Provvidenza perché metteva tutto nelle mani di Dio. Esortava spesso i Missionari della Consolata e le Suore della Consolata a confidare totalmente del Signore.

Secondo il Beato Allamano fiducia è sapere che Dio accompagna sempre i piani quotidiani degli esseri umani e che la vita non dipende solo dai nostri sforzi, dalle capacità intellettuali, dalle ricchezze acquisite. Tutto, in larga misura, dipende dalla cura amorevole di Dio che manda la pioggia sui giusti e sugli ingiusti (Matteo 5,45) per cui noi, come discepoli missionari di Gesù Cristo, lasciamo tutto nelle mani del Signore senza paura. “Non fondiamo la nostra confidenza nei mezzi umani che sono in noi: talento, forze e virtù etc, o che sono negli altri. Facciamo sempre quello che possiamo da parte nostra, poi lasciamo tutto nelle mani del Signore, senza timore. Egli lascia mai l’opera a metà" (Così vi voglio, p. 139). 

La Missione, un luogo della Divina Provvidenza

La missione appartiene sempre a Dio ed è il suo principale protagonista. Durante tutta la sua vita, Giuseppe Allamano ha chiarito che la missione è la magnifica opera di Dio e dipende interamente dalla sua Divina Provvidenza. I discepoli missionari del Signore sono semplicemente dei collaboratori che agiscono secondo la sua santa volontà. Lui, come padre e fondatore dei Missionari della Consolata, doveva mantenere anche economicamente i due istituti missionari preoccupandosi della formazione dei loro membri e del sostegno materiale dei missionari nei luoghi di missione. Tuttavia, non ha mai perso il sonno per questa grande responsabilità perché aveva tutta la sua fiducia nella Divina Provvidenza. Ha detto: "Io non dubito della Provvidenza. Senza questa fiducia ci sarebbe da perdere la testa. Alle volte accade che si arriva a sera e non c’è denaro per una fattura che scade. Ebbene il giorno dopo i denari arrivano e si salda il debito. Vi assicuro che non ho mai lasciato di dormire tranquillamente per questo fastidio" (Così vi voglio, p. 140). 

E così come egli riponeva tutta la sua fiducia nel Signore, Giuseppe Allamano confidava anche nella potente intercessione della Consolata. Per lui era chiaro che Maria Consolata era la vera Fondatrice dei due Istituti e che lui era semplicemente uno strumento che Dio aveva messo lì per rendere la fondazione dei missionari della Consolata una realtà. A causa di questa convinzione attribuì molte cose all'opera del Signore per intercessione della Consolata.  In innumerevoli occasioni ha parlato dell'amore materno della Consolata per l'Istituto: "sí, noi siamo figli di questa nostra madre tenerissima, che ci ama come pupilla degli occhi suoi, che ideò il nostro Istituto, lo sostenne in tutti questi anni materialmente e spiritualmente ed è sempre pronta a tutte le nostre necessità. La vera fondatrice è la Madonna" (Così vi voglio, p. 216). 

Come ogni madre si prende cura dei suoi figli e delle sue figlie, così anche la Consolata ha sostenuto gli istituti fondati dal Beato Giuseppe Allamano. Ha detto: “Tutto quello che si è fatto è opera della SS Consolata. Ella ha fatto per questo Istituto dei miracoli quotidiani: ha fatto parlare le pietre, piovere denari. Nei momenti dolorosi la Madonna intervenne in modo straordinario (...) e questo senza parlare delle grazie concesseci lungo l’anno, anche di ordine temporale, come il pane quotidiano. Sì, anche per questo lascio l’incarico alla Madonna” (Così vi voglio, p. 216). 

Il Fondatore dei Missionari della Consolata e delle Suore Missionarie della Consolata riponeva grande fiducia nell'intercessione materna di Nostra Signora Consolata, tanto da affidare tutto alle sue cure. Sapeva che non avrebbe mai smesso di intercedere per i suoi missionari che proclamano con fervore il Vangelo del suo Figlio Divino, Gesù Cristo, nostro Salvatore. A causa di questa fiducia in lei, in diverse occasioni ha detto: "per le spese dell’Istituto non ho mai perso il sonno e l’appetito. Dico alla SS Consolata: pensaci tu!, se fai bella figura sei tu! (Così vi voglio, p. 217). 

Conclusione

Questa è la grande esortazione del Beato Giuseppe Allamano ai suoi figli e con essa ci aiuta a capire che la missione è opera di Dio e dipende interamente da lui. Sta a noi continuare a lavorare... ma con questa inestimabile sicurezza. La Provvidenza di Dio non ci delude.  “Vorrei proprio che i nostri Istituti in genere e tutti voi in particolare aveste sempre questa grande fiducia in Dio” (Così vi voglio, p. 141). 

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