Jun 14, 2021 Last Updated 10:46 AM, Jun 14, 2021

I cammini sinodali e inculturati della missione

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Rivitalizzazione e ristrutturazione sono state le parole chiave del XIII Capitolo Generale dei Missionari della Consolata che, allo stesso tempo, ha riaffermato il cammino di continentalità per qualificare la missione.

Luci e ombre fanno parte della storia dell'evangelizzazione nel continente americano, soprattutto in America Latina. Il contesto socio-politico, culturale ed ecclesiale mostra alcune sfide e opportunità per l'auspicata rivitalizzazione e ristrutturazione delle nostre presenze e opzioni missionarie. 

Parlando della contestualizzazione della missione, il Capitolo Generale ci ha invitato a metterci "in un profondo stato di conversione". Affermava che "non è possibile continuare con gli stessi schemi e realtà del passato: a vino nuovo, otri nuovi" (XIII GC 152). Ha anche chiarito che "rivitalizzazione e ristrutturazione sono due facce della stessa medaglia"; "si integrano e si completano a vicenda" e che questo processo "deve avere un effetto sulle presenze, sulle attività e sull'organizzazione dell'Istituto" (XIII CG 153 e 154). 

Nel cammino verso la continentalità siamo guidati dal Progetto Missionario Continentale (PMC America) elaborato alla luce del Capitolo. Le nostre opzioni e servizi si concretizzano nei piani approvati dalle conferenze delle diverse circoscrizioni e fanno parte della vita delle comunità IMC inserite nella realtà. 

Osservando il cammino dell'Istituto nel continente americano, possiamo evidenziare alcune sfide e opportunità che, se ben comprese e colte, qualificano la missione.

1. Sinodalità (camminare insieme) come metodologia e stile di missione. 

Il documento di preparazione alla Consulta Intercapitolare (8-14 marzo 2021) sottolinea che "il termine sinodalità indica un processo e un modo di vivere la Chiesa, di condurre e animare la Vita Consacrata. Il Sinodo è il cammino che tutti devono fare insieme, è l'espressione della fraternità, la forma più visibile della comunione nella diversità. Inoltre, sinodalità significa concordare insieme, muoversi di concerto, ognuno facendo la sua parte nella comunità e per la comunità.

La sinodalità contribuisce alla costruzione di una Congregazione di fratelli che camminano, decidono e lavorano insieme nel rispetto e nella valorizzazione della diversità. Siamo inseriti in una Chiesa locale e in essa camminiamo insieme, con gli agenti delle comunità, i laici, i gruppi, i ministeri pastorali e i movimenti.

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2. La realtà e le persone con le loro culture determinano il nostro stile di missione.

Questa è una seconda sfida per l'Istituto. Dal momento in cui mettiamo piede nella realtà della missione incontriamo popoli e culture, le loro grida e speranze.

Quando arriviamo al continente americano lo facciamo come discepoli missionari provenienti da paesi diversi e portiamo sulle spalle la nostra storia e i nostri condizionamenti socio-culturali; siamo ospiti nella "casa" dell'altro. Il minimo che ci si aspetta da noi è uno sforzo per vivere seriamente il processo di inserimento - incarnazione che implica morte e risurrezione. Questo incontro sacro richiede una conversione integrale che ci permetta di ascoltare e rispettare, superando le pratiche colonizzatrici per dare spazio ai veri protagonisti della missione: i popoli con le loro culture.

Il Sinodo per l'Amazzonia (ottobre 2019) ha fatto un forte appello ad ascoltare sia il "grido dei poveri che il grido della Terra". Così, i temi di Giustizia, Pace e Integrità del Creato sono parte integrante della missione. 

In questo senso il Superiore Generale, padre Stefano Camerlengo nella conclusione del Convegno IMC-MC sulla missione (Roma, ottobre 2019), ci incoraggia a "cambiare il nostro punto di vista per vedere e capire la realtà, e leggerla con gli occhi dei poveri. La solidarietà non può limitarsi all'aiuto immediato ai poveri, per quanto necessario, ma deve trasformarsi nella lotta contro le cause della povertà a partire dalla condivisione, dallo stare insieme. Un altro mondo è possibile se diventiamo tutti corresponsabili della costruzione del Regno di Dio su questa terra”. 

* P. Jaime C. Patias, IMC, Consigliere Generale per l'America.

 

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