Jan 23, 2021 Last Updated 5:34 PM, Jan 19, 2021

Viaggio tra Kenya e Somalia: Dove i Terroristi Impongono il loro Regime di Terrore

Pubblicato in Finestra sul Mondo
Letto 2231 volte
Vota questo articolo
(0 Voti)
Etichettato sotto

Ancora sangue in Kenya, ancora violenza «brutale e senza senso», come definita da Papa Francesco. I terroristi somali del gruppo Al Shabaab irrompono, alle ore 21 italiane del 2 aprile, nel campus universitario di Garissa, a Nord-Est del Kenya, facendo 148 vittime e ferendo altre 79 persone. Un’azione dettata dalla persecuzione religiosa che attanaglia quelle terre, giacché dopo il blitz, i militanti della falange islamista hanno rapito diverse persone dividendole in base al loro Credo. «La Ragione, prima ancora che le Fedi – afferma il Cardinal Angelo Bagnasco nella sua Prolusione al Consiglio Permanente della Cei – non può non condannare tanta barbara e studiata crudeltà contro le minoranze e in particolare contro i cristiani solo perché cristiani. Perché tanta barbarie compiaciuta ed esibita? Perché non fermarsi neppure davanti ai bambini e agli inermi?».

In Kenya la popolazione è a quasi totale maggioranza Cristiana, con l’84,4 percento di abitanti appartenenti a questa Fede. Seguono i musulmani, con il 9,7 percento, e le altre religioni del territorio. Il Paese africano ha subito, in questi ultimi anni, le terribili incursioni terroristiche di Al-Shabaab, culminate nell’attacco al centro commerciale Westgate della Capitale Nairobi, dove persero la vita 68 persone, alcune delle quali uccise perché non sapevano recitare a memoria versi del Corano o perché non conoscevano il nome della madre del profeta Maometto.

In Somalia il 99,8 percento della popolazione (10 milioni 195mila persone) è di fede Musulmana. La libertà religiosa è del tutto inesistente per la piccola minoranza Cristiana, pesantemente perseguitata dagli estremisti. Nei territori controllati da Al-Shabaab, non è in vigore alcuna Costituzione formale: ciò che viene applicata è una versione radicale della Shari’a, che non lascia spazio alcuno ad altre religioni che non siano l’Islam. Chi è sospettato di aver lasciato l’Islamismo per il Cristianesimo, è detenuto per lungo tempo senza alcuna garanzia giuridica o giustiziato senza processo. La lapidazione è la punizione per l’adulterio, le mani sono tagliate in caso di furto. Nei territori sotto l’egemonia di Al-Shabaab, antichi santuari e cimiteri sufi sono stati distrutti, così come cinema pubblici, luoghi di ristorazione e di ritrovo. La versione radicale della Shari’a non permette agli abitanti di vestire all’Occidentale, di guardare partite di calcio, di cantare o ballare ai matrimoni e, soprattutto, di organizzare eventi sportivi. Un oscurantismo che condiziona pesantemente la vita nel Corno d’Africa.

In Kenya, Aiuto alla Chiesa che Soffre ha previsto programmi umanitari e educativi per chi vive costantemente sotto minaccia. Nel 2012 è stata lanciata Radio Akicha, emittente che trasmette dalla diocesi keniota di Lodwar e che si rivolge ai Turkana, tribù keniota di fede Cristiana. Un programma educativo e pastorale, che prevede programmi di stampo religioso, notizie e musica. «Perfino i musulmani ascoltano con interesse le trasmissioni – racconta ad Acs Padre Avelino Bassols, della locale comunità missionaria di San Paolo Apostolo – al punto che alcuni di loro hanno comprato una Bibbia per approfondire i testi sacri ascoltati in radio».

Educazione, comunicazione, dialogo. Queste le parole chiave su cui Acs sta lavorando in Kenya e in Somalia, per ricomporre i conflitti che dividono questi due Paesi confinanti. Il ruolo di Radio Akicha è fondamentale in tal senso: «È un mezzo di comunicazione che assolve a numerosi compiti – afferma monsignor Dominic Kimengich, Vescovo di Lodwar – nella lotta al dilagare dell’HIV e dell’AIDS fino al sostegno pastorale per i fedeli. Possiamo così contribuire alla formazione e all’educazione dei giovani». Un esempio di confronto, educazione e dialogo che, si spera, possa costituire la base per far sì che stragi del genere non si ripetano più, come auspicato da Papa Francesco durante la Via Crucis del Venerdì Santo.

Fonte: www.acs-italia.org

Ultima modifica il Sabato, 04 Aprile 2015 12:13
Devi effettuare il login per inviare commenti

Recenti

Il mio Primo Natale in Marocco

Il mio Primo Natale in Marocco

19 Gen 2021 I Nostri Missionari Dicono

Camminare insieme sulla stessa via, la sinodalità da un punto di vista ecumenico

Camminare insieme sulla stessa…

18 Gen 2021 Finestra sul Mondo

Verso una “nuova economia”: abolire i paradisi fiscali

Verso una “nuova economia”…

18 Gen 2021 Finestra sul Mondo

INDONESIA - Fioritura di vocazioni nell'emergenza pandemica: la gioia di essere missionari

INDONESIA - Fioritura di vocaz…

18 Gen 2021 Missione Oggi

Celebrazione ecumenica

Celebrazione ecumenica

18 Gen 2021 Preghiere Missionarie

III Dom. - T. O. - Anno B: Chiamati ad annunciare La Parola

III Dom. - T. O. - Anno B: Chi…

18 Gen 2021 Domenica Missionaria

Apertura dei 50 anni di presenza della Consolata in Venezuela

Apertura dei 50 anni di presen…

16 Gen 2021 I Nostri Missionari Dicono

Mission experience and a message of hope for the new year

Mission experience and a messa…

16 Gen 2021 I Nostri Missionari Dicono

Il Papa: il mondo ha bisogno di unità e fratellanza per superare la crisi

Il Papa: il mondo ha bisogno d…

11 Gen 2021 Finestra sul Mondo

Clima: a Parigi il One Planet Summit sulla biodiversità

Clima: a Parigi il One Planet …

11 Gen 2021 Finestra sul Mondo