Oct 16, 2019 Last Updated 2:12 PM, Oct 16, 2019

Papa: clima, rispondere ‘al grido sempre più disperato della terra e dei suoi poveri’

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Incontrando i vertici delle compagnie petrolifere mondiali, Francesco ha ribadito che “le previsioni catastrofiche ormai non si possono più guardare con disprezzo e ironia”. “Sono i poveri che soffrono il peggior impatto della crisi climatica”, sono i più vulnerabili agli uragani, alla siccità, alle inondazioni e agli altri eventi climatici estremi.

E’ tempo di agire per affrontare l’emergenza climatica, per rispondere “al grido sempre più disperato della terra e dei suoi poveri”. Parole forti, oggi, di papa Francesco su un tema, il rispetto della terra, a lui particolarmente caro e di fonte a un uditorio particolarmente esperto, visto che si trattava dei vertici delle compagnie petrolifere mondiali, presenti in Vaticano per l’incontro su La transizione energetica e la tutela della casa comune.

“L’odierna crisi ecologica, specialmente il cambiamento climatico – ha detto loro il Papa - minaccia il futuro stesso della famiglia umana, e questa non è un’esagerazione. Per troppo tempo abbiamo collettivamente ignorato i frutti delle analisi scientifiche, e «le previsioni catastrofiche ormai non si possono più guardare con disprezzo e ironia» (Enc. Laudato si’, 161). Qualsiasi discussione sul cambiamento climatico e sulla transizione energetica deve dunque assumere i migliori frutti della ricerca scientifica oggi disponibile e lasciarsene toccare in profondità (cfr ibid., 15).

“Uno sviluppo significativo in quest’ultimo anno è stata la pubblicazione del Rapporto speciale sull’impatto del riscaldamento globale di 1.5ºC sui livelli pre-industriali da parte del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico. Quel Rapporto mette chiaramente in guardia sul fatto che gli effetti sul clima saranno catastrofici se oltrepassiamo la soglia degli 1.5ºC delineata nell’obiettivo dell’Accordo di Parigi. Il Rapporto avverte, inoltre, che manca solo poco più di una decade per raggiungere questa barriera del riscaldamento globale. Di fronte a un’emergenza climatica, dobbiamo prendere opportuni provvedimenti, per poter evitare di commettere una grave ingiustizia nei confronti dei poveri e delle future generazioni. Dobbiamo agire responsabilmente ben considerando l’impatto delle nostre azioni nel breve e nel lungo termine”.

“In effetti, sono i poveri che soffrono il peggior impatto della crisi climatica. Come dimostra l’attuale situazione, i poveri sono coloro che sono più vulnerabili agli uragani, alla siccità, alle inondazioni e agli altri eventi climatici estremi”.

“I nostri figli e nipoti – ha detto ancora - non dovrebbero dover pagare il costo dell’irresponsabilità della nostra generazione. Mi scuso ma vorrei sottolineare questo: loro, i nostri figli, i nostri nipoti non dovranno pagare, non è giusto che loro paghino il costo della nostra irresponsabilità. Infatti, come sta diventando sempre più evidente, i giovani esigono un cambiamento (cfr Laudato si’, 13). ‘Il futuro è nostro’, gridano i giovani oggi, e hanno ragione!”.

Affrontando poi i temi specifici dell’incontro, Francesco ha sostenuto che “una politica del prezzo del carbone è essenziale se l’umanità vorrà usare con saggezza le risorse del creato. La mancata gestione delle emissioni di carbonio ha prodotto un enorme debito che ora dovrà essere ripagato con gli interessi da coloro che verranno dopo di noi. Il nostro utilizzo delle risorse ambientali comuni può essere considerato etico solo quando i costi sociali ed economici del loro uso sono riconosciuti in maniera trasparente e sono pienamente sostenuti da coloro che ne usufruiscono, piuttosto che da altre popolazioni o dalle generazioni future (cfr ibid., 195)”.

Il Papa ha infine sottolineato l’importanza della “trasparenza nel riportare i rischi climatici”. Essa “è essenziale perché le risorse economiche devono essere sfruttate là dove possono arrecare il massimo bene. Una comunicazione aperta, trasparente, scientificamente fondata e regolata è nell’interesse di tutti, rendendo possibile lo spostamento di capitali finanziari in quelle aree che offrono le più ampie «possibilità all’intelligenza umana per creare e innovare, mentre protegge l’ambiente e crea più opportunità di lavoro» (ibid., 192)”.

“Cari amici, il tempo stringe! Le riflessioni devono andare oltre le mere esplorazioni di che cosa possa essere fatto, e concentrarsi su che cosa occorre che venga fatto, da oggi in poi”. “Oggi è necessaria una transizione energetica radicale per salvare la nostra casa comune. C’è ancora speranza e rimane il tempo per evitare i peggiori impatti del cambiamento climatico, a patto che ci sia un’azione pronta e risoluta, perché sappiamo che «gli esseri umani, capaci di degradarsi fino all’estremo, possono anche superarsi, ritornare a scegliere il bene e rigenerarsi» (Laudato si’, 205)”.

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