VI DOMENICA DI PASQUA

Pubblicato in Domenica Missionaria

La Chiesa è fondata sullo Spirito di Gesù

 

At  8,5-8.14-17. Filippo predica ai samaritani. I giudei li consideravano eretici e stranieri: non volevano rendere culto in Gerusalemme, né accettavano nessuna rivelazione né altre norme che quelle contenute nel Pentateuco. I samaritani ripagavano i giudei con la stessa moneta. L’opera evangelizzatrice di Filippo  che supera odi e rivalità ancestrali, provocando al contrario l'unità e la concordia dei credenti, è opera dello Spirito Santo.    

1 Pt  3,15-18. Ascoltiamo una esortazione che ci viene ripetuta frequentemente e ricorda che i cristiani devono essere disposti a dare ragione della propria fede a chiunque lo chieda. Perché crediamo, perché speriamo, perché ci impegniamo a confidare nella bontà di Dio in mezzo alle sofferenze dell'esistenza, alle ingiustizie e alle oppressioni della storia? Perché abbiamo sperimentato l'amore del Padre per mezzo di Gesù che ha sofferto per tutti.

Gv  14,15-21. Oggi il Vangelo comincia così: “Se mi amate osserverete i miei comandamenti”. Il comandamento di Cristo non è forse di amarci gli uni e gli altri “come Lui ci ha amato”? L’amore al prossimo è diventato un discorso comune e un impegno forte per moltissimi: persone e organizzazioni. Ma si evita o si dimentica la seconda parte: come Cristo ci ha amato.

 

Grazie a Gesù i suoi discepoli ricevono ‘’lo Spirito della verità’’. Avere lo Spirito della verità vuol dire far valere sempre la verità. Perché il mondo non può riceverlo? Perché gli piace ricevere qualcos’altro: la storiella, la pubblicità, il brillante, l’apparenza , il fenomeno prodigioso, la grandiosità, il fantastico, lo straordinario sorprendente, magico, portentoso. La magia incanta e non ci rendiamo conto che fa apparire quello che non c’è e scomparire quello che c’è. Un cristiano cerca sempre la verità di Dio facendo valere il consenso di Gesù quando miriamo le cose. Il mondo, la mentalità mondana quando guarda le cose e le creature dell’universo giudica secondo la sociologia vigente, la legislazione approvata dalla maggioranza, la cultura attuale. Può quindi succedere che una creatura rimanga senza appoggio perché non parla, non si fa sentire, è incapace di farsi valere e difendere. Quanti episodi di abbandono, di solitudini e fallimenti solo perché non ci sono leggi che riconoscano il diritto alla vita se bisogna aiutare oltre il buon senso, oltre la sostenibilità economica, se bisogna insistere un poco di più. Nella verità di Cristo c’è il vangelo e l’amore obbediente fino alla morte e alla morte di croce per tutti anche per chi non lo conosce e non lo ama. Nessuno rimane fuori ma tiene tutto il diritto di fare appello al suo amore, alla giustificazione della propria vita, alla sentenza favorevole.

 

Gesù dice che questa verità il mondo non la può ricevere perché cadrebbero tutte le leggi imposte dalla ragione, dalla cultura, dall’ordinamento pragmatico. La legge si forma basandosi sulla realtà e sulla maggioranza: ma quanto amore c’è, quanta compassione, quanto perdono, quanta tenerezza? Mostrano la giustizia bendata che non vede e non sente. Gesù garantisce la presenza dello Spirito Santo che per titolo, missione e attuazione è avvocato difensore, quello che sta sempre vicino e non ti lascia mai.

Molte volte rimaniamo senza parola, senza idee, quando bisogna dare ragione della nostra speranza. Ci sentiamo minacciati dentro e fuori, circondati da menzogne, appesantiti da debolezze, inganni, fallimenti, odio, disprezzo, tradimenti, catastrofi.  Oggi alcuni optano per la  delusione, altri cadono nella aggressività. Un cristiano anche se umiliato dalla impotenza di fronte a situazioni tragiche e devastatrici, si appoggia al Signore e  sceglie la speranza. 

 

 

 

Ultima modifica il Giovedì, 05 Febbraio 2015 20:12
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