L’ANNUNCIAZIONE DELLA VERGINE NELLA GRANDE LEGGE ISLAMICA

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“ La Vergine, la retta, la pia, la pura, colei che intercede: questi sono i nomi che le si addicono e che hanno raffinato le mie orecchie sin da quando ero bambino. Sono stati gradevoli ai miei pensieri, accompagnandomi nella mia crescita, così che si sono modellate su di essi fino a che una volta cresciuto, sono partito per seguire le sue orme, le orme della Vergine contemplando la sua vita.

Tale percorso mi ha colmato di ascesi e di splendori e aromi spirituali. Ed ogni volta che mi sento stanco, vengo a te – madre di Gesù – supplice per trovare riparo al tuo cospetto e mi sciolgo nell’amore lasciandomi alle spalle, la stanchezza, il malessere, il fastidio. E quando la mia anima geme, ecco che mi appare il tuo angelico volto che subito semina nella mia anima la speranza e rimuove dal mio cuore il dolore e la

disperazione.

Ecco, o Vergine, siamo venuti da te nel grande giorno della tua annunciazione, spargendo il nostro affetto nel giardino della tua bontà, assaggiando il tuo buon pane, scuotendo il tronco del tuo ricordo memorabile affinché cadano l’amore e la purezza, datteri apostolici che promuovono l’aroma della virtù e l’unzione con doti speciali.

Quante volte abbiamo tratto dalla tua storia lezioni di pazienza e perseveranza nella fede. Dalle costole al cuore, quanto ha fatto vibrare l’animo al solo pronunciarlo, il tuo nome (Mariam), al cui suono l’udito e la vista si appagano. Pur essendo un nome che non supera le quattro lettere, la sua evocazione riassume una volontà atavica, decisa dagli angeli del cielo e sorregge un movimento apostolico realizzato per tutta l’umanità e la sua salvezza. Da tale progetto celestiale che ti ha coinvolta non c’era alcun modo di rimanere esclusi, anche la tua nascita è stata miracolosa perché inscritta in esso.

Tua madre (Henne) era vecchia e sterile e mentre era sotto l’ombra dell’albero ha visto un uccello che faceva mangiare i suoi piccoli. È stato così che si è mosso nella sua anima l’istinto materno e l’ha portata a far voto al Signore di dargli un bambino da offrirgli per servire la casa di Dio (Mio Signore, ho consacrato a Te e solo a Te quello che è nel mio ventre. Accettalo da parte mia. In verità Tu sei Colui che tutto ascolta e conosce!). Dio rispose alla sua invocazione facendo in modo che rimanesse incinta e lo fu di Mariam, di lì a poco è poi morto il marito di Henne chiamato Umran. Quando partorì e nacque una femmina, Henne si scusò con il suo Signore perché aveva pregato di avere un bimbo, e dopo aver partorito disse: «Mio Signore, ecco che ho partorito una femmina, ma Allah sapeva meglio di lei quello che aveva partorito. Il maschio non è certo simile alla femmina! L'ho chiamata Mariam e pongo lei e la sua discendenza sotto la Tua protezione contro Satana il lapidato». Dio accolse la sua supplica (con Mariam) e mandò le sue benedizioni per preservare questa neonata per una cosa più grande: «L'accolse il suo Signore di accoglienza bella, e la fece crescere della migliore crescita» (Sura Al Imran 37). Dopo poco tempo morì Henne, così Mariam,

 

 

 

Ultima modifica il Giovedì, 05 Febbraio 2015 17:05
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