Restate qui, vegliate con me

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  Veglia di Quaresima

Lettore:   Il Getsèmani è il luogo della solitudine, dello smarrimento, dell’angoscia che fa sudare sangue… ma è anche il luogo del silenzio e della preghiera. Gesù si rifugia nella solitudine e vive l’intima comunione con il Padre. Quando Gesù si ritira nel Getsèmani è consapevole dell’epilogo doloroso della sua vita, ma dopo lo smarrimento non perde l’occasione di stabilire il programma della sua vita: non penserà a sé, si fa obbediente, ascoltatore della parola e della volontà del Padre. Siamo qui per vegliare insieme a Gesù nell’orto degli Ulivi. Per vivere con lui l’Ora Santa, quel tempo in cui Gesù ha vissuto in stretta comunione con il Padre prima di essere arrestato.

Rivivremo le sue sensazioni, ripeteremo i suoi gesti, entreremo con lui nel profondo della sua preghiera.

Guida:      Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo

Tutti:        Amen

 dal Vangelo di Marco   (Lettura a più voci C narratore Gesù)

C Giunsero a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi discepoli:

«Sedetevi qui, mentre io prego».

C Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Disse loro:

«La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate».

C Poi, andato un po’ innanzi, cadde a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse via da lui quell’ora. E diceva:

«Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu».

C Poi venne, li trovò addormentati e disse a Pietro:

«Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare una sola ora? Vegliate e pregate per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole».

C Si allontanò di nuovo e pregò dicendo le stesse parole. Poi venne di nuovo e li trovò addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti, e non sapevano che cosa rispondergli. Venne per la terza volta e disse loro:

«Dormite pure e riposatevi! Basta! È venuta l’ora: ecco, il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».

 

Guida:      Entriamo quindi in quell’ora. Stiamo con Gesù nell’Orto degli Ulivi. Impariamo da Lui la preghiera, confrontiamo le nostre paure con le sue, scopriamo cosa vuol dire mettere la propria vita nelle mani di Dio e accettare la sua volontà, fino in fondo.

 Canone: RESTATE CON ME

 State qui, vegliate con me.

State e pregate. State e vegliate.

LA PREGHIERA – “Abbà! Padre!”

Lettore:   C’è un momento per fermarsi, cercare e ritrovare se stessi! Un momento per liberarci dalla schiavitù del quotidiano e dalle cose che spesso ci opprimono. Un momento per porsi delle domande… Ritrovare la passione per le cose che si vedono e leggerle nella prospettiva del Mistero di Dio. Un momento per ripartire da noi per arrivare a Dio. Siamo qui davanti a Te Signore, per fare una nuova esperienza di Te; ancora una volta in questo momento di preghiera allargherai il nostro cuore e parlerai ad ognuno di noi. In questo tempo di conversione vogliamo riconciliarci con Te e con noi stessi, facendo pace dentro di noi, e rispondendo all’invito che hai fatto ai discepoli. E noi, ci affidiamo completamente a Lui nella preghiera?

 (dopo un breve momento di silenzio)

Lettore:   La preghiera è dialogo con Dio. È mettere tutto noi stessi, la nostra intera vita di fronte a Lui. La preghiera è una relazione di affetto. Tra due persone. Tra noi e Dio. Dio ci viene a cercare. Apriamogli le porte del nostro cuore. Lasciamoci trovare. Lasciamoci amare. La preghiera è anche ascolto della Sua voce. Raccogliamoci quindi in un profondo silenzio e nella posizione e nello spazio che a noi sembra quello più giusto per ascoltare e parlare con Dio. Restiamo lì in sua compagnia fino alla fine di questa veglia.

Tempo per la preghiera personale

 Preghiera (tutti insieme)

Donaci Signore parole giuste:
quando non sappiamo cosa dirti,
quando non sappiamo come parlare con te,
quando non osiamo aprire bocca.

Donaci Signore parole vere:
quando non riusciamo a vederti con occhi autentici,
quando non riusciamo a conoscerti,
quando non riusciamo a fare luce.

Donaci Signore parole buone:
quando sentiamo dentro un silenzio arrogante;
quando ti guardiamo con rancore;
quando parliamo male di te e degli altri.

Donaci Signore le tue parole:
quando non sappiamo come pregare.

Canto: SO CHE TU SEI IL MIO SIGNOR

 Il volto tuo risplende in me, so che Tu sei il mio Signor.
Mi illumini, mi liberi, so che Tu sei il mio Signor.

 Rit.   Se intorno a me vedrò che tutto crolla, io starò
fra le tue mani nel tuo amor, so che Tu sei il mio Signor. (2 v.)

 Mia forza sei, mia gioia o Dio, so che Tu sei il mio Signor.
Mi salverai, confido in Te, so che Tu sei il mio Signor.

Rit.   Se intorno a me vedrò che tutto crolla, io starò
fra le tue mani nel tuo amor, so che Tu sei il mio Signor. (3 v.)
fra le tue mani io starò, so che Tu sei il mio Signor. (2 v.)
so che Tu sei il mio Signor.

 TRISTEZZA, PAURA, ANGOSCIA – “La mia anima è triste fino alla morte”

Lettore:   Dio ci pone di fronte alle domande che assillano la nostra vita… Ci chiede di scegliere, a volte anche la via più difficile, quella che passa dalla Croce e, realizzando l’intima comunione con Lui, ci chiede di incamminarci sulla via della speranza.

Chiediamo al Padre di aiutarci a scoprire le nostre più intime paure. Solo insieme a Dio avremo il coraggio di andare nel profondo di noi stessi per essere sinceri.

Quali sono le mie paure?
Quando ho provato sconforto?
In quali situazioni mi sono sentito solo?
Sono riuscito ad avvertire la presenza di Dio in questi momenti?
Anche se non l’ho avvertita, ho avuto fiducia in Lui?

Guida:      Scriviamo le nostre paure, le nostre difficoltà, le nostre fatiche, sul foglio che ci è stato consegnato.

 Salmo 37 (a cori alterni uomini e donne)

Signore, non punirmi nella tua collera,
non castigarmi nel tuo furore.

 Le tue frecce mi hanno trafitto,
la tua mano mi schiaccia.

Per il tuo sdegno, nella mia carne non c'è nulla di sano,
nulla è intatto nelle mie ossa per il mio peccato.

Le mie colpe hanno superato il mio capo,
sono un carico per me troppo pesante.

Fetide e purulente sono le mie piaghe
a causa della mia stoltezza.

Sono tutto curvo e accasciato,
triste mi aggiro tutto il giorno.

Sono tutti infiammati i miei fianchi,
nella mia carne non c'è più nulla di sano.

Sfinito e avvilito all'estremo,
ruggisco per il fremito del mio cuore.

Signore, è davanti a te ogni mio desiderio
e il mio gemito non ti è nascosto.

Palpita il mio cuore, le forze mi abbandonano,
non mi resta neppure la luce degli occhi.

I miei amici e i miei compagni
si scostano dalle mie piaghe,
i miei vicini stanno a distanza.

Tendono agguati quelli che attentano alla mia vita,
quelli che cercano la mia rovina tramano insidie
e tutto il giorno studiano inganni.

Io come un sordo non ascolto
e come un muto non apro la bocca;

sono come un uomo che non sente
e non vuole rispondere.

Perché io attendo te, Signore;
tu risponderai, Signore, mio Dio.

Avevo detto: “Non ridano di me!
Quando il mio piede vacilla,

non si facciano grandi su di me!”.

Ecco, io sto per cadere
e ho sempre dinanzi la mia pena.

Ecco, io confesso la mia colpa,
sono in ansia per il mio peccato.

I miei nemici sono vivi e forti,
troppi mi odiano senza motivo:

mi rendono male per bene,
mi accusano perché cerco il bene.

Non abbandonarmi, Signore,
Dio mio, da me non stare lontano;

vieni presto in mio aiuto,
Signore, mia salvezza.

 Canone: NADA TE TURBE

Nada te turbe, nada te espante
quien a Dios tiene, nada le falta.
Nada te turbe, nada te espante
solo Dios basta!

 

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