Naufragio di Migranti: Il Dolore e l’ingiustizia

Pubblicato in Notizie

Tutti e 390 i Comuni della Sicilia sono oggi in lutto dopo il naufragio della notte tra sabato e domenica nel Canale di Sicilia, tragedia dei migranti con il bilancio più grave di sempre, più di 700 vittime, 950 secondo un sopravvissuto.

“L’Europa smetta di comportarsi come Ponzio Pilato e di lavarsi le mani di fronte a queste stragi di innocenti” ha detto il sindaco di Palermo Leoluca Orlando dopo la strage, avvenuta a 70 miglia dalla costa libica, a 160 da Malta e a 180 da Lampedusa. Sulla base delle prime ricostruzioni, un barcone di circa 30 metri era salpato dalla Libia, a una cinquantina di chilometri da Tripoli. La tragedia è avvenuta mentre un mercantile portoghese, il King Jacob, stava avvicinandosi al natante alla deriva. Centinaia di naufraghi si sarebbero spostati per essere tratti in salvo e il barcone si è rovesciato. I corpi recuperati finora sono 24, le vittime centinaia, molte di più delle 366 che persero la vita di fronte a Lampedusa nell’ottobre 2013. L’unico sopravvissuto che ha raccontato del naufragio è un ventenne del Bangladesh, ricoverato in un ospedale di Catania. “Molti – ha detto – sono rimasti prigionieri nelle stive del barcone perché i trafficanti avevano chiuso i portelloni per impedirgli di uscire”.

Sgomento di fronte all’ennesima tragedia del Mediterraneo è stato espresso da tante associazioni, laiche e religiose. “L’Europa si assuma finalmente la responsabilità di dare risposte politiche e operative al dramma dei migranti” ha chiesto il Consiglio italiano per i rifugiati: “Deve essere immediatamente istituita un’operazione Mare Nostrum europea per permettere una efficace opera di ricerca e salvataggio”. Cariche di commozione le parole pronunciate da Papa Francesco, ieri, in Piazza San Pietro: “Rivolgo un appello accorato perché la comunità internazionale agisca con decisione e prontezza, onde evitare che simile tragedia abbiano a ripetersi. Sono uomini e donne come noi, fratelli nostri che cercano una vita migliore, affamati, perseguitati, feriti, sfruttati, vittime di guerre; cercano una vita migliore… Cercavano la felicità…”

 

Tragedia del mare: forse 900 vittime, Onu e Ue si mobilitano

di radiovaticana 

Dolore e costernazione nella comunità internazionale dopo la più grave tragedia dell’immigrazione avvenuta ieri nel Mediterraneo: forse oltre 900 le vittime del naufragio del barcone carico di migranti al largo delle coste libiche. Solo una trentina i superstiti. Intanto, un altro barcone con 200 migranti è naufragato davanti alla costa orientale di Rodi, in Grecia: 80 persone sono state tratte in salvo, ma si temono molte vittime. Il servizio di Giancarlo La Vella

Sul luogo del naufragio restano ora solo nafta e detriti. Ma quei tragici momenti sono scolpiti, in modo indelebile, nel doloroso ricordo e nelle disperate parole di un giovane del Bangladesh, sopravvissuto alla tragedia più grave del dopoguerra nel Canale di Sicilia. La traversata nel Mediterraneo è un racconto dell’orrore. Il barcone, partito da un porto a 50 km da Tripoli, si è capovolto a largo della Libia. Secondo quanto riferito, aveva a bordo almeno 950 migranti, molti dei quali, soprattutto donne e bambini, chiusi nella stiva. Questa nuova catastrofe interroga le coscienze di tutta comunità internazionale. Imminenti a livello europeo una serie di incontri straordinari. Anche le Nazioni Unite mettono in campo una serie di proposte. Sentiamo Carlotta Sami, portavoce dell’Alto Commissariato dell’Onu per i Rifugiati:

- Come Agenzia Onu per i Rifugiati abbiamo avanzato le nostre proposte, le abbiamo rese pubbliche. Sono proposte molto concrete, che vedono la priorità assoluta al salvataggio in mare e poi alla creazione di canali legali per poter far arrivare i rifugiati in modo sicuro in Europa. Molti di coloro che attraversano il Mediterraneo sono effettivamente persone che hanno diritto all’asilo: scappano dalla Siria, dall’Iraq, dall’Eritrea, dagli attacchi terroristici della Somalia e del Nord della Nigeria. E questo sostanzialmente bisogna fare: ristabilire una capacità di ricognizione e salvataggio permanente molto ampia nel Mar Mediterraneo e far sì che a livello europeo poi si condivida la responsabilità della vita dei rifugiati, che hanno diritto alla protezione in Europa. Si parla di qualche centinaio di migliaia di persone. Quindi una situazione che, pensiamo, possa essere assolutamente gestibile dall’Unione Europea.

– A proposito di Europa, secondo lei è facile mettere d’accordo tutti i Paesi, alcuni molto distanti dal Mediterraneo…

– Non è sicuramente facile, ma è qualche cosa che non è procrastinabile ed è anche inevitabile. Diciamo che lo stesso spirito che ha visto, e che vede, tante volte l’Unione Europea intervenire in grandi crisi umanitarie – pensiamo allo tsunami, ad Haiti, alle grandi inondazioni del Pakistan… – ebbene, quello stesso spirito deve essere utilizzato questa volta per intervenire sul proprio territorio. L’Unione Europea vede attorno a sé una serie di conflitti che non trovano una soluzione: quindi una parte di coloro che ne fuggono arrivano sul territorio europeo.

– Considerando le varie crisi che stanno vivendo i Paesi nordafricani che si affacciano sul Mediterraneo, è possibile creare degli accordi per il controllo delle partenze?

– La cosa più importante è avere un piano chiaro di quelle che sono le disponibilità dei membri dell’Unione Europea all’accoglienza di un certo numero di rifugiati. È possibile sicuramente, come già noi facciamo, registrare i richiedenti asilo già nei Paesi – diciamo – “terzi”, ma ci deve essere questa disponibilità, perché poi le persone hanno diritto di arrivare in Europa e per l’Europa è un obbligo dare accoglienza e protezione ai rifugiati. Fino a quando non ci sarà questo accordo preventivo, sarà estremamente difficoltoso fare qualsiasi altro passo.

 

Ultima modifica il Giovedì, 23 Aprile 2015 07:57

Gli ultimi articoli

Mappe, poteri, missione oggi: Come orientarsi nel caos globale

12-01-2026 Missione Oggi

Mappe, poteri, missione oggi: Come orientarsi nel caos globale

Presentiamo sintesi della prima lezione che ha aperto il Corso di formazione missionaria per il 2026 nell'aula della Conciliazione di...

Battesimo del Signore / A - «Tu sei mio figlio, l’amato». Da qui inizia tutto

09-01-2026 I missionari dicono

Battesimo del Signore / A - «Tu sei mio figlio, l’amato». Da qui inizia tutto

Is 42,1-4.6-7; Sal 28; At 10,34-38; Mt 3,13-17 La liturgia di oggi celebra il Battesimo di Gesù, ricordandoci il momento in...

Terra Santa, il futuro dei cristiani è nell'istruzione

09-01-2026 Notizie

Terra Santa, il futuro dei cristiani è nell'istruzione

Il Patriarcato latino di Gerusalemme punta su scuole ed educazione per sostenere i fedeli. A Gaza, dove è arrivato il...

Venezuela: Lombardi, “si è parlato molto poco di democrazia”

09-01-2026 Notizie

Venezuela: Lombardi, “si è parlato molto poco di democrazia”

Il Venezuela cerca di ripartire, in un clima di grande incertezza e diffidenza. Tutto è cambiato, dopo l’arresto del presidente...

Il Papa chiude la Porta Santa: con Dio tutto cambia

06-01-2026 Notizie

Il Papa chiude la Porta Santa: con Dio tutto cambia

Nella Solennità dell’Epifania, il rito conclusivo del Giubileo. Leone XIV nell'omelia interpella i fedeli: “C’è vita nella nostra Chiesa?”. Il...

Reliquie del Fondatore: Un regalo perfetto per il nuovo anno

06-01-2026 I missionari dicono

Reliquie del Fondatore: Un regalo perfetto per il nuovo anno

Mentre iniziamo questo nuovo anno, l'anno del centenario della morte del nostro Fondatore, San Giuseppe Allamano, abbiamo il privilegio di...

Pellegrinaggio Virtuale a tre luoghi importanti per San Giuseppe Allamano

05-01-2026 I missionari dicono

Pellegrinaggio Virtuale a tre luoghi importanti per San Giuseppe Allamano

Per poter vivere con intensità e come famiglia Consolata l’anno del Centenario della Nascita al Cielo di san Giuseppe Allamano...

Venezuela. Trump non è il libertador

05-01-2026 Notizie

Venezuela. Trump non è il libertador

Dal 3 gennaio il Venezuela è nelle mani delle forze statunitensi. Il presidente Nicolás Maduro e la moglie Cilia Flores...

II Domenica dopo Natale / A - Il Verbo che abita tra noi ...

02-01-2026 Domenica Missionaria

II Domenica dopo Natale / A - Il Verbo che abita tra noi ...

Sir 24,1-2.8-12; Sal 147; Ef 1,3-6.15-18; Gv 1,1-18 In questa Seconda Domenica dopo il Natale, la liturgia ci invita a contemplare...

onlus

onlus