La Visita Canonica ai missionari della Consolata della Regione Brasile, che si svolge dall'8 aprile al 22 maggio, è condotta dal Superiore Generale, padre James Bhola Lengarin, e dal suo vice, padre Michelangelo Piovano, accompagnati da padre Paulo Mzé, il Superiore Regionale.
I visitatori hanno soggiornato nella comunità del Seminario Teologico Internazionale “Padre Giovanni Battista Bisio” a San Paolo nei giorni 18 al 20 aprile.
Come riferito dal rettore del seminario, padre Luis Mauricio Guevara, ci sono storie che non si raccontano soltanto con le parole, ma con una sorta di luce interiore che rimane accesa. Così è stata la testimonianza condivisa da padre James Lengarin durante la celebrazione eucaristica, alla quale hanno partecipato i 14 studenti professi e l'équipe dei formatori, che comprende anche i padri Lírio Girardi e James Mwaura.
Il Superiore Generale ha parlato di tre esperienze forti vissute durante il suo tempo di formazione che, come tre fiamme, hanno sostenuto la sua fedeltà missionaria nel corso degli anni.
Il primo fu la preghiera
Non una preghiera imparata, ma una preghiera scoperta. Ricordò che, al suo arrivo in seminario, trovò i suoi fratelli in adorazione eucaristica. Il silenzio gli sembrava strano, quasi incomprensibile. "Non capisco cosa stiano facendo tutti lì per un'ora intera…", disse con la sincerità di chi non ha ancora imparato il significato della preghiera. Fu allora che un formatore, con semplice saggezza, gli indicò un direttore spirituale. E lì iniziò un cammino: imparare a restare, ad ascoltare, a lasciare che Dio fosse più di un'idea, fosse presenza. Da allora, la direzione spirituale e la preghiera divennero bussola, aiutandolo a discernere, passo dopo passo, ciò che Dio gli andava chiedendo.
La seconda fu l'esperienza pastorale
Durante tre anni a Londra, mentre studiava teologia, accompagnò persone in fase terminale in una casa di riposo. Lì la missione cessò di essere teoria per diventare realtà. Ricorda l'impatto, lo choc, il disarmo interiore di fronte alla fragilità umana. Molte volte tornava a casa senza riuscire nemmeno a mangiare. C'erano giorni di pastorale nell'hospice in cui tutto ciò che faceva era "tenere una mano; una mano ancora calda, che lentamente diventava fredda". E in quel gesto, così piccolo e così assoluto, scoprì qualcosa di essenziale: accompagnare e consolare non significa fare molto, né dire molto. È restare. È amare fino al limite del silenzio.
Il terzo fu il deserto
Al termine degli studi di teologia, si sentiva piccolo, quasi indegno davanti al mistero del Sacerdozio. Chiese allora qualcosa di insolito: quaranta giorni di ritiro alla Certosa di Pesio, in Italia. Lì, tra montagne e silenzio, si lasciò confrontare quotidianamente dalla Parola di Dio. "Non cercavo risposte rapide, ma una verità più profonda". E nell'immobilità del deserto, dove il tempo perde la sua urgenza e diventa orizzonte, andò comprendendo il mistero della propria vita e vocazione. Non come conquista, ma come dono.
Attraverso parole semplici ma cariche di vita, il Superiore Generale raccontò tre esperienze, indicando tre cammini e tre modi in cui Dio si avvicina. E forse, in fondo, è questo che sostiene ogni vocazione: non la forza di chi sa tutto, ma la fedeltà di chi si lascia trasformare dall'incontro con Dio.
Un incontro di famiglia
“La nostra visita a San Paulo è stata caratterizzata dall’incontro con i nostri giovani nel Seminario Teologico dove loro se preparano per la vita sacerdotale, religiosa e missionaria. L’incontro di condivisione, celebrazione e anche de festa insieme con questi gioveni che sono la speranza e il futuro del nostro Istituto”, sottolinea padre Michelangelo parlando sulla sperienza vissuta in Brasile dove, in passato, ha lavorato per 18 anni. “È stato anche un momento de condivisione sulla vita dell’Istituto, sulle nostre attività nelle missioni che ci sfidano in questo momento e per i quali queste giovani devano prepararsi. In soma, la Visita Canonica è un incontro veramente di famiglia”.

Nella metropoli di San Paolo sono state visitate anche le parrocchie della Consolata (il parroco, padre Claudio Cobalchini), accanto alla Casa Regionale, e la parrocchia di San Marco nel quartiere di Pedra Branca dove lavorano i padri Josky Menga (parroco) e João Monteiro da Felicia con lo studente professo Mathew Masha. “È stata anche un’occasione per venire in contatto con le realtà di periferia di questa grande città in particolare le zone più povere chiamate ‘favelas’ dove a partire di questa parrocchia si svolge un servizio religioso, di assistenza e di consolazione”, evidenzia padre Michelangelo.

Incontro di condivisione con la comunità del Seminario Teologico a San Paolo
Il programma ha incluso anche un incontro, il 6 aprile, con i missionari che sono nella casa Regionale, “in particolare gli anziani che hanno già dato la loro vita per la missione e oggi hanno bisogno di attenzione e cura (i padri Sergio Weber, Célio Pedro Dornelles, Giacomo Mena). Quindi, anche ringraziare per il dono che questi missionari sono stati per l’Istituto”, conclude.
São Manuel: memoria e missione
Il primo missionario della Consolata ad arrivare in Brasile, nel 1937, fu padre Giovanni Battista Bisio. Il missionario italiano (1903–1947), che aveva già lavorato in Somalia e in Italia, si stabilì nella città di São Manuel, nell'arcidiocesi di Botucatu, nell'interno dello Stato di San Paolo. La città ha accolto la Visita Canonica nei giorni 21 e 22 aprile, quando i superiori hanno avuto incontri con i missionari che operano nella parrocchia: Luiz Andriolo, Leandro Chequela e Durvalino Condicelli, parroco e vicari parrocchiali (foto sotto).

Il programma ha incluso visite alle comunità e agli spazi significativi della vita pastorale, come il Santuario di Santa Teresina del Bambino Gesù, dove padre Bisio è sepolto, la Cappella di Santa Gianna Beretta Molla costruita da mons. Servilio Conti, IMC, che stato vescovo di Roraima e altre comunità della parrocchia. I visitatori si sono recati anche nella parrocchia della Consolata, amministrata dall'arcidiocesi di Botucatu, e nel Santuario di “Aparecidinha”, dove hanno conosciuto l'edificio che ospitò il primo Noviziato dei missionari della Consolata in Brasile, luogo di formazione di numerosi sacerdoti.
Il Superiore Generale, padre James Lengarin, ha sottolineato “l'apprezzamento del popolo di Dio per la missione svolta nel corso dei decenni” e ha incoraggiato i missionari a mantenere viva questa memoria, rafforzando l'identità e l'impegno evangelizzatore, in prossimità della celebrazione (nel 2027) dei 90 anni della presenza dei missionari della Consolata nel Paese.
Stato del Paraná
I superiori hanno visitato Cascavel dove, nei giorni 23 e 24 aprile, sono stati accolti dalla comunità della parrocchia San Paolo. Come di consueto, hanno vissuto momenti di incontro, celebrazione, ascolto e condivisione missionaria.

“Nella Sacra Scrittura, Dio visita il suo popolo per liberare, orientare, consolare e rinnovare la speranza. Alla luce di questa esperienza biblica, comprendo anch'io la Visita Canonica come un vero tempo di grazia e presenza di Dio nel nostro cammino religioso e missionario”, ha detto padre Tamrat Markos, parroco della parrocchia San Paolo a Cascavel nel Paraná (foto sopra). Con lui lavora anche il padre Ronildo França Pinto. “È stato quindi, un momento privilegiato di comunione fraterna e di rafforzamento dell'unità; un tempo di ascolto sincero, di dialogo e di discernimento della volontà di Dio per la nostra missione; un'opportunità concreta di rinnovamento spirituale, comunitario e missionario; un segno della cura, della vicinanza e della sollecitudine della congregazione e della Chiesa nei confronti della vita religiosa e del servizio missionario”, ha aggiunto padre Tamrat, missionario etiope. “Più che una semplice valutazione, vedo la visita canonica come un invito a rinnovare la fedeltà al nostro carisma, a ravvivare l'ardore missionario e a crescere insieme nella vocazione che abbiamo ricevuto dal Signore”.

La città di Curitiba, capitale dello Stato del Paraná, ha ricevuto la Visita Canonica dal 25 al 27 aprile, dove nella parrocchia di Santa Margherita i visitatori hanno tenuto incontri (foto sopra) con il padre Joseph Mugerwa – parroco, padre Osmar Zucatto, il diac. Garuma Gabisa e la comunità parrocchiale. Hanno anche visitato il Seminario Filosofico della Consolata dove lavorano i padri Patrick Shija e Manoel Monteiro, e il Dic. Ben Wafula.
Una volta conclusa la visita alle comunità del Brasile meridionale e del sud, i superiori hanno proseguito il loro viaggio verso Manaus, nella Amazzonia brasiliana. Il 2 e 3 maggio hanno visitato la parrocchia di Santa Luzia e, il 4 e 5 maggio, la sede del Noviziato continentale “San Oscar Romero” e l'Area Missionaria Famiglia di Nazareth, alla periferia della città.

Padre Arlei Pivetta, padre Michelangelo Piovano, padre James Lengarin e padre Olivaldo Lima a Manaus
In questi giorni, padre James Lengarin e padre Michelangelo Piovano stanno visitando le comunità IMC nello Stato di Roraima prima di concludere la loro missione con una assemblea.
*Ufficio per la Comunicazione con informazioni dalla rivista Missões in Brasile.






