La Madonna di Fatima e la Preghiera per la Pace nel Mondo

"Il mondo di oggi ha più che mai bisogno di ascoltare il messaggio di Fatima" "Il mondo di oggi ha più che mai bisogno di ascoltare il messaggio di Fatima" Foto: DR
Pubblicato in I missionari dicono

In questo mese di maggio, il mese mariano, dobbiamo constatare, ancora una volta, un mondo pieno di paura e di incertezza. Le guerre continuano in molte parti del mondo e la vita umana e la dignità delle persone vengono continuamente calpestate. La guerra tra Russia e Ucraina, il conflitto tra Israele e Palestina, le tensioni e gli scontri armati nel Medio Oriente e in tanti altri paesi del mondo, continuano a causare innumerevoli vittime.

Allo stesso tempo, il mondo diventa sempre più instabile non solo a causa dei conflitti militari, ma anche a causa dell’odio, delle divisioni, degli estremismi ideologici, del populismo e delle lotte per il dominio economico. I governanti parlano di pace, ma allo stesso tempo continuano ad affidarsi ad armi sempre più forti e a un potere sempre maggiore. In questo tempo siamo chiamati a riflettere profondamente su cosa significhi vivere come missionari.

Il missionario non è semplicemente colui che va in terre lontane per annunciare il Vangelo. Il missionario è colui che testimonia la misericordia e la speranza di Dio nei luoghi segnati dalla sofferenza e dalle ferite umane. Per questo, nell’attuale epoca di guerra e divisione, la vocazione missionaria diventa ancora più chiara: difendere la dignità umana in mezzo alla violenza e all’odio, proclamare la riconciliazione e la pace, e camminare accanto alle persone affinché non perdano la speranza e si lascino andare alla disperazione.

Oggi la Chiesa deve proclamare ancora una volta la verità evangelica che “la guerra non può fermare la guerra”. La guerra moderna non è più un problema limitato a una sola nazione. Nell’epoca delle armi nucleari, delle armi di distruzione di massa, dei droni e della guerra informatica, la guerra è diventata una tragedia che minaccia tutta l’umanità. Innumerevoli bambini e civili muoiono, i rifugiati sono costretti a lasciare le loro case e l’umanità stessa viene ferita. Di fronte a questa realtà, i missionari non possono rimanere in silenzio. La pace non è semplicemente assenza di guerra; è uno stile di vita nel quale gli esseri umani si riconoscono e si rispettano come fratelli e sorelle.

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Il padre Kyoug Ho Han celebra messa nella Cappella delle Apparizioni a Fátima, nel 2019

I missionari devono anche custodire i valori della democrazia e della dignità umana. La democrazia non è soltanto un sistema politico, ma una cultura dell’ascolto reciproco, della protezione dei più deboli e della responsabilità condivisa per il bene comune. Al contrario, l’odio, la paura, l’autoritarismo e la violenza trasformano gli esseri umani in nemici e alimentano una cultura di guerra. Per questo motivo, la missione per la pace non può limitarsi soltanto alla preghiera. Deve includere anche educazione alla pace, dialogo per la riconciliazione, solidarietà con i poveri e gli afflitti, e gesti concreti di guarigione.

In questo tempo vogliamo ricordare in modo particolare il 13 maggio, festa della Madonna di Fatima. Nel 1917 a Fatima in Portogallo, la Madonna si rivolse a un mondo ferito dalla guerra e dalla confusione, invitando l’umanità alla conversione, alla preghiera e alla pace. Ella avvertì che l’orgoglio e l’odio degli uomini avrebbero portato a distruzioni ancora più grandi e chiese il Rosario e una vita di penitenza per la pace. Forse il mondo di oggi ha più che mai bisogno di ascoltare il messaggio di Fatima.

Il mondo di oggi è ancora una volta prigioniero della logica della forza e del potere. Tuttavia, la Madonna ci mostra un’altra strada: la via dell’umiltà, della preghiera, della riconciliazione e della speranza. Ai piedi della Croce, Maria non perse la speranza ma attese fedelmente l’alba della Risurrezione. Per questo continua ancora oggi a venire incontro all’umanità come Madre della Pace in un mondo ferito dalla guerra e dalla disperazione.

Come missionari, dobbiamo pregare con ancora maggiore fervore per la pace: per la pace nel mondo, per l’Ucraina e la Palestina, per il Medio Oriente e l’Africa, e per la conversione dei cuori pieni di odio e violenza. Dobbiamo pregare affinché ci siano più braccia che accolgano i feriti di questo mondo, piuttosto che la proliferazione delle armi. Dobbiamo pregare affinché i leader politici scelgano responsabilmente il dialogo invece della logica del dominio e della forza.

Oggi i credenti di tutto il mondo sono chiamati a diventare pellegrini di pace. In un mondo segnato dalla guerra e dalla divisione, non dobbiamo mai abbandonare la possibilità della riconciliazione, del perdono, del dialogo e dell’incontro. Il missionario è precisamente colui che testimonia questa speranza: colui che parla di speranza quando la disperazione cresce, sceglie l’amore quando aumenta l’odio e proclama la pace quando il rumore delle armi diventa più forti.

Durante questo mese mariano di maggio, ci rivolgiamo ancora una volta alla Madonna con la nostra preghiera:

“O Maria, Regina della Pace di Fatima,

prega per questo mondo ferito dalla guerra e dall’odio.

Guida l’umanità a scegliere il dialogo e la riconciliazione

invece delle armi e della violenza.

Concedi al mondo una vera pace

e illumina con la luce della speranza tutti coloro che soffrono.

Aiutaci a diventare operatori di pace

e ad accoglierci gli uni gli altri come fratelli e sorelle

nell’amore del Vangelo. Amen.”

* Padre Kyoung Ho Han, IMC, membro della Commissione Nazionale per la Riconciliazione, Corea del Sud.

Ultima modifica il Mercoledì, 13 Maggio 2026 14:20

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