Nei suoi scritti spirituali, il nostro Fondatore, San Giuseppe Allamano, affronta il tema della morte. Nel farlo, lamenta che, in alcune occasioni, nel mondo esterno, i defunti vengono talvolta troppo spesso dimenticati subito dopo la sepoltura.
Il Fondatore afferma che noi, come Missionari della Consolata, non dimentichiamo i nostri Confratelli defunti, poiché preghiamo per loro ogni giorno e li ricordiamo in modo del tutto speciale durante la celebrazione eucaristica. Allamano continua sostenendo «che consolazione è il pensare di appartenere a un Istituto che durerà fino alla fine del mondo».
Con questi sentimenti di San Giuseppe Allamano, noi giovani missionari della Consolata, partecipanti al corso di rinnovamento che si svolge a Sagana, in Kenya, dal 13 aprile al 13 maggio, abbiamo visitato la famiglia del nostro compianto Confratello, Padre James Wahome, morto in Brasile. Al nostro arrivo, abbiamo celebrato l'Eucaristia insieme a sua madre e all'intera famiglia. La Messa è stata presieduta da Padre Jared Mayak, assistito da Padre Godfrey Barasa, entrambi compagni di classe di Padre James.
Dopo la celebrazione eucaristica, i confratelli hanno avuto l'opportunità di rivolgere parole di incoraggiamento alla famiglia, in particolare alla madre. Nel suo discorso, Padre Erasto Mgalama, Consigliere Generale per l'Africa, ha ringraziato Dio per avergli permesso, insieme all'intero gruppo, di visitare la famiglia del compianto Padre James. Ha aggiunto che questa visita era davvero provvidenziale e benedetta da Dio.
Padre Erasto Mgalama ha assicurato alla famiglia, in particolare alla madre, che la loro visita era un'occasione per portare alla famiglia la benedizione di Dio. Al tempo stesso, ha chiarito alla madre di Wahome che lei è e rimarrà sempre una madre per i missionari della Consolata. Questo è in effetti in linea con quanto scrisse il nostro Fondatore riguardo ai nostri genitori: «al momento della morte, poi, e in cielo o in purgatorio, essi (i nostri genitori) capiranno quanto è stato utile per loro dare un figlio alle missioni, al servizio di Dio».
La madre di Padre James ci ha narrato una toccante storia della vocazione di Wahome, raccontando che James aveva scelto di entrare in seminario invece di andare all'università, e che il giorno in cui si presentò alla Propedeutica (la fase iniziale prima della formazione filosofica), lei lo accompagnò a Nairobi. Il giorno in cui partì per il Brasile, fece lo stesso, accompagnandolo fino all'aeroporto. Non sapeva che quella sarebbe stata l'ultima volta in cui i suoi occhi materni e amorevoli avrebbero visto suo figlio.
Raccogliendo coraggio e forza tra le lacrime, concluse dicendo che Dio le aveva dato James, e che lo stesso Dio lo aveva chiamato a casa. Dal luogo dove abita la famiglia del defunto padre Wahome, ci siamo poi diretti a Tuthu.
Contesto
Padre James Wahome è nato il 25 luglio 1987 nella città di Nyeri, in Kenya, figlio di Samwel Irungu e Mary Wanjiku. Dopo aver completato gli studi secondari, è entrato nella comunità dei Missionari della Consolata, studiando filosofia a Nairobi (Kenya), svolgendo l'anno di noviziato a Sagana (Kenya) e la teologia nel seminario di Merivale (Sudafrica).
Ha emesso la sua Professione Religiosa il 14 luglio 2012, la Professione Perpetua l'8 dicembre 2017. È stato ordinato diacono il 9 dicembre 2017. Ha svolto il suo servizio diaconale in Tanzania ed è tornato in Kenya per essere ordinato sacerdote a Nairobi il 20 ottobre 2018. È stato inviato come missionario in Brasile nel 2019 e l'11 febbraio 2021 è arrivato alla Parrocchia di Jaguarari, dove si è gradualmente adattato allo stile di vita di una città nell'entroterra di Bahia.
Tragicamente, il 14 novembre 2022, la sua vita e la sua missione sulla terra sono state stroncate nelle acque del fiume São Francisco, lasciando nell'incredulità l'intera parrocchia, la sua famiglia biologica e la congregazione a cui apparteneva.
Il suo corpo riposa nel cimitero di Jaguarari, nel sertão di Bahia, dove ha servito come buono e fedele missionario. Fu un momento difficile, di grande tristezza per la sua improvvisa dipartita, ma sorretto dalla fede nella risurrezione.
* Padre Charles Orero, IMC, missionario della Consolata che opera in Tanzania.*






