La seconda settimana del Corso di Rinnovamento di Sagana si è svolta come un viaggio profondo e riflessivo, invitando i giovani missionari a riscoprire il cuore della loro vocazione e missione. Organizzato dai missionari della Consolata, il corso di formazione per giovani sacerdoti si svolge dal 13 aprile al 13 maggio nella "Bethany House" a Sagana, Kenya.
La settimana è iniziata con una bella presentazione del padre Moses Kagunya sul rinnovamento dell'identità e della missione sacerdotale. Ha iniziato con una preghiera sentita, chiedendo a Gesù di rinnovare ancora una volta il "sì" che ogni sacerdote ha pronunciato il giorno dell'ordinazione. Il suo messaggio è stato tanto umile quanto profondo: i sacerdoti stessi non sono esenti dal bisogno di salvezza, sono anch'essi destinatari della grazia che predicano.
Padre Moses ha sottolineato che il sacerdozio non è semplicemente un ruolo, ma un cammino verso la salvezza personale, radicato in una profonda configurazione a Cristo. L'identità del sacerdote, ha spiegato, si fonda nell'"essere" con Cristo prima del "fare" per gli altri. Questo "essere" non è temporaneo ma permanente; un impegno per tutta la vita che plasma il missionario rendendolo una cosa sola con il popolo che serve. Richiamando la visione del XIII Capitolo Generale, ha ricordato ai confratelli che solo una scelta "per sempre" consente una vera incarnazione nella missione.

La sessione ha invitato i partecipanti a tornare alle radici del ministero ordinato, centrato sull'Eucaristia e sulla Parola, per diventare immagini viventi di Cristo Sacerdote nel mondo.
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Lo spirito di San G. Allamano presente nel corso di rinnovamento dei missionari
La riflessione si è poi spostata sulla storia e l'identità con padre Joseph Mwaniki, IMC, che ha guidato il gruppo attraverso il sacerdozio vissuto nello spirito di Murang'a. Ha ripercorso la storica Conferenza di Murang'a, un momento fondante per i primi Missionari della Consolata in Kenya.
Questa raccolta pionieristica ha rappresentato un punto di svolta, in cui i primi missionari hanno valutato i loro progressi, affrontato le loro sfide e tracciato un percorso chiaro per la futura evangelizzazione. Le loro conclusioni hanno plasmato lo stile e l'approccio missionario che ancora oggi continua a guidare l'Istituto.

Attraverso questa presentazione, i confratelli hanno acquisito un rinnovato apprezzamento delle origini e dell'espansione globale della missione della Consolata. Hanno anche compreso più profondamente l'importanza di costruire relazioni autentiche con le comunità locali. L'evangelizzazione, è stato loro ricordato, non consiste semplicemente nel proclamare verità; è un percorso relazionale, in cui l'amore di Dio si rende visibile attraverso la fiducia, il rispetto e una genuina connessione umana.
La settimana si è conclusa con un'arricchente sessione sul rinnovamento omiletico tenuta da padre Fredrick J.B. Ndung'u. Con orgoglio per la sua identità di figlio della Consolata, ha riconosciuto l'immensa contribuzione dei missionari all'evangelizzazione e allo sviluppo umano, specialmente in Kenya.
Ha descritto l'omelia come un "lottare con la Parola di Dio", un processo dinamico che fonde arte e disciplina. La predicazione, ha spiegato, non riguarda solo l'eloquenza, ma il permettere allo Spirito di parlare attraverso la debolezza umana. Attingendo alle parole di San Paolo, ha evidenziato che la vera predicazione non scaturisce dalla sapienza umana, ma dalla potenza di Dio.
Questa sessione ha fornito ai confratelli strumenti pratici: come organizzare i propri pensieri, interpretare fedelmente la Scrittura e comunicare in modi che toccano sia la mente che il cuore. Sono stati incoraggiati a evitare messaggi disorganizzati o ripetitivi e a ricorrere invece alla narrazione e a esempi concreti per far rivivere il Vangelo.
In definitiva, la seconda settimana del Corso di Rinnovamento di Sagana è stata un momento di grazia; una chiamata a tornare all'essenza del sacerdozio, a riconnettersi con le sue radici e ad abbracciare nuovamente la missione con rinnovata convinzione e più profonda autenticità.
* Padre Charles Orero, IMC, missionario in Tanzania







