Il 18 aprile, eventi commoventi hanno segnato il ricordo di padre Matteo Pettinari, missionario della Consolata, originario di Chiaravalle e cresciuto a Monte San Vito in Italia.
Nato nel 1981, ha donato la sua vita al servizio del primo annuncio del Vangelo secondo il carisma dei missionari della Consolata, fino alla sua morte avvenuta due anni fa in un incidente sulla strada Kanawolo-Niakara, in Costa d'Avorio. Queste iniziative ricordano come la sua vita abbia toccato tante persone, seminando speranza con un vivo spirito missionario.

Veglia di preghiera in memoria di padre Matteo a Borghetto, Diocesi di Senigallia, Italia. Foto: CMD Senigallia
A Chiaravalle e Monte San Vito: un parco e uno spazio di preghiera

La mattinata è iniziata a Chiaravalle, dove il Comune ha inaugurato un parco pubblico, di fronte al complesso scolastico dell'istituto Montessori-Montalcini, dedicato alla memoria di padre Matteo. Questo gesto onora un figlio di quella terra che ha vissuto per Cristo fino in fondo, toccando innumerevoli vite con il suo zelo missionario.
In serata, nella chiesa di Borghetto di Monte San Vito, una messa ha riunito una folla immensa insieme alla famiglia di padre Matteo e ad altri cristiani giunti da diversi angoli della diocesi di Senigallia. In questa occasione, la comunità parrocchiale ha inaugurato uno spazio dedicato: un angolo di preghiera che espone oggetti personali del «missionario instancabile». Questo «angolo Matteo» invita al dialogo intimo con il Signore della Vita, con alcune riflessioni scritte di padre Matteo, che fanno scoprire il senso profondamente missionario di ogni cristiano.
Tra i presenti, padre Richard Lusaluwa, missionario tanzaniano della Consolata, residente a Santa Maria a Mare, ha condiviso queste parole: «Più conosciamo la sua vita, più scopriamo la sua meravigliosa capacità di donarsi a tutti e tutte.»
A Dianra Village: una Messa con tanta gente e vibrante di fede
A migliaia di chilometri di distanza, più precisamente a Dianra Village, dove riposa la salma di padre Matteo, la comunità dei fedeli e dei missionari ha vissuto un momento fraterno analogo.

Tomba di padre Matteo nel villaggio di Diarna
L'Eucaristia ha riunito i fedeli delle tre parrocchie del nord ivoriano dice sono parenti i missionari della Consolata. L'omelia di padre Alexander Likono, confratello di padre Matteo, ha risuonato come una testimonianza: «È stato un volto della tenerezza di Dio. Con la sua parola, con il suo ministero, con la sua presenza semplice e fedele, ha seminato il Vangelo.»
È stato un momento di preghiera commovente, una testimonianza di fede collettiva che unisce fratelli e sorelle legati da Cristo nella speranza pasquale.

Padre Alexander Likono durante l'omelia
Queste celebrazioni, su due continenti uniti dal Mediterraneo, rivelano la fecondità della testimonianza di padre Matteo. La sua vita donata senza riserve continua a illuminare e ispirare i nostri cammini missionari oggi.
La fraternità attorno a padre Matteo si è manifestata anche attraverso una connessione online con la parrocchia di Borghetto di Monte San Vito, dove i fedeli partecipavano a una veglia di preghiera, mentre a Dianra Village la famiglia di padre Matteo, giunta appositamente per l'occasione, ascoltava le toccanti testimonianze della gente del posto.
Ecco le immagini della celebrazione eucaristica svoltasi a Dianra Village, testimonianza dell'eredità spirituale di padre Matteo: un invito a tutti noi a seminare il Vangelo con tenerezza e fedeltà.
* Padre Ariel Tosoni, IMC, missionario in Costa d’Avorio.

Per maggiori informazioni, visitate anche il canale YouTube dei Missionari della Consolata in Costa d’Avorio @consolataivoire.






