“Anche uno solo di questi bambini” è il tema scelto da Leone XIV per la 112ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (GMMR), che si terrà il 27 settembre 2026, facendo chiaro riferimento al testo del Vangelo secondo Matteo: «E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me» (Mt 18, 5).
Con tale scelta, Papa Leone XIV intende esprimere la sollecitudine della Chiesa verso i minori coinvolti direttamente nell’esperienza migratoria, richiamando il dovere di accogliere ciascuno di loro come ci insegna il Vangelo. Lo scenario migratorio attuale propone nuove sfide che minacciano seriamente i diritti e la dignità dei più piccoli e che necessitano di risposte urgenti ed efficaci. Non si tratta di discutere su numeri o su percentuali, perché “anche uno solo” è un valore sommo.
In Marocco, al confine con l’Algeria, i missionari della Consolata, padre Edwin Osaleh e padre Patrick Mandondo, animano il progetto “Accoglienza migranti Oujda” (AMO), iniziato nel 2017. Più che di carità o assistenza, preferiscono parlare di dignità, giustizia, diritti e, ovviamente, consolazione come presentato in questo video.
Quale messaggio invierebbe San Giuseppe Allamano ai suoi missionari di Oujda?
Se San Giuseppe Allamano dovesse indirizzarsi ai suoi missionari di Oujda in Marocco che si dedicano all'accoglienza dei migranti e rifugiati, è probabile che il suo messaggio sarebbe incentrato su amore, dignità, solidarietà e testimonianza di fede, incoraggiandoli a essere faro di speranza per questi fratelli e sorelle migranti e rifugiati vulnerabili che incontrano. È probabile che il suo messaggio si concentrerebbe su alcuni temi fondamentali:
Accoglienza e Carità: Allamano avrebbe sottolineato l'importanza di accogliere i fratelli migranti con amore e compassione, vedendo in ognuno di loro un fratello o una sorella. La carità, per lui, non era solo un consiglio, ma una vera e propria chiamata al servizio.

Nel 2025 AMO ha accolto 5.857 migranti, il 20% delle quali, minori non accompagnati, donne e bambini. Foto: Patrick Mandondo
Dignità umana : Egli sarebbe sensibile all'importanza di rispettare e proteggere la dignità di ogni individuo, riconoscendo che i migranti e rifugiati, spesso in situazioni di vulnerabilità, meritano rispetto e protezione.
Solidarietà: Allamano avrebbe dovuto incoraggiare i suoi missionari a essere solidali, a costruire comunità dove i migranti non solo ricevano aiuto materiale, ma anche supporto emotivo e spirituale. La solidarietà si manifesterebbe non solo attraverso le azioni, ma anche attraverso l'empatia e la comprensione delle loro storie e delle loro sfide.
Testimonianza di fede: Allamano avrebbe ricordato ai suoi missionari che il loro operato è una testimonianza concreta della loro fede, un modo di vivere l'insegnamento di Cristo, che invitava a prendersi cura dei più piccoli e dei più vulnerabili.
Formazione e sensibilizzazione: Infine, Allamano avrebbe potuto dare indicazioni sulla necessità di essere ben formati per affrontare le sfide specifiche legate all'accoglienza dei migranti, nonché sull'importanza di sensibilizzare le comunità locali riguardo alle questioni migratorie, promuovendo la comprensione e la coesione sociale.
* Padre Patrick Mandondo, IMC, missionario in Marocco.






