A Buenaventura (Colombia) la Settimana Santa non è stata solo una occasione per significative celebrazioni liturgiche, ma è stata anche un'occasione per chiedere pace e tranquillità nel territorio. C'erano molte ragioni per farlo: quest'anno diverse famiglie hanno vissuto l'incubo dello sfollamento e della scomparsa dei propri cari e per questo la nostra Settimana Santa ha assunto un'atmosfera particolare.
La situazione di violenza a Buenaventura
La violenza è la sfida più grande che si vive a Buenaventura, sia nelle zone urbane che in quelle rurali, e continua a regnare nei quartieri e nelle comunità di questa città. I principali responsabili di tutto ciò sono gruppi fuorilegge (come Shottas, Espartanos, Los Chiquillos) che si nutrono del microtraffico di droga e dell'estorsione ai commercianti. Le loro attività criminali hanno causato molti danni alla società in generale.

Il ricordo delle vittime della violenza e dei dispersi
Sono molte le vittime che la violenza ha lasciato a Buenaventura. Si calcola che non ci sia famiglia che non abbia una vittima o che non abbia subito le conseguenze di questo problema; poi quest'anno si è registrato un aumento del numero dei dispersi: diverse famiglie vivono il trauma di non sapere se i propri cari siano ancora vivi o morti.
Il Venerdì Santo è stato un momento speciale per ricordare le vittime e tutti i dispersi: la Via Crucis e la processione con il Santo Sepolcro sono state occasioni importanti per ricordare le vittime; le famiglie hanno acceso candele in memoria di tutti coloro che hanno subito le conseguenze della violenza.

La supplica per la pace e la riconciliazione
Il Risorto è fonte di speranza in mezzo all’incertezza e alla desolazione, poiché con la sua risurrezione Cristo ha vinto il peccato e la morte. Per questo i fedeli hanno approfittato della grazia della Settimana Santa per chiedere pace e riconciliazione per Buenaventura. Attraverso i messaggi scritti su cartelloni e striscioni, programmi radiofonici e televisivi, i fedeli hanno implorato la fine della violenza e hanno chiesto ai gruppi che la provocano di abbracciare le vie della pace e della riconciliazione.
Storicamente, la Chiesa cattolica ha svolto un ruolo importante nella pacificazione di questo territorio e vale la pena sottolineare l’impegno di alcuni vescovi e la loro dedizione alla causa della pace e dello sviluppo; sono quasi sempre stati in prima linea nella lotta per la pace e la riconciliazione.

Il contributo dei vescovi alla pace a Buenaventura
Il suo primo vescovo, monsignor Gerardo Valencia Cano (in carica dal 1953 al 1972), attraverso le numerose scuole che fondò, contribuì in modo determinante all’alfabetizzazione e all’istruzione della popolazione del territorio.
Monsignor Héctor Epalza Quintero (2004-2017) denunciò le attività del narcotraffico, la presenza delle “casas de pique” dove i gruppi fuorilegge massacravano e uccidevano, il generale abbandono della popolazione di Buenaventura da parte dello Stato. Basando la sua azione pastorale sulla Dottrina Sociale della Chiesa, ha promosso la difesa del territorio contro le politiche pubbliche che non rispettavano la dignità della popolazione e, per il suo contributo alla pace, è ricordato come il vescovodel popolo.

Monsignor Ruben Dario Jaramillo Montoya (2017-2026), recentemente trasferito alla diocesi di Monteria, ha avviato il dialogo con i gruppi Shottas ed Espartanos, due gruppi fuorilegge che sono in gran parte responsabili della violenza a Buenaventura. È stato lui ad avviare i dialoghi con i leader di questi gruppi e ad riuscire a ridurre il numero di omicidi al punto che la città ha ritrovato quella tranquillità che non si vedeva da tempo. Con lui ha iniziato il suo cammino “la casa della pace e della riconciliazione”, che ha continuato a promuovere attività a favore della pace nella zona urbana di Buenaventura. Per il suo contributo alla pacificazione del territorio gli è stato dato il nome di vescovo della pace.

Conclusione
La pace è il grido costante degli abitanti di Buenaventura, poiché per molto tempo la violenza li ha colpiti senza misura. È interessante riconoscere che, durante la Settimana Santa, il desiderio di pace di questa gente si è incontrato con il progetto di salvezza di Gesù.
* Padre Lawrence Ssimbwa, IMC, missionario a Buenaventura, Colombia.







