La missionaria della Consolata, Suor Maresa Sabena è tornata alla casa del Padre il 12 febbraio 2026, all'età di 90 anni di cui 66 di vita religiosa. Più di trent’anni trascorsi ad ascoltare chi varcava ogni giorno la soglia della Pastorale Migranti dell’arcidiocesi di Torino: rifugiati, richiedenti asilo. Persone che portavano storie di sfruttamento, sofferenza e disumanità.
La Pastorale Migranti era la sua seconda famiglia come ricordava sempre lei. Ascoltava, accoglieva, accompagnava. Ogni storia trovava in lei un ascolto autentico. Non mancava mai. Era arrivata prima ancora di don Fredo Olivero, il prete di frontiera sempre dalla parte degli ultimi. Insieme avevano costruito una cultura dell’accoglienza, una lotta contro la tratta di esseri umani e un impegno quotidiano che ha fatto crescere la Chiesa nel campo sociale e pastorale.
Per molti è stata una seconda madre. La sua presenza dava forza a tutti. Ciascuno si sentiva amato, visto, riconosciuto. Chiamava Dio «il mio Sposo» e serviva la Chiesa di Torino come una testimone autentica di quella fede che portava dentro ogni giorno. Non erano solo parole: era il modo in cui viveva, lavorava, si relazionava. «Siamo davvero fortunati ad averla incontrata. Grazie a lei abbiamo realizzato cose straordinarie», ha detto uno dei tanti che l’hanno incontrata nel loro cammino.
In questo video realizzato da Mediacor / CAM, un ricordo corale di suor Maresa Sabena, colonna dell'Ufficio per la Pastorale dei Migranti della diocesi di Torino.
* Ufficio per la Comunicazione










