Gerusalemme ferita, Gaza dimenticata: "non possiamo restare a guardare"

La Basilica del Santo Sepolcro e della Resurrezione a Gerusalemme La Basilica del Santo Sepolcro e della Resurrezione a Gerusalemme Foto: Vatican Media

Nella Giornata dei Missionari Martiri, che la Chiesa celebra il 24 marzo con il tema “Gente di primavera”, il Comitato direttivo della Rete italiana Preti contro il genocidio ha diffuso un comunicato stampa esprimendo “profonda preoccupazione per quanto sta accadendo in Terra Santa.

La chiusura del Santo Sepolcro ai fedeli descritta come un fatto senza precedenti in secoli di storia, e l’annullamento della tradizionale processione della Domenica delle Palme - dice il comunicato - rappresentano una ferita gravissima alla libertà religiosa, alla presenza cristiana a Gerusalemme e al cuore stesso della Settimana Santa”.

Composta da 2.200 sacerdoti di 58 Paesi, insieme a 23 vescovi, arcivescovi e due cardinali, la Rete internazionale “Preti contro il genocidio” è un movimento spontaneo nato nel settembre 2025, per denunciare le violenze a Gaza e nei Territori Occupati. La organizzazione ha già realizzato diverse iniziativi e scritto varie lettere per denunciare il "genocidio" a Gaza, il commercio di armi e promuovere attività di sensibilizzazione e preghiera pubblica oltre a collaborazioni ecumeniche e interreligiose.

20250324Sepulcro3Nel comunicato i preti sottolineano che “questo è il tempo di dire con chiarezza che non possiamo restare a guardare. Nel silenzio di molti governi, compresi governi che si dichiarano cristiani, si consuma un nuovo passo verso una logica etnocentrica che colpisce il popolo palestinese e rischia di marginalizzare sempre di più anche la presenza cristiana in Terra Santa”.

Come ha detto Papa Leone XIV: “non possiamo rimanere in silenzio di fronte alla sofferenza di così tante persone” (Angelus di domenica 22.03.26). In questo senso, “tacere davanti alla devastazione di Gaza, alle violenze dei coloni israeliani che avvengono sotto gli occhi dell’IDF, alla pulizia etnica in atto nei Territori Occupati e ai segni sempre più evidenti di compressione della presenza cristiana non è prudenza: è complicità morale”, afferma il comunicato.

Sudario per i bambini di Gaza

In questi giorni in cui celebreremo la Pasqua e il sudario lasciato dal Risorto nel sepolcro, la Rete italiana Preti contro il genocidio aderisce e promuove il Sudario per i bambini di Gaza, realizzato dal collettivo Carnia per la Pace (il 2 aprile a Napoli e il 10 aprile a Roma): un telo di 25 metri per 7 che porta scritti, uno per uno, i nomi di oltre 18.500 bambini uccisi a Gaza. È un segno pubblico di memoria, pietà e coscienza, che chiede all’Italia di non dimenticare neppure uno di quei nomi.

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A Firenze nella Piazza del Carmine il grande 'sudario' con i nomi di 18mila bambini e minori uccisi a Gaza. Foto: 055Firenze

Pochi giorni dopo il Referendum sulla giustizia in Italia, la Rete sottolinea la “significativa partecipazione alle urne” dimostrando così che tante cittadine e cittadini hanno voluto “rafforzare la partecipazione, accrescere la coscienza civile e assumersi una sempre maggiore responsabilità collettiva”.

Il comunicato si conclude con un appello “a tutti i sacerdoti e pastori, alla Chiesa italiana, alle istituzioni e agli uomini e le donne di buona volontà una presa di posizione pubblica e un impegno concreto per Gaza, per Gerusalemme, per la popolazione palestinese, per il Libano, per la pace in tutto il Medio Oriente e in ogni parte del mondo, poiché la giornata per i missionari martiri ci ricorda che la missione più autentica della Chiesa non è tacere davanti al potere, ma stare accanto alle vittime, difendere la dignità umana e custodire la verità”, dichiarano i preti della Rete.

 Per i preti cattolici che desiderano unirsi a questa Rete «Preti contro il genocidio»

Di seguito il testo integrale del comunicato del 24 marzo 2026.

* Ufficio per la Comunicazione.

Ultima modifica il Mercoledì, 25 Marzo 2026 22:22

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