Il Brasile celebra il centenario della morte di San Giuseppe Allamano

La Famiglia Consolata a San Paolo, Brasile celebra il centenario della nascita al cielo di San Giuseppe Allamano La Famiglia Consolata a San Paolo, Brasile celebra il centenario della nascita al cielo di San Giuseppe Allamano Foto: Cleber Pires

Il 16 febbraio 1926: San Giuseppe Allamano se n'è andato per l'eternità. Il 16 febbraio 2026: la Famiglia Consolata nel mondo celebra il suo centenario guardando verso il futuro.

In una celebrazione eucaristica presieduta dal Superiore dei Missionari della Consolata in Brasile, padre Paulo Mzé, i missionari, le suore missionarie e i laici si sono riuniti presso la Casa Regionale delle missionarie, vicino all'Horto Florestal, a San Paolo, la mattina del 16 febbraio 2026, data che segna la morte e la nascita al Cielo di San Giuseppe Allamano.

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Hanno concelebrato i padri: Aquileo Fiorentini, João Monteiro da Felícia, Sérgio de Almeida, Gianfranco Grazziola, Joseph Mamphia, James Mwaura, Claudio Cobalchini, Vilson Jochen, Paco Lopez, Josky Menga, Célio Dornelles e Tiago Mena. Erano presenti anche il fratello Tarcísio Lot i diaconi Gerald Ngula e Prosper Lupeke. Hanno animato la celebrazione gli studenti del Seminario Teologico João Batista Bísio, insieme a Suor Inês Lima, MC.

All’inizio, Suor Benildes Capellotto (nella foto soto) ha motivato l'assemblea citando il Superiore Generale dei Missionari della Consolata, padre James Lengarin. Ha ricordato che, nel corso degli anni, sono emerse nuove situazioni e problematiche, ma che la canonizzazione del Padre Fondatore aiuta a superare le sfide e a offrire risposte adeguate ai nuovi contesti. Secondo il messaggio di padre Lengarin, se sapranno identificarsi con il carisma trasmesso dall'Allamano, i suoi missionari e le missionarie potranno ravvivare e rivitalizzare questa preziosa eredità.

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Secondo Suor Benildes, il carisma è sbocciato dalla santità del Fondatore e raggiunge la sua massima espressione nell'impegno a vivere da santi, un'espressione a lui molto cara: “Prima santi, poi missionari”. “Il fatto che le due famiglie missionarie, fondate da San Giuseppe Allamano, continuino a sviluppare la sua opera a cento anni dalla sua morte è la prova della buona radice da cui è germogliata la sua santità”.

La celebrazione è stata anche l'occasione per celebrare il 125° anniversario di fondazione dei missionari e il 116° anniversario delle  missionarie della Consolata. “In comunione con i laici, amici e benefattori, le due famiglie guardano al futuro con spirito positivo, accogliendo i segni dei tempi in un mondo in rapido cambiamento, per continuare a essere segno di consolazione per quanti attendono l'annuncio della salvezza”.

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Nella sua omelia, padre Paulo Mzé (nella foto), ha ricordato che, in occasione del centenario, San Giuseppe Allamano rimane il Santo Patrono Annuale dei due Istituti per tre anni, incluso il 2026. "Sono passati cento anni. Ora pensiamo ai prossimi cento. Questa è la grande sfida: saremo qui? E se non ci saremo noi, chi ci sarà?".

Il Superiore ha anche invitato i presenti a riflettere sulla missione che oggi. “La Chiesa esiste per l'evangelizzazione. Non siamo professionisti del sacro; siamo servitori di Dio e del popolo”, ha affermato. “La missione non dipende dall'accumulo di risorse finanziarie, ma da cuori convertiti e identificati con il carisma della Consolata”.

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Padre Paulo ha anche sottolineato che San Giuseppe Allamano vive nella vita dei suoi missionari, uomini e donne, e dei laici che credono nei suoi insegnamenti. “Non abbiamo bisogno di grandi strutture per essere missionari. Abbiamo bisogno di persone fedeli alla vocazione”, ha ribadito, ricordando che il Brasile continua a essere un vasto campo di missione, soprattutto nelle periferie e nelle realtà più difficili.

Al termine della celebrazione, durante il ringraziamento, suor Benildes ha citato la testimonianza della laica Larissa Nunes Bezerra (foto soto), della parrocchia di São Marcos Evangelista, che ha riferito di aver ricevuto la grazia della guarigione da un aneurisma considerato irreversibile dai medici, dopo aver subito più di cinque interventi chirurgici, per intercessione di San Giuseppe Allamano.

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Dopo la Messa, i partecipanti si sono riuniti per il pranzo al “Recanto Consolata”, seguito da un pomeriggio di fraternità, con un momento di formazione, canti e la condivisione di una torta commemorativa per la gioia del centenario.

* Ufficio per la comunicazione Regione Brasile.

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Ultima modifica il Sabato, 21 Marzo 2026 11:35

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