“Giubileo della Speranza è stato un tempo di misericordia per tutti, per aprire le porte del cuore e lasciarci trasformare dalla Grazia. Un tempo opportuno per scoprire che la vera gioia non nasce dalle conquiste materiali o tecnologiche, ma con Cristo, il Salvatore.
Allora la celebrazione del Natale in questo Anno Giubilare 2025 acquista un significato ancora più profondo perché vissuto come tempo di grazia, di riconciliazione e di rinnovata missione. È un invito a tornare alle radici della nostra fede, a contemplare il mistero Dio che si fa uomo, si fa vicino e diventa luce per il cammino”.
Queste le parole del Superiore Generale, padre James Lengarin, IMC, nel suo messaggio di Natale 2025 dal titolo “Ripartire sui Sentieri nuovi del Signore: Cristo luce delle genti” inviato alle missionarie, missionari, familiari, amici e benefattori, il 16 dicembre 2025.
Padre James Lengarin ricorda che il “Natale è proprio la festa della luce che vince le tenebre, della vita che sconfigge la morte, della speranza che rinasce sempre anche nei tempi difficili. In un mondo segnato da conflitti, solitudini e nuove forme di povertà, Cristo si presenta come luce delle genti, capace di illuminare ogni cuore e ogni storia”.
Il messaggio mette in evidenza che “la Famiglia Consolata, fondata da San Giuseppe Allamano, trova in questo mistero la sua identità e la sua missione. La Madre Consolata, che accoglie e custodisce il Figlio di Dio, diventa modello di consolazione per intera. Allamano ci ha insegnato che la santità non è privilegio per pochi, ma una chiamata universale, come era solito esortare: santi, ma santi interi, non a mità”.
Il Superiore Generale ci incoraggia: “ripartiamo, mettiamoci in cammino, andiamo fino a Betlemme. È un viaggio lungo, faticoso, difficile, lo so. Ma questo, che dobbiamo compiere è l'unico viaggio che può spingerci in sulle strade della missione”.
“Il Santo Fondatore ci assicura che per Gesù Cristo vale la pena lasciare tutto. E se a Betlemme, invece di un Dio glorioso, ci imbattiamo nella fragilità di un bambino, con tutte le connotazioni della miseria, non ci venga il dubbio di aver sbagliato percorso. Perché, da quella notte, da quel Natale, il volto spaurito degli oppressi, le membra dei sofferenti, la solitudine degli infelici, l'amarezza di tutti gli ultimi della terra, sono divenuti il luogo dove il Bambino continua a nascere e vivere in clandestinità”.
“Mettiamoci in cammino, dunque, senza paura, verso Betlemme per una nuova ripartenza della missione!”, conclude padre James Lengarin.
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