I missionari della Consolata in Portogallo lanciano la campagna annuale per il 2026 con l'obiettivo di costruire una casa d’accoglienza in Guinea-Bissau per bambini e adolescenti svantaggiati e vulnerabili.
Il nuovo progetto ha per motto: "Studiare per Vincere". Il progetto ed è coordinato dalle Suore Missionarie della Consolata, residenti nella missione di Bor a Bissau. La casa che verrà costruita ospiterà "ragazze bisognose, che non hanno i mezzi per studiare nei loro villaggi", e che sono a rischio di "subire abusi sessuali e matrimoni forzati durante l'infanzia", secondo il documento che Noeli Bueno e Maria Pereira, missionarie della Consolata, hanno inviato a Fatima Missionaria (FM).
Suor Noeli – consigliera regionale per l'Africa e superiora della comunità di Bor – ha dichiarato che la casa d’accoglienza avrà due dormitori e la capacità di accogliere dieci-quindici ragazze. "Qui nel quartiere di Bor abbiamo diverse scuole superiori, tra cui una parrocchiale, dove lavoriamo come missionarie", spiega Noeli Bueno a proposito del luogo dove verrà costruita della casa d’accoglienza. "C'è anche un'università cattolica facilmente accessibile per frequentare corsi tecnici e universitari".
Le missionarie descrivono i rischi a cui vanno incontro le ragazze adolescenti che intendono aiutare: "Rimanendo nei villaggi, senza istruzione, c’è un alto rischio che le adolescenti subiscano violenze domestiche, mutilazioni genitali, matrimoni forzati o soggette a lavoro minorile". Di fronte a questo scenario, il desiderio delle missionarie è di voler "sostenere alcune di queste giovani donne ad accedere all'istruzione primaria e superiore", ma aggiungono che, affinché ciò avvenga, "hanno bisogno di un posto dove possano vivere" in città. Le suore sono certe che questa struttura d’accoglienza permetterà alle giovani "di avere un futuro migliore". Senza questa possibilità di istruzione il loro futuro è "gravemente limitato", affermano le missionarie.
Il problema dell'accesso all'educazione scolastica è un problema molto grave nel Paese, che colpisce soprattutto le ragazze. "Ci sono molti bambini, adolescenti e giovani analfabeti, soprattutto ragazze, che ancora oggi non hanno la possibilità di studiare perché vivono in villaggi lontani dai centri urbani, per la scarsa consapevolezza dei genitori sull’importanza dello studio, e soprattutto, per la mancanza di interesse da parte del governo nel garantire una educazione scolastica di qualità nei villaggi", spiegano le missionarie.
Il sito destinato alla costruzione della casa d’accoglienza è di proprietà della diocesi di Bissau, concesso per questo scopo, ed e situato vicino alla casa delle missionarie, nelle cui vicinanze si trova il Centro di Promozione della Donna “Nossa Senhora Consolata” – gestito da una delle missionarie – dove le donne "imparano diverse attività in modo da poter in seguito avere una fonte di reddito attraverso il proprio lavoro".
Tra gli obiettivi principali della casa d’accoglienza, oltre all'accesso all'istruzione, c’è anche quello di permettere alle giovani donne di "imparare a cucinare e a fare lavori manuali" in modo da potersi guadagnare di che vivere in futuro. L'intenzione è che queste giovani donne rimangano in questa struttura "finché non trovino un posto migliore o fino al termine del ciclo scolastico".
Le suore lanciano quindi un appello a coloro che desiderano aiutare tale progetto: "Chiediamo l’aiuto di tutti coloro che hanno a cuore il destino di queste giovani. Il costo della casa d’accoglienza è stimato in 75.000 euro, in una paese dove il costo dei materiali di costruzione è considerevole".
Le missionarie della Consolata sono presenti in Guinea-Bissau da oltre 33 anni. "È un Paese piccolo in termini di dimensioni, ma molto povero. Sono le donne che, ogni giorno, vanno al mercato per vendere i loro prodotti agricoli, per mantenere la famiglia e permettere ai loro figli di studiare". Le suore sono convinte che la formazione delle giovani donne contribuirà allo sviluppo del Paese, e che il progetto sia un mezzo per "garantire la dignità e l'emancipazione delle donne della Guinea-Bissau".
La data dell'appello, dicembre 2025, non è casuale, infatti ogni fine d'anno i Missionari della Consolata in Portogallo lanciano una campagna di solidarietà per l'anno successivo. Nel 2025, il progetto mirava a sostenere la missione della Consolata a Oujda, nel nord del Marocco, dove vengono accolti rifugiati dai vari paese dell’Africa.
* Juliana Batista è giornalista della rivista Fatima Missionaria in Portogallo.
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Missionari della Consolata: Campagna "Studiare per Vincere"
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