"La dottrina romana sulla transustanziazione occupa una posizione centrale nella teologia cattolica, come stabilito ufficialmente dal Concilio Lateranense IV (1215) e successivamente ribadito nel Concilio di Trento (1545-1563), in particolare nella Sessione 13 (1551)”.
“Secondo questa dottrina, Cristo è realmente, veramente e sostanzialmente presente nel Sacramento dell'Eucaristia.
Nella celebrazione della Messa, il pane e il vino vengono trasformati nel vero Corpo e Sangue di Cristo attraverso il processo di transustanziazione, sebbene gli accidenti (aspetto, gusto, consistenza) rimangano invariati. Tale presenza reale è essenziale per la comprensione della natura sacrificale della Messa: poiché Cristo è realmente presente, la Sua offerta diventa sacramentalmente effettiva”.
Ma quale fu la posizione delle chiese Luterane e Riformate riguardo a questo insegnamento? Quali critiche o alternative proposero alla dottrina della transustanziazione e alla concezione cattolica dell'Eucaristia? Per rispondere a queste domande, si invita il lettore a consultare il saggio del padre Ashenafi Yonas Abebe, IMC, che studia storia della Chiesa presso l’Università Gregoriana di Roma ed esplora in dettaglio la posizione di queste confessioni sulla presenza reale e le differenze dottrinali rispetto alla visione cattolica.
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