Nato a Pietraperzia, Enna (talia) il 17 luglio 1959, figlio di Vincenzo e Scaramozza Felicetta, Fratel Gerardo Secondino, è uno dei 28 fratelli missionari della Consolata, congregazione fondata da San Giuseppe Allamano nel 1901, composta da sacerdoti e fratelli coadiutori (laici consacrati) per la missione ad gentes nel mondo, che per volontà del Fondatore vive in spirito di famiglia.
Questa figura del “Fratello” è presente nella mente del Fondatore fin dalla fase di progettazione dell'Istituto. Nel primo documento che redige per la presentazione del suo progetto alla Santa Sede, San Giuseppe Allamano afferma di aver sviluppato il suo progetto in contatto con sacerdoti e seminaristi, ma aggiunge, a margine: “non mancheranno i laici” (Lettera a C. Mancini, 6 aprile 1891).
“Sono entrato nell’Istituto nel 1991 e ho fatto un percorso di postulandato fino 1994 quando ho fatto il mio Noviziato a Vittorio Veneto. Dopo la prima professione nel 1996 ho cominciato a lavorare nell’Istituto e conoscere i missionari della Consolata, e da lì ho cominciato il mio cammino”, spiega Fratel Gerardo Secondino, IMC, in questo video registrato a Roma nel Maggio 2025, durante il corso di formazione continua occasione in cui ha condiviso la sua storia di vita nell'ambito del suo Giubileo di vita consacrata.
Fratel Gerardo ha compiuto quest’anno, 25 anni di Professione religiosa. Emise la professione perpetua il 29 luglio 2000 ed attualmente lavora nel Centro Missionario di Spiritualità a Certosa di Pesio, ma la sua prima missione è stata in Mozambico dove ha lavorato per 14 anni, a Maua e a Cuamba nella provincia di Niassa. Dopo un breve periodo in Italia, venne destinato al Portogallo dove ha lavorato per 8 anni.
Lavorare con i giovani “mi ha aiutato nel mio cammino di fede perché i giovani sono i mei grandi professori, ti insegnano molto nella vita. Ti insegnano a vivere, ti insegnano a capire la lingua, a scoprire quello che c’è dietro la cultura, come la cultura del popolo Macua con cui lavorano i missionari della Consolata in Mozambico”, sottolinea Fratel Secondino.
“‘Fare il bene, bene’, come diceva il nostro Fondatore, è una delle cose più importante per noi perché nelle piccole cose tu scopri il valore di quello che c’è dietro alle persone, non solo quello che vedi davanti, ma quello che le persone hanno nel loro cuore, quello che ti dicono anche senza parlare, con l’azione, con il modo di essere, con il modo di vivere. Per questo ringrazio a Dio perché il nostro Fondatore, San Giuseppe Allamano insisteva molto su questo. Prima entrare nel cuore della gente e poi insegnare. Perché, quando tu entri nel cuore di una persona sai già tutto di quella persona senza fare nessuna domanda. Dio mi ha dato questa possibilità e sono riuscito a capirla e fare entrare anche nel mio cuore alcuni di questi mozambicani”, dice Fratel Secondino.

Ii Superiore Generale, padre James Lengarin e il Fratel Gerardo Secondino
““Verrei ricordare a tutti i missionari della Consolata Fratelli la fedeltà incondizionata a Dio. Dio è la nostra vita, è il nostro futuro, è il nostro essere”
Anno dei Fratelli IMC
È opportuno ricordare che l'ultimo Capitolo Generale (2023) ha riflettuto sui Fratelli e ha deciso che “nei prossimi sei anni, la Direzione Generale organizzi un ‘Anno dei Fratelli IMC’ invitando tutto l'Istituto a pregare e a riflettere sulla vocazione alla fraternità nella comunità dei missionari della Consolata. Sarà un'opportunità per integrare più chiaramente la vocazione di Fratello nelle attività di animazione missionaria (XIV CG 529). Quindi, dal 1° maggio 2027 al 1° maggio 2028 celebreremmo l’Anno dei Fratelli.
* Padre Jaime C. Patias, IMC, Ufficio per la comunicazione.










