Verso una pastorale dinamica dal volto amazzonico

La Chiesa è chiamata a rinnovare il suo modo di vivere il Vangelo La Chiesa è chiamata a rinnovare il suo modo di vivere il Vangelo Foto: Mauricio Awiti

In tempi di profonde sfide economiche, sociali, ecologiche e culturali, la Chiesa è chiamata a rinnovare il suo modo di vivere il Vangelo. Il recente cambio di responsabilità pastorale nella parrocchia di Nostra Signora di Fatima del Vicariato Apostolico di Leguízamo-Solano, a Puerto Ospina in Colombia (al confine con l'Ecuador), è diventato un'esperienza di comunione, memoria e discernimento.

Questo testo raccoglie gli echi di quella giornata fraterna, illuminata dall'esortazione “Querida Amazonía” e dal desiderio di costruire una pastorale viva, sinodale e profetica, al servizio della vita e del territorio.

Un incontro di gratitudine e speranza

La sera dell'8 novembre ha segnato un momento significativo per la comunità parrocchiale: l'incontro di passaggio di consegne tra il parroco uscente, padre Francis Kitavi, il nuovo parroco, padre Francis Shau, e la partecipazione del consigliere regionale padre Maurice Awiti (foto sotto). L'incontro si è svolto in un clima di dialogo, gratitudine e comunione fraterna.

20251119Ospina2Padre Kitavi ha presentato una rassegna del lavoro pastorale svolto negli ultimi cinque anni, sottolineando i progressi nell'evangelizzazione dei bambini, dei giovani e delle donne, ma sottolineando anche la necessità di rafforzare il lavoro con gli uomini. In questo contesto, c'è stato spazio per il discernimento comunitario, caratterizzato dalla sinodalità e dall'apertura alla voce dello Spirito.

Sono state formulate domande essenziali per il compito missionario a Puerto Ospina: “Siamo consapevoli e convinti che la missione è di Dio? Qual è il posto dei laici nella missione e diamo loro la libertà di discernere il proprio cammino di discepoli? Come missionari della Consolata, siamo aperti a lasciarci interpellare da loro nella loro ricerca del bene della Chiesa e della sua missione nel mondo?”.

Sfide della pastorale amazzonica

Sono state riconosciute le grandi sfide pastorali che caratterizzano la vita della regione: le coltivazioni illecite, l'insicurezza, l'assenza dello Stato, l'indifferenza religiosa, il consumo problematico di alcol, le distanze tra le comunità, la mancanza di attrezzature pastorali e l'alto costo degli spostamenti fluviali, che incidono sulla sostenibilità della presenza missionaria.

Di fronte a questo panorama, il discernimento si è orientato verso il desiderio di costruire una pastorale dinamica, capace di rispondere con creatività e speranza ai segni dei tempi. È stata sottolineata la necessità di rafforzare i legami comunitari, promuovere la formazione integrale degli agenti pastorali e incoraggiare la corresponsabilità missionaria dei laici.

Il discernimento è stato arricchito dalla riflessione sui tre grandi problemi strutturali dell'Amazzonia, che non possono essere ignorati nella pianificazione e nell'azione pastorale:

1. L'estrazione mineraria illegale, che avvelena i fiumi con il mercurio, distrugge le comunità amazzoniche e finanzia i gruppi armati. Si ritiene che la pastorale amazzonica sia chiamata ad assumere una posizione profetica, promuovendo alleanze con la Rete Ecclesiale Pan-amazzonica (REPAM) e altre reti di cooperazione che difendono la vita da questo flagello.

2. La deforestazione, che avanza a un ritmo allarmante di oltre 200.000 ettari all'anno nell'Amazzonia colombiana (Istituto di Idrologia, Meteorologia e Studi Ambientali colombiano 2024), minaccia la biodiversità e l'equilibrio climatico. Di fronte a questa realtà, è stata sottolineata l'urgenza di promuovere una massiccia riforestazione con specie autoctone, l'educazione ecologica della comunità e politiche di incentivi equi per i contadini e i coloni che scelgono di conservare la foresta.

3. Il narcotraffico, che continua a distruggere il tessuto sociale e ad alimentare la violenza. È stata sottolineata la necessità di una strategia internazionale, nazionale e locale concertata tra Colombia, Brasile, Perù ed Ecuador, per smantellare le reti criminali e costruire alternative economiche sostenibili che permettano una vita degna alle popolazioni di questo territorio.

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Queste riflessioni hanno permesso di comprendere che la cura pastorale non può essere separata dalla cura della Casa Comune, come afferma Papa Francesco nella Laudato sì (2015): “Tutto è collegato, e il grido della terra è anche il grido dei poveri” (LS 49).

Verso una pastorale specializzata con un approccio amazzonico

Ispirandosi alla “Querida Amazonía” e all'ecologia integrale, è stata sottolineata la necessità di costruire una pastorale specializzata. Questa pastorale amazzonica deve essere incarnata, dialogante e trasformatrice, promuovendo la difesa della vita, la giustizia sociale, l'interculturalità e la sostenibilità del territorio. Ciò richiede il passaggio «da una pastorale di mantenimento a una pastorale con équipe, approccio ecologico e comunitario. Si tratta di un'urgenza. Ciò implica quindi formare leader locali, rafforzare le reti di solidarietà e aprire spazi per il protagonismo laico nella missione. Come insegna Papa Francesco (2020), “la missione della Chiesa in Amazzonia non è quella di imporre, ma di accompagnare, ascoltare e imparare dai popoli che la abitano” (QA 61).

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Sognare una pastorale viva

Il passaggio pastorale non è stato solo un cambio di responsabilità, ma un'opportunità per rinnovare la speranza e lasciarsi guidare dallo Spirito. Discernere dalla realtà amazzonica implica guardare il territorio come un luogo teologico dove Dio continua a parlare attraverso il grido della terra e dei popoli.

La chiamata finale è chiara: costruire una pastorale viva, con volto amazzonico e cuore universale, che sia segno del Regno e testimonianza di una Chiesa che ascolta, accompagna e trasforma.

Auguriamo a padre Shau un tempo fecondo di servizio pastorale, ispirato al carisma del missionari della Consolata e all'esortazione Dilexi Te di papa Leone XIV, che ricorda la chiamata ad «amare Cristo nell'umanità sofferente».

* Padre Mauricio Awiti, IMC, Consigliere della Regione Colombia.

 

 

 

Ultima modifica il Mercoledì, 19 Novembre 2025 14:39

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