In risposta all’invito della Conferenza Episcopale della Tanzania, i fedeli cattolici di tutto il Paese si sono uniti in una Giornata nazionale di Preghiera e Digiuno il 23 agosto 2025. Questa solenne iniziativa aveva lo scopo di invocare la guida e l’intervento divino nelle questioni di giustizia e pace, mentre la nazione si prepara alle imminenti elezioni generali previste per ottobre 2025.
L’appello era rivolto a ogni parrocchia, istituzione e comunità affinché assumessero questo impegno spirituale organizzando attività locali che meglio favorissero la preghiera, la riflessione e l’unità.
Nella parrocchia della Consolata, Stella del Mattino, a Gezaulole, una delle parrocchie dei missionari della Consolata nell’arcidiocesi di Dar es Salaam, i fedeli si sono riuniti con devozione e rispetto per la conclusione della Novena per Giustizia e Pace nel Paese. La Novena era iniziata il 15 agosto, solennità dell’Assunzione di Maria Santissima, patrona della Nazione. Essa ha rappresentato un cammino spirituale, invocando l’intercessione di Maria, Regina della Pace, mentre la nazione si avvia verso un momento cruciale del suo percorso democratico.
La giornata è cominciata con la solenne celebrazione della Santa Messa, che ha dato il tono alle successive attività. In un clima di profonda fede e unità, il Santissimo Sacramento è stato esposto per l’adorazione per tutto il giorno. Vari gruppi di fedeli si sono alternati in una veglia orante davanti all’Eucaristia, offrendo suppliche e riflessioni sincere. L’adorazione è stata caratterizzata dalla recita del Santo Rosario e da momenti di silenziosa meditazione, ciascun gruppo dedicando un’ora intera a questo incontro sacro con il Signore. Inoltre, durante l’intera giornata sacerdoti erano disponibili per le confessioni, favorendo la conversione e la riconciliazione personale come passo verso la guarigione nazionale e l’integrità morale.
Nel corso della Novena per Giustizia e Pace in Tanzania, i fedeli hanno intrapreso un profondo cammino spirituale, ogni giorno guidati da un tema distinto e significativo. Questi temi non erano semplici parole, ma inviti alla riflessione, alla preghiera e all’azione, profondamente radicati nel Vangelo e rilevanti per il tessuto sociale della nazione.

Successivamente si è riflettuto sull’Amicizia, per favorire unità, riconciliazione e rispetto tra le comunità. Poi è seguita l’Uguaglianza, affermando il valore intrinseco di ogni persona, indipendentemente dalle origini o dallo status sociale. Il sesto giorno è stato dedicato alla Sapienza, cercando la guida divina per affrontare le complessità della vita e della società tanzaniana.
L’Onestà ha poi richiamato la trasparenza e il coraggio morale, soprattutto nella vita personale e pubblica. L’ottavo giorno, la Parità di sviluppo ha evidenziato l’aspirazione a una società in cui risorse e opportunità siano condivise giustamente. La novena si è avvicinata al culmine con una giornata dedicata alla Pace, invocando armonia e guarigione in tutta la nazione.
Infine, i fedeli hanno meditato sulla Compassione, tema conclusivo, che ha richiamato tutti ad abbracciare misericordia, bontà e solidarietà verso chi soffre.
Durante l’adorazione, un profondo silenzio ha avvolto i fedeli radunati in parrocchia. I cuori si elevavano nel raccoglimento, gli occhi fissi sul Santissimo Sacramento, le voci unite in una potente preghiera per la giustizia e la pace.
Nel corso della giornata di devozione, i fedeli hanno innalzato a Dio le loro sincere suppliche: preghiere per la giustizia, la pace e la guarigione del Tanzania. Ogni intenzione, scritta con cura su un foglio, rifletteva le speranze, le difficoltà e il profondo desiderio per un mondo migliore.
In seguito, queste preghiere scritte sono state raccolte e bruciate: il fumo che saliva simboleggiava le suppliche dei fedeli che si innalzavano al cielo, offerte con fiducia e abbandono a Dio.
L’altare del Santissimo Sacramento era ornato con messaggi: espressioni di fede, speranza e impegno. Questi messaggi, posti alla presenza di Cristo nell’Eucaristia, hanno dato una testimonianza silenziosa ma potente dell’unità della comunità nella preghiera e del desiderio di vivere i valori proposti dalla Novena.
Alla luce tremolante delle candele, i fedeli hanno recitato e meditato una preghiera toccante, che esprimeva il dolore, la speranza e l’attesa di una nazione al bivio. Tra i versetti recitati:
“Desideriamo che il nostro Paese sia pacifico,
che coloro che sono persi vengano ritrovati e i prigionieri liberati,
che i feriti vengano guariti, che i defunti ricevano la vita eterna,
e che il male cessi nel nostro Paese.
Desideriamo che tu Signore converti i cuori dei malvagi e dei loro complici,
affinché ritornino a te, poiché noi, deboli, non abbiamo il potere di cambiare i cuori malvagi.”
Questa preghiera non è soltanto attuale per una nazione che si prepara alle elezioni generali, ma è valida in ogni tempo e situazione: un modello di speranza cristiana di fronte alle tenebre. Non si limita a scongiurare l’oscurità, ma si rivolge verso la Luce. È la preghiera di un popolo che crede non solo nella giustizia, ma anche nella misericordia. Non solo nella pace, ma anche nella conversione. Possa Dio aiutare a guarire la nostra nazione e tutte le nazioni del mondo in cui regnano violenza e sofferenza.
* Padre Paulino Madeje, IMC, Tanzania. Coordinatore della comunicazione per il Continente africano.











