Pier Giorgio Frassati ci insegna a socializzare con i poveri

Le spoglie del giovane beato torinese, Pier Giorgio Frassati resterà a Roma fino al 4 agosto nella basilica di Santa Maria Sopra Minerva Le spoglie del giovane beato torinese, Pier Giorgio Frassati resterà a Roma fino al 4 agosto nella basilica di Santa Maria Sopra Minerva Foto: Michelangelo Piovano

Per l'arrivo a Roma, nella basilica di Santa Maria Sopra Minerva, delle spoglie del giovane beato torinese, terziario domenicano che sarà canonizzato il 7 settembre, il cardinale vicario, Baldassare Reina, ha celebrato il 26 luglio, una Messa con la quale si sono aperte le iniziative diocesane del Giubileo dei Giovani. Nell'omelia, la potenza della preghiera, l'Eucarestia come cibo spirituale quotidiano, l'apertura ai più vulnerabili. Il corpo resterà esposto alla venerazione dei pellegrini fino al 4 agosto

"I social sono un campo minato dove si rischia di disperdere tante energie. Pier Giorgio ci dice che se vogliamo socializzare dobbiamo farlo con i poveri". Così il cardinale Baldo Reina, vicario per la diocesi di Roma, che, sabato 26 luglio, ha presieduto a Roma, nella basilica di Santa Maria sopra Minerva, una Messa per l'arrivo delle spoglie del giovane Frassati, che sarà canonizzato da Papa Leone XIV il prossimo 7 settembre, insieme a Carlo Acutis. La celebrazione avvia le iniziative diocesane per il Giubileo dei Giovani.

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Il cardinale vicario di Roma, Baldassare Reina, durante la Messa celebrata il 26 luglio. Foto: diocesi di Roma/Gennari

Il corpo del beato resterà fino al 4 agosto ai piedi dell’altare maggiore di questo straordinario luogo di culto, nel cuore della capitale che già custodisce i resti mortali di santa Caterina da Siena, di cui peraltro il ragazzo torinese, terziario domenicano, era molto devoto. Alla celebrazione anche l'ausiliare monsignor Michele Di Tolve e numerosi sacerdoti. Hanno partecipato anche alcuni familiari del beato. 

La solitudine uccide, Frassati insegna la potenza della preghiera

Durante la celebrazione il vicario per la diocesi di Roma ha anche conferito il mandato a circa 4 mila ragazzi che da lunedì presteranno servizio nelle strutture di accoglienza per i giovani in arrivo a Roma. Reina si è soffermato nell'omelia proprio sull'universo giovanile, ricco di potenzialità ma che presenta anche molte insidie preoccupanti. In questo senso, il modello di santità incarnato da Frassati ha tanto da insegnare perché educa una società schiava dei social alla "vera forma di socialità che è l’amore ai poveri".

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I giovani pregano davanti alla bara di Pier Giorgio Frassati. Foto: Marek Weresa

Il tema della solitudine, particolarmente caro al cardinale, è stato evidenziato nelle sue parole: "Siamo tentati di pensare che siamo uniti perché iperconnessi – ha affermato – ma siamo soli, di una solitudine che uccide. Pier Giorgio ci insegna la potenza della preghiera per far sì che la solitudine non diventi isolamento. Ci insegna che in soli 24 anni di vita si può centrare l’obiettivo di una vita pienamente realizzata in Dio. Chiediamo la sua intercessione per vivere bene la nostra vita". E poi ha toccato anche il tema del consumo di "sostanze": il beato aveva scelto un'altra "sostanza, l’Eucaristia di cui si nutriva quotidianamente".

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La venerazione delle spoglie di Pier Giorgio Frassati nella basilica romana di Santa Maria Sopra Minerva. Foto: Marek Weresa

Vivere, non vivacchiare

I frati domenicani, ha spiegato padre Fabrizio Cambi, priore del convento di Santa Maria Sopra Minerva, percepiscono la presenza del corpo del beato in basilica come "un fratello tornato a casa". Qui inoltre è possibile approfondire la vita e la spiritualità di Frassati attraverso fotografie d’epoca, esposte per l'occasione, che lo ritraggono in montagna - è nota la sua passione per l'alpinismo - o con gli amici. Ricorre l'anno 'frassiatano' - si celebra infatti il centenario della morte del beato - e don Alfredo Tedesco, direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale giovanile di Roma, ha sottolineato come nelle sue lettere per l’Anno Santo 1925, Pier Giorgio scriveva quanto fosse importante “vivere, e non vivacchiare”. L'attualità per l'oggi è evidente, ha precisato il sacerdote che ha parlato di "un giovane testimone della cristianità vissuta con lo spirito della gioia festosa. Ricorda a tutti noi il desiderio autentico di felicità. Il suo è un modello che trascende le categorie tradizionali, è una speranza concreta per tutti". 

* Antonella Palermo - Città del Vaticano. Pubblicato originalmente in: www.vaticannews.va

Last modified on Monday, 28 July 2025 14:07

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