Nell’ultimo dei cinque giorni del corso per formatori, svoltosi a Bunju, in Tanzania, dal 7 al 12 luglio, il Consigliere Generale incaricato della Formazione, padre Mathews Odhiambo Owuor, ha condiviso una riflessione sullo stato attuale e sul futuro della formazione nell’Istituto Missioni Consolata. Ci sono traguardi raggiunti ma anche sfide da affrontare. In ogni caso, ringraziamo il Signore per quanto ha fatto per il nostro Istituto.
Padre Mathews ha iniziato esprimendo profonda gratitudine ai formatori, specialmente in Africa, riconoscendo il loro ruolo cruciale e impegnativo, svolto tra pressioni da parte della leadership, dei confratelli e degli studenti. Il Consiglio Generale rimane fermamente al loro fianco.

Formatori che lavorano in Africa riuniti a Bunju, Dar Es Salaam, Tanzania
Per quanto riguarda l’aspetto economico, il Consigliere Generale ha riconosciuto che si tratta di una sfida importante. I seminari affrontano difficoltà dovute a infrastrutture limitate e costi di gestione in aumento. Dal 2017, le circoscrizioni del continente sono riuscite a far fronte alle loro necessità con le proprie limitate risorse, ricevendo solo un modesto sostegno dal Consiglio Generale, che attualmente fornisce fondi strettamente destinati alla missione, alla formazione e alla carità. Considerata la difficile realtà economica che l’Istituto sta vivendo, è improbabile che vi saranno ulteriori futuri sussidi, anche perché altre regioni, come l’Asia e l’Europa, potrebbero a breve necessitare di assistenza.

La formazione permanente continua ad essere al centro della missione dell’Istituto – definita come la sua “prima parrocchia”. Attualmente, il 94% dei 358 formandi proviene dall’Africa, distribuiti in diverse tappe del percorso formativo. C’è un forte accento sulla qualità della formazione, affidata a formatori profondamente radicati nel carisma consolatino, nella spiritualità e maturità umana. Allo stesso modo, la formazione permanente è considerata essenziale in tutte le fasi della vita missionaria.
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Riflessione sul ruolo del Formatore nella realtà presente
Sebbene gli studi teologici continuino attraverso diversi cicli accademici, si è lanciato un appello a riconsiderare i requisiti di specializzazione e a valorizzare maggiormente l’educazione pregressa dei candidati.
Padre Mathews ha inoltre affrontato gli sviluppi contemporanei, sottolineando il potenziale degli strumenti digitali come il Magisterium AI (Intelligenza Artificiale) per l’evangelizzazione. L’apertura di un nuovo Seminario Teologico in Costa d’Avorio, pensato per un piccolo gruppo di studenti, rappresenta un progresso nella formazione a livello regionale. D’altra parte, ha incoraggiato le regioni a confrontarsi e riflettere sulle tematiche della formazione.

Nonostante il calo del numero dei membri, passato da 1.011 nel 2009 a 890 nel 2025, l’Istituto rimane fiducioso. Rafforzare la formazione, sostenere i formatori e gestire con saggezza le risorse sono considerati passi fondamentali per rinnovare la missione e garantire un futuro vitale dell'Istituto dei Missionari della Consolata.
Padre Mathews ha concluso la sua riflessione invitando i 30 missionari presenti al corso a continuare a riflettere su alcune questioni importanti riguardanti la formazione accademica degli studenti. Come emerso durante i lavori di gruppo, ha posto l’interrogativo su come valorizzare gli studi di coloro che entrano nell'Istituto essendo già in possesso di un titolo accademico. Ha inoltre suggerito che potrebbe essere il momento di riconsiderare l’attuale obbligo della specializzazione in teologia, aprendo la strada ad altre discipline accademiche.

Seminario filosofico di Morogoro in Tanzania. Foto: Seminario Allamano
Il team di comunicazione IMC in Africa ringrazia tutti i partecipanti a questo corso per il loro prezioso contributo. Un ringraziamento speciale va ai segretari, il cui lavoro dedicato e instancabile ha reso possibile la redazione degli articoli sul corso.
Che il Signore ci aiuti a mettere in pratica quanto è stato discusso, per la Sua maggior gloria.
* Padre Paulino Madeje, IMC, Tanzania. Coordinatore della comunicazione del continente africano.










