Missionari della Consolata festeggiano 100 anni di missione in Mozambico

Missionari e missionarie della Consolata nel Monte Cruz durante la celebrazione del centenário dell'IMC in Mozambico Missionari e missionarie della Consolata nel Monte Cruz durante la celebrazione del centenário dell'IMC in Mozambico Foto e video: Ricardo Santos

Il 21 e 22 giugno, i missionari della Consolata hanno celebrato il centenario della loro presenza e missione in Mozambico presso il Santuario Nostra Signora della Consolata a Massangulo, nella Provincia del Niassa, nel nord del Paese. È stato il 4° Paese in cui l’Istituto ha messo piede, durante la vita del Fondatore, San Giuseppe Allamano.

Questi cento anni di storia, sono stati anni di gioia per aver iniziato attività di evangelizzazione, condivisione di progetti con le comunità cristiane, il coraggio di ricominciare quando c'erano difficoltà, fiducia nel continuare il lavoro, anche in momenti difficili come la guerra coloniale tra il 1964 e il 1974 o poi la guerra civile tra Frelimo e Renamo dal 1976 al 1992, un periodo difficile per vivere la propria religiosità.

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Il Superiore Regionale, padre Cassiano Kalima dà il benvenuto ai missionari e a tutti i pellegrini presenti

In questi cento anni i missionari della Consolata hanno evangelizzato diverse diocesi, iniziando dal Niassa, poi a Inhambane, successivamente Maputo, Nampula e più recentemente Tete, fornendo servizi pastorali, educativi, sociali, di promozione umana e di formazione cristiana, servizi in sintonia con il carisma ad gentes e le necessità del popolo. In questi cento anni ci sono state anche attività di formazione di suore e sacerdoti diocesani, ma soprattutto molto lavoro nel migliorare le condizioni di vita della gente.

Le celebrazioni del centenario

Alla celebrazione delle centenario hanno partecipato circa di 2.000 pellegrini, vescovi delle diocesi del Mozambico, missionari di varie congregazioni, religiosi e religiose di diversi istituti, laici impegnati nella Famiglia Consolata e sacerdoti diocesani da varie parrocchie delle diocesi di Lichinga, Mecanhelas, Cuamba, Etatara, Maúa, Niassa, Mandimba, Mitande, Nipepe, Majune, Marrupa, Nzinge, Lichinga e Mecula.

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L'immagine della Consolata, che si trova a Massangulo, durante l'ultimo anno è stata portata in pellegrinaggio nei luoghi dove lavorano i missionari 

C'erano anche molti amici della Consolata, animatori, catechisti e altre famiglie missionarie provenienti da altre zone remote e da altre province del Mozambico, persone che hanno accompagnato questa evangelizzazione e promozione umana voluta dal Fondatore, San Giuseppe Allamano. C'erano anche persone che hanno percorso più di 2000 chilometri in auto o con i mezzi pubblici dalla capitale Maputo, per essere presente a questa celebrazione dei cent'anni dall'arrivo di padre Pedro Calandri e dei suoi confratelli missionari della Consolata nel Niassa nel lontano 1925.

Il luogo scelto per la commemorazione è stato il Santuario di Massangulo, e la data il 20 giugno, Festa della Consolata, patrona della prima missione cattolica nel territorio del popolo Ayao. Sono stati giorni di ringraziamento a Dio per quest'opera missionaria e per esprimere la loro solidarietà all’Istituto che ha iniziato il lavoro di evangelizzazione e promozione umana nella provincia più remota e dimenticata del Mozambico.

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Il Santuario della Consolata di Massangulo, Niassa, inaugurato nel 1964

I missionari della Consolata hanno gettato in questi popoli un seme che è germogliato con grazia e costanza fino ad oggi, tra i popoli Ayao, Anyanja e Macua. Sono state e sono opere che tutt'ora sussistono grazie alla dedizione di tanti sacerdoti, fratelli, animatori, catechisti, alcuni dei quali hanno versato il loro sangue, soprattutto durante il difficile periodo dei 16 anni di guerra, tra quella coloniale e quella civile.

Le celebrazioni del centenario sono iniziate sabato pomeriggio, 21 giugno, con un messaggio di benvenuto da parte del nuovo Consiglio regionale e dei missionari a tutti i pellegrini presenti, giunti con vari mezzi di trasporto per celebrare questo momento unico nel Santuario della Consolata di Massangulo, finito di costruire e inaugurato nel 1964.

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Dopo il benvenuto ai pellegrini e amici, provenienti dalle varie provincie del Paese e da più di 10 nazioni diverse, il momento culminante della giornata è stata la veglia di preghiera iniziata alle 21:00 del sabato, con canti liturgici, danze tipiche e festeggiamenti.

La messa è stata presieduta dal Vescovo ausiliare di Maputo, mons. Osório Citora Afonso. IMC, accompagnato dall'Arcivescovo di Nampula e Presidente della Conferenza Episcopale, mons. Inácio Saure, IMC. Nella sua omelia, mons. Osório ha riflettuto sul centenario di evangelizzazione dove il “missionario deve dare la sua vita per gli altri e deve spendere la sua vita per i suoi fratelli e sorelle, e non essere un mero burocrate del sacro”.

 

Il processo di evangelizzazione include anche attività legate all'educazione, all'alfabetizzazione di bambini, giovani e adulti, formazione di giovani nelle scuole tecniche, nelle scuole primarie e secondarie, e attività economiche, come le Saline di Mambone, che creano posti di lavoro, centri di sviluppo umano, come quello di Guiúa a Inhambane, centri di studi culturali come il Centro di Cultura e Antropologia Macua di Maúa; tutte opere nate in seguito dell'arrivo di padre Pedro Calandri, e degli altri missionari Italiani.

L'obiettivo di questo fine settimana non era solo quello di celebrare il centenario dell'Istituto in Mozambico, ma anche di compiere un pellegrinaggio diocesano a questo Santuario mariano, elevato a monumento nazionale e luogo di culto per le diocesi del grande territorio del Niassa.

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Il luogo dove si sono svolti tutti i festeggiamenti, il sabato 21 giugno, è stato davanti al Santuario della Consolata. Dopo la veglia di preghiera terminata a mezzanotte, è seguita una serata culturale animata dai vari gruppi corali e culturali delle diverse parrocchie. Ci sono stati anche testimonianze dei missionari presenti, tra cui le Suore Missionarie della Consolata, i vescovi missionari della Consolata e tutta una serie di persone che hanno animato questa veglia, terminata con la recita del rosario dopo le 4 del mattino.

Alle 6 del mattino è iniziata la processione con l’Immagine della Consolata che ha circa cento anni. Così è iniziata la celebrazione di domenica 22, Solennità del Corpus Domini.

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L'immagine del Santo Fondatore dei due Istituti è stata trasportata fino al Monte Cruz tra una doppia linea di persone di oltre 200 metri, fino a uno spazio boscoso, che si snoda tra stazioni della Via Crucis e sentieri pieni di natura lussureggiante, un luogo dove l'acqua fresca e pura sgorga tra le rocce, dove sorge la Chiesa della Roccia. Questo spazio "Laudato sì", è stato ideato e realizzato da padre João Nascimento, arrivato nel 2017, nell'ottica del dialogo interreligioso in un contesto da una parte islamizzato, e dall'altra di povertà dominante del Niassa. La Collina della Pace e il Giardino dell'Acqua, spazi dove abbonda l'acqua, sono un elogio alla natura e all'armonia del creato. Questo luogo è davvero edificante per tutti coloro  che  hanno a cuore la cura della “Casa Comune” di cui ha tanto parlato Papa Francesco.

Questo spazio di oltre cento ettari, rispettato sia dalle autorità che dalla popolazione locale, è un punto d'incontro tra le diverse dimensioni che esistono a Massangulo: musulmani e cristiani, in una natura vergine con lo sfondo dell'imponente Santuario. Il tutto in un mix di culture, religioni e armonia con il Pianeta.

La processione che è partita dal Santuario ha percorso circa 1400 metri sul Monte da Cruz fino arrivare alla piazzola della Chiesa da Rocha. I punti salienti sono stati i canti ben eseguiti dai cori e dai musicisti, i momenti liturgici perfettamente integrati in mezzo all'erba, alle rocce e alle sorgenti d'acqua.

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Nelle sua omelia, mons. Inácio Saure, arcivescovo di Nampula, ha posto l'accento sulla consolazione di Dio, che è arrivata attraverso Gesù Cristo, ha evidenziato l'opera dei missionari a favore del popolo, la promozione umana, e ha anche ricordato che il popolo mozambicano vive oggi una realtà difficile, causata dalla cattiva gestione politica e dalla corruzione nel settore pubblico. Ha sottolineato che “molti abitanti di Niassa e di gran parte del Mozambico vivono ancora in condizioni che possiamo definire molto povere, soprattutto i bambini che non hanno il minimo per la loro sussistenza”.

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Degno di menzione è il fatto che alcune persone al termine della celebrazione, hanno mostrato il loro apprezzamento per l'Istituto, in particolare una signora, ex allieva dei missionari, al termine della celebrazione, ha cantato l'Ave Maria, in latino, imparato quando ancora si celebrava la messa in quella lingua.

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Va ricordato che fin dalla fondazione della Regione del Mozambico, i missionari e le missionarie della Consolata sono rimasti sempre fedeli a Dio con l'aiuto di Maria Consolata, nonostante la difficoltà di vivere in una regione poco permeabile al Vangelo.

È auspicabile che il vento dello Spirito Santo, e la protezione di San Giuseppe Allamano, continuino ad assistere i missionari e le missionarie nel costruire una "casa comune" più umana, con maggiore consapevolezza dell'ambiente, alla luce dell'enciclica Laudato Si'. Infatti tutti siamo chiamati a prenderci cura del Creato, in un mondo più solidale, più consapevole, dove regni la verità, la giustizia e la pace tra i popoli.

* Ricardo Santos è laico Missionario della Consolata, portoghese.

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Last modified on Friday, 27 June 2025 10:16

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