«La speranza non delude, perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato» (Rm 5, 5-6).
Nello spirito del Giubileo della Speranza e nell'anno di preparazione del centenario della morte di San Giuseppe Allamano, i missionari della Delegazione Canada, Messico e Stati Uniti (DCMS) si sono riuniti dal 26 al 30 maggio 2025 per il loro ritiro spirituale.
Il ritiro, tenutosi nella casa “Oasis de la Cruz” dei missionari dello Spirito Santo a Tuxtla Gutiérrez, (Chiapas–Messico), è stato guidato da padre Paolo Fedrigoni, IMC, amministratore della DCMS, con il tema “San Giuseppe Allamano: tutto per Dio, tutto per tutti”. Introducendo il tema, padre Paolo ha sottolineato le parole della preghiera a San Giuseppe Allamano: “lo hai reso testimone del tuo amore, educatore di sacerdoti e padre di missionari per l'evangelizzazione di tutti i popoli”.
La Messa di apertura è stata presieduta dal Superiore delegato, padre Peter Ssekajugo, che ha invitato tutti a lasciarsi guidare dallo Spirito Santo (il Paraclito) che Gesù ha promesso di inviare. Era la settimana precedente la celebrazione dell'Ascensione del Signore otto giorni prima di Pentecoste.

Padre Paolo Fedrigoni, padre Peter Ssekajugo e padre Alessandro Conti
Il programma del ritiro prevedeva anche uno spazio per condividere le esperienze e la vita di ogni comunità e avere una panoramica di tutta la Delegazione. E siccome in tutto l'Istituto siamo nel periodo delle votazioni, abbiamo approfittato anche per inviare a Roma i voti della consultazione per eleggere la Direzione della nostra delegazione.
Nella Messa dell'ultimo giorno abbiamo ringraziato Dio per la vita di padre Peter Ssekajugo che compiva gli anni. Oltre a parlare un po' della sua vita personale, ci ha incoraggiato a seguire il cammino sempre fedeli al carisma del nostro Santo Fondatore. Abbiamo ringraziato molto padre Paolo Fedrigoni per aver fatto una buona sintesi della vita e della missione di San Giuseppe Allamano, citando le parole di padre Claude Morneau: “abbiamo un santo che dobbiamo conoscere”.
Al termine del ritiro, padre Fedrigoni ci ha lasciato una sintesi di sette tratti distintivi di San Giuseppe Allamano:
Il suo segreto, che è la sua vita spirituale, ovvero la ricerca della santità.
La sua forza. Grazie alla forza della sua volontà, la sua salute fragile non ha alterato le sue attività apostoliche, né lo ha distolto dalla sua ricerca della santità. “Fragile come il cristallo, ma forte come un diamante”.
La sua dolcezza, anche se nel carattere era molto determinato al punto da sembrare duro, San Giuseppe Allamano era caratterizzato da una forza di volontà basata sulla serenità e sulla gentilezza, come lo descrive D. Barsotti: “non solo una tranquillità esteriore, ma una calma interiore e una dolcezza”.

La sua fiducia, le parole e la vita di San Giuseppe Allamano ispirano tanta umiltà e fragilità, e rivelano una visione così chiara della piccolezza umana che ci sorprende. “Nei suoi insegnamenti insisteva molto sulla speranza cristiana”.
La sua visione era sempre ottimista riguardo al piano di salvezza di Dio, il che influenzò molto la sua teologia missionaria. Anche quando le missioni presentavano molte sfide, egli diceva ai suoi missionari: «Il missionario è un collaboratore, per amore, nel piano di salvezza che Dio ha... piano di salvezza affidato alla Chiesa nella sua missione di annunciare la Buona Novella in tutto il mondo».
Il suo cuore: l'attività missionaria per San Giuseppe Allamano è un modo per mostrare l'amore per Dio, ma anche un modo per mostrare l'amore per il prossimo. Deve essere una dedizione a favore dell'umanità.
La sua apertura universale, cioè la missione ad gentes. San Giuseppe Allamano afferma: «Ogni sacerdote, per sua natura, è missionario». I sacerdoti continuano il ministero e la missione di Gesù Cristo, compito che devono svolgere con grande entusiasmo.
* Padre Patrick Irungu Mungai, IMC, missionario a Guadalajara, Messico.










