Il 24 dicembre 2024, Papa Francesco ha dato il via alle celebrazioni del Giubileo della Speranza che hanno segnato le attività e i programmi pastorali delle Chiese particolari e delle comunità religiose. Nella diocesi di Buenaventura, vale la pena ricordare la celebrazione del “Giubileo della afrocolombianità”.
Questo è stato celebrato il 21 maggio 2025 in una data molto significativa: l'anniversario dell'abolizione della schiavitù in Colombia, avvenuta il 21 maggio 1851 durante la presidenza di José Hilario López. La celebrazione è stata presieduta dal vescovo, monsignor Ruben Dario Jaramillo Montoya, che era accompagnato da molti sacerdoti e religiosi che operano nella diocesi di Buenaventura. Per Buenaventura è stata un'occasione molto solenne per:

Monsignor Ruben Dario Jaramillo Montoya, obispo della diocesi di Buenaventura con i sacerdoti presenti alla celebrazione
1. Ricordare l'eredità lasciataci dalla proclamazione della fine della schiavitù. Il 95% della popolazione di Buenaventura è afrocolombiana; ricordare la data dell'abolizione della schiavitù significa onorare gli sforzi di uomini e donne che hanno combattuto per la libertà di tutta la popolazione afrocolombiana; la fine di una storia di ingiustizia che in Colombia è durata più di 300 anni. In questo processo di liberazione, la Chiesa ha avuto un ruolo importante se ricordiamo l'impegno di persone come San Pietro Claver insieme a numerosi vescovi, sacerdoti e religiosi. È un'eredità importante quella che ci rimane: continuare a lottare contro ogni tipo di schiavitù.

2. Mettere in evidenza le conquiste a favore della pace e la riconciliazione nel territorio. La violenza ha afflitto a lungo la popolazione di Buenaventura e le conseguenze negative si sono viste, tra le altre cose, nella sofferenza delle famiglie, nello sfollamento delle persone, negli omicidi e nelle sparizioni di giovani, nell'estorsione dei commercianti. Il Giubileo è stato quindi un'occasione per mettere in evidenza i risultati ottenuti a favore della pace e la riconciliazione. La diocesi di Buenaventura, sotto la guida di monsignor Ruben Dario Jaramillo Montoya, ha condotto in diverse occasioni dialoghi con i gruppi al margine della legge, in particolare con gli Shottas e gli Espartanos, sempre alla ricerca di una pace duratura per il territorio e la popolazione di questa regione del Paese.
3. Sottolineare l'impegno a rispettare la diversità culturale. La schiavitù a cui il popolo afrocolombiano è stato sottoposto per molti anni ha negato loro il diritto di esprimere la propria diversità culturale. D'altra parte, celebrare questo giubileo significa riconoscere il contributo della cultura afrocolombiana alla costruzione della società e della nazione. Il Vescovo di Buenaventura, nella sua omelia, ha ricordato a tutti che la diversità culturale viene da Dio ed è un riflesso della pluralità della società colombiana.

4. Incoraggiare l'impegno della Chiesa nell'inculturazione del Vangelo. Le stesse celebrazioni giubilari sono state impreziosite da canti, danze ed elementi culturali afrocolombiani che hanno messo in evidenza le modalità di inculturazione del Vangelo nella diocesi di Buenaventura. Il dialogo della fede con la cultura afrocolombiana fa parte del piano pastorale di Buenaventura e in tutto il territorio della diocesi si sono formate comunità di base, scuole di catechisti e cori che mettono al primo posto l'inculturazione del Vangelo. Inoltre, attraverso il dialogo culturale con le famiglie e i giovani, sono state offerte opportunità perfino al processo di pace in tutto il territorio.
Conclusione

La Chiesa cattolica è stata una voce profetica per il popolo di Buenaventura e ha svolto un ruolo enorme nel ridare speranza alla popolazione in difficoltà a causa dal flagello della violenza. La celebrazione del Giubileo della afrocolombianità ha sancito questo impegno di una Chiesa sempre al servizio del popolo di Dio pellegrino a Buenaventura.
* Padre Lawrence Ssimbwa, IMC, parroco di San Martin de Porres a Buenaventura, Colombia.










