In questo video presentiamo la testimonianza del Superiore Generale, padre James Lengarin, IMC, sul Papa Leone XIV, il suo ministero come un Papa missionario, religioso e globale.
Padre James ci ricorda il giorno della elezione del Cardinale Robert Francis Prevost a nuovo Successore di Pietro. Il Conclave iniziò il 7 maggio, quando i 133 cardinali elettori furono segregati nella Cappella Sistina. Il primo giorno ci fu una fumata nera. “L’8 maggio, fu una giornata molto speciale, cosa successe? Alla sera ci fu la fumata bianca, e più di 100 mila persone che erano in Piazza San Pietro assistettero all’evento. Questa è la gioia di essere cattolici, la gioia di avere un Papa. La gente aspettava un papà che era mancato poco prima, e arrivò il nuovo Papa. Ecco la gioia di ascoltare la frase: Habemus Papam.
E guarda caso, è un missionario e un religioso che viene de una esperienza lunga di viveva con la gente nei luoghi disagiati del mondo in Perù dove è vissuto 20 anni come missionario. Ci ha fatto gioire il fatto di averci salutato con le prime parole che Gesù pronunciò ai suoi discepoli dopo la risurrezione, per dire: Cristo è vivo! Per dire, la nostra vita è legata, soprattutto, alla risurrezione. Pace a tutti voi!”, dice padre Lengarin. “Questo è un messaggio di apertura molto bello, per il mondo in cui viviamo e a cui apparteniamo, perché ne abbiamo bisogno”.

Madre Lucia Bortolomasi e padre James Lengarin regalano al Papa Leone XIV un quadro della Consolata, il 17 maggio. Foto: Vatican Media
Il Papa Leone XIV ci ricorda la missionarietà della Chiesa cattolica
“E per noi è anche un Papa missionario e per di più religioso. Questo è bello perché capisce le cose del mondo, e di come arrivare a consolare la gente. Per noi missionari della Consolata, questo una grande gioia. Ringraziamo il Signore e preghiamo per lui affinché vada avanti con questa missionarietà presente nel suo cuore, che ora condivide con il mondo intero e la Chiesa globale. Ecco, questo questo aspetto è molto importante e interessante, infatti in questo tempo abbiamo bisogno di Papi che abbiano questa esperienza globale del mondo, che abbiano viaggiato in lungo e largo, che abbiano fatto esperienza anche di situazioni difficili, e che nonostante tutto siano rimasti uomini di fede ispirati dallo Spirito Santo. Nella Chiesa Cattolica, crediamo ancora nello Spirito Santo, che guida e sostiene la Chiesa”, conclude il Superiore Generale.
* Padre Jaime C. Patias, IMC, Ufficio per la Comunicazione.






