“L'Istituto è una famiglia di consacrati per la missione ad gentes per tutta la vita, nella comunione fraterna, nella professione dei consigli evangelici, e avendo Maria come modello e guida. È nostro dovere approfondire i valori missionari della consacrazione religiosa e accogliere il dinamismo che la missione imprime alla vita religiosa" (Cost. 4).
Con questa motivazione tratta delle Costituzioni dell'Istituto Missioni Consolata (IMC), il gruppo di missionari giubilari, che festeggeranno 25 anni di ordinazione sacerdotale e/o di professione religiosa, riuniti a Roma per il corso di formazione continua ha ricevuto, l'8 e il 9 maggio, l'intera Direzione Generale per riflettere sulla realtà dell'Istituto nel mondo.
Ogni Consigliere Generale responsabile dell'accompagnamento di un Continente ha presentato la realtà vissuta dai missionari nei vari contesti di missione, con le loro gioie e le sfide in mezzo alle quali viviamo la nostra consacrazione religiosa nel servizio missionario.

La formazione dei missionari nelle diverse circoscrizioni è essenziali per qualificaare la missione
Il Consigliere Generale, padre Erasto Colnel Mgalama, ha iniziato l'incontro con un'interessante riflessione sulla Vita Consacrata nel contesto dell'Africa. Ha presentato gli elementi che questa ricca realtà culturale può offrire per vivere la consacrazione al Signore, data l'esperienza della famiglia allargata in un contesto che valorizza la vita comunitaria e la condivisione. Ha parlato anche delle possibili difficoltà che la cultura può spesso portare, sottolineando l'importanza di concentrarsi sui contributi piuttosto che sulle difficoltà, sapendo che molti elementi sono cambiati nel corso degli anni.
Ispirandosi alla Parabola del Figliol Prodigo (Lc 15, 11-32), dove la famiglia subisce le conseguenze della decisione del figlio minore di lasciare la casa paterna, padre Erasto ha invitato il gruppo ad avere l'atteggiamento del padre. “Valorizzare l'accoglienza, assumersi le responsabilità in famiglia e nella comunità, aiutare a superare le difficoltà che portano a colpevolizzare l'altro; perdonare ed essere in grado di condurre i figli alla vita adulta”.

Il Consigliere Generale, padre Erasto Colnel Mgalama
Padre Erasto ha inoltre ricordato che "la Vita Consacrata del Missionario della Consolata si realizza nella sequela di Cristo a partire dalla sua esperienza di Kenosis, nell'obbedienza alla volontà del Padre, nella castità che diventa servizio nel lavoro quotidiano e nella povertà, sull'esempio del Maestro che, essendo ricco, si è fatto povero (cfr. 2 Cor 8, 9; Flip 2, 6 - 8). Nella Vita Consacrata questa chiamata è per tutti, indipendentemente dalla provenienza", ha avvertito il Consigliere generale.
Leggi anche: La Parola di Dio: anima e guida della Vita Consacrata
L'Istituto è presente in 11 Paesi dell’Africa dove lavorano 283 missionari. “In termini di vocazioni, il continente è quello che sta contribuendo di più; quindi, dobbiamo ringraziare Dio per questo e saper accompagnare i processi formativi per avere missionari impegnati nella vita e nella missione dell'Istituto”. Nell'Africa, l'Istituto ha 133 studenti (noviziato e teologia).

Il padre Michelangelo Piovano e il padre James Lengarin
Successivamente, il Vice-Superiore Generale, padre Michelangelo Piovano, il Consigliere Generale per l'America, padre Juan Pablo de los Ríos, e il responsabile dell'Ufficio per la Formazione, padre Mathews Odhiambo, hanno condiviso la realtà dell'Istituto in Europa, America e Asia. Padre Tamrat Defar, missionario etiope che partecipa al corso e ha lavorato per 20 anni in Corea del Sud, ha presentato la storia della presenza dell'Istituto in Asia (Corea, Mongolia e Taiwan).
Le informazioni condivise hanno dato una buona visione della vita e della missione dell’istituto, con le sue sfide e le risposte a tali sfide. La formazione e l'accompagnamento dei missionari nelle diverse circoscrizioni sono essenziali per la qualificazione del servizio missionario.

Il Consigliere Generale per l'America, padre Juan Pablo de los Ríos
Habemus Papam
La giornata dell'8 maggio è passata alla storia per la fumata bianca che ha annunciato l'elezione del nuovo Papa. Non appena la notizia è giunta nella sala Colonne della Casa Generalizia, il gruppo è esploso di gioia e si è precipitato in Piazza San Pietro per testimoniare con le più di cento mila persone presenti e con il mondo intero il dono del Papa Leone XIV alla Chiesa.
* Padre Vilson Jochem, IMC, missionario in Venezuela.

Papa Leone XIV. Il Conclave ha eletto 267.mo Vescovo di Roma il cardinale Robert Francis Prevost. Foto: Jaime C. Patias










