La meta del cammino è Betlemme

Adorazione dei Magi. Mantegna Adorazione dei Magi. Mantegna
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PAROLA DI DIO

Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te. Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra, nebbia fitta avvolge i popoli; ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te.

Cammineranno le genti alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere. Alza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te. I tuoi figli vengono da lontano, le tue figlie sono portate in braccio.

Allora guarderai e sarai raggiante, palpiterà e si dilaterà il tuo cuore, perché l’abbondanza del mare si riverserà su di te, verrà a te la ricchezza delle genti. Uno stuolo di cammelli ti invaderà, dromedari di Madian e di Efa, tutti verranno da Saba, portando oro e incenso e proclamando le glorie del Signore.

Tutte le greggi di Kedar si raduneranno presso di te, i montoni di Nebaiòt saranno al tuo servizio, saliranno come offerta gradita sul mio altare; renderò splendido il tempio della mia gloria.

Chi sono quelle che volano come nubi e come colombe verso le loro colombaie? Sono le isole che sperano in me, le navi di Tarsis sono in prima fila, per portare i tuoi figli da lontano, con argento e oro, per il nome del Signore, tuo Dio, per il Santo d’Israele, che ti onora.

Stranieri ricostruiranno le tue mura, i loro re saranno al tuo servizio, perché nella mia ira ti ho colpito, ma nella mia benevolenza ho avuto pietà di te. Ti chiameranno “Città del Signore”, “Sion del Santo d’Israele”.

Dopo essere stata derelitta, odiata, senza che alcuno passasse da te, io farò di te l’orgoglio dei secoli, la gioia di tutte le generazioni. Tu succhierai il latte delle genti, succhierai le ricchezze dei re. Saprai che io sono il Signore, il tuo salvatore e il tuo redentore, il Potente di Giacobbe.

Costituirò tuo sovrano la pace, tuo governatore la giustizia. Non si sentirà più parlare di prepotenza nella tua terra, di devastazione e di distruzione entro i tuoi confini. Tu chiamerai salvezza le tue mura e gloria le tue porte. Il sole non sarà più la tua luce di giorno, né ti illuminerà più lo splendore della luna. Ma il Signore sarà per te luce eterna, il tuo Dio sarà il tuo splendore. Il tuo sole non tramonterà più né la tua luna si dileguerà, perché il Signore sarà per te luce eterna; saranno finiti i giorni del tuo lutto. (Is 60,1-10.14b-16b.17c-20)

RIFLESSIONE

Notte del cielo d’oriente, popolata da miriadi di stelle; le stesse contemplate d’Abramo, le stesse depositarie di mille promesse. Un’inaspettata luce; una strana luce che nuova abita il cielo. Lo solca. È lì, dove prima non c’era.

Da dove giunge? Dove va? Cosa indica? Chi visita? Quale segno evoca, quale triste o fausto presagio reca? Morte di popoli o nascita di sovrani?

Uomini d’oriente seppero leggere quel cielo. Quella luce nuova, forse mai vista e per questo carica di misteriose domande. Perché? Cosa vorrà significare?

Mossi da voce interiore, spinti da chissà quale forza, dissero a sé: Andiamo! Seguiamo la luminosa guida! Vediamo a chi vuol portare! E lungo la strada, interrogarono e ascoltarono, da soli non ce l’avrebbero fatta. E noi neanche.

Scrutarono storie e cuori. E quella domanda: «Dov’è colui che è nato?» (Mt 2,2) aiutò loro e svegliò dal torpore e dall’indifferenza la gente di Gerusalemme. E lì, a Gerusalemme, beneficiarono della profezia: “E tu, Betlemme di Efrata, così piccola per essere fra i villaggi di Giuda, da te uscirà per me colui che deve essere il dominatore in Israele; le sue origini sono dall’antichità, dai giorni più remoti.

Perciò Dio li metterà in potere altrui fino a quando "partorirà colei che deve partorire” (Michea 5,1-2)

PREGHIERA

Non una prestigiosa città di sovrani,
e non una sontuosa dimora splendente di marmi e d’ebano.
La meta del cammino è un’umile cittadina: Betlemme.
I Magi, come i pastori,
non furono accolti da folle festanti o da ossequiosi cortigiani,
nessun soldato ad attenderli per scortarli al cospetto di un re,
nulla di ciò che costella la vita dei potenti si presentò a loro.
Forse di notte, o forse di giorno,
solo i volti e i cuori della gente incontrata
li condusse all’incontro con Colui che è il senso del loro cammino.
E il bagliore della stella.
E le Scritture interrogate.
Poi il silenzio di una sorpresa;
una Luce nuova di un inaspettato candore;
l’innocenza in persona si presentò ai loro occhi, colmi di commozione:
un bambino e una madre,
un uomo custode con paterno amore,
le fasce, le lacrime, e un umile dimora di dignitosa povertà.
Venite adoriamo l’umile nato, uniamoci in coro alla gioia celeste.
Venite adoriamo Gesù nato a Betlemme, l’Atteso da sempre.

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