III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

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“ Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino;

convertitevi e credete al Vangelo”.

 

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L’evangelista Marco - che leggeremo quest’anno - ci presenta Gesù in azione, dopo la sua vita nascosta a Nazareth. Gesù quindi inizia la sua missione con un proclama ( = il tempo è compiuto), e con un gesto ( la chiamata dei primi discepoli). Marco mette in bocca a Gesù i quattro temi tipici della catechesi della Chiesa delle origini, e dell’annuncio cristiano: due riguardano la “proposta” del Signore: “il tempo è compiuto, e il Regno di Dio è vicino”; e due concernono la “risposta” degli uomini: “convertitevi e credete al Vangelo”.  

/ Oggi considereremo il proclama, la “prima predica” di Gesù, nella sua missione incipiente.

Gesù annuncia il Vangelo di Dio, cioè la “buona notizia”, che cioè Dio vuole tutti salvi per mezzo di Gesù Cristo. Lui è l’araldo che porta questo lieto annuncio o vangelo.

1.  “Il Tempo è compiuto”.  Il “tempo” qui non è quello materiale(“chronos), cronologico, che sta all’esterno di noi, quello che fa il computo del giorno: questo è una convenzione. Il vero tempo è il “kairòs”, che nella Bibbia è il contenuto pieno del tempo, la totalità. Gesù nel dire questo, vuol specificare che con la sua presenza è arrivato finalmente, nell’interno della storia, una realtà che dà totalità e pienezza. Cioè il periodo dell’attesa messianica, delle profezie da parte dei profeti, della sua prima venuta, è finito, è compiuto. Ora è il tempo giusto dell’adempimento, è un periodo nuovo, è la pienezza in cui Cristo ci ha introdotto con la sua venuta e con la sua predicazione.

Il Regno è qui: è possibile già entrarvi con la fede e la conversione.

/ Anche s. Paolo(II lettura) dice che: “il tempo ormai si è fatto breve”: la vita presente, piena di gioie e di dolori, di confusione e di preoccupazioni, non è ancora la vera vita, perché “passa la scena di questo mondo”. Il nuovo “oggi” è il tempo della Chiesa, è il tempo del compimento finale, della seconda venuta di Cristo. Questo tempo è il tempo concesso agli uomini da Dio, come spazio perché operino in esso la propria salvezza mediante la fede. Noi ci troviamo precisamente dentro questo tempo che si è fatto breve e pieno di urgenza.

/ Il profeta Giona poteva precisare:”Ancora quaranta giorni..”(I lettura). Giona predica il castigo di Dio per Ninive città peccatrice. Ma Ninive ascolta la parola del profeta e si converte. Per questo il castigo si trasforma in perdono. La prontezza della conversione di Ninive, città pagana, suonava di rimprovero alla durezza del popolo d’Israele, sordo alla voce dei suoi numerosi profeti e di Cristo stesso. Dio vuole la salvezza di tutti.

/ Pertanto noi non conosciamo quel giorno e quell’ora (cfr.Mt.25,13): sappiamo però che ormai può essere ogni giorno e ogni ora, perché questi in cui viviamo sono “gli ultimi tempi”. Tutto questo ci ricorda la dimensione essenziale del vivere cristiano: la provvisorietà, il vivere da pellegrini e da forestieri. Seguire la moda, percorrere la via facile, star dietro agli idoli insensati che riempiono i nostri teleschermi: tutto questo costituisce l’ossessione di tanta gente!

2.  “Il Regno di Dio è vicino”. Cioè è una realtà già giunta, presente e operante.  Il Regno di Dio, cioè la sovranità di Dio su tutte le creature, è giunto per il fatto che Cristo è venuto ed ha iniziato il suo ministero. Il regno di Dio è il progetto che Dio ha in mente riguardo alla storia: è un’azione salvifica, è un’idea che Dio vuole realizzare, e questa idea è il Vangelo. In altre parole, Dio si è avvicinato agli uomini e fa sentire la sua presenza nell’opera salvifica di Gesù che è venuto per adempiere le speranze e le attese degli uomini nella sua venuta, anche se non è stato ancora riconosciuto e accettato da tutti. Pertanto spetta agli uomini rispondere alla chiamata e sottomettersi docilmente alla sua sovranità.

Fin qui la proposta di Dio: ora vediamo quanto Gesù chiede all’uomo: due imperativi:”convertitevi e credete al Vangelo”.

3.  “Convertitevi”. Questa “conversione”(“metanoèin”) non è un semplice riconoscimento dei propri errori e peccati, ma di un cambiamento radicale dell’uomo, un ritorno a Dio, da cui ci si è allontanato con il peccato, è un stravolgere la mente, girare la mente, capovolgerla. E’ la forza proprio di colui che sa che, se deve scegliere la strada del Vangelo, non può accontentarsi del compromesso: deve girare la mente di 360 gradi. E’ quella frattura totale col passato che Cristo richiede continuamente nel Vangelo: non è possibile servire a due padroni! Questo vale soprattutto per i cristiani di oggi, bombardati da tante mentalità anticristiane, un vivere come se Dio non esistesse!. Si tratta di cambiare mentalità, tornare indietro una volta riconosciuto di aver preso una strada sbagliata. Il peccato richiede una conversione, un andare verso Dio: questa conversione per essere autentica e cristiana, implica che noi accettiamo di conformare la nostra volontà alla volontà di Cristo, con quella stessa disposizione che ci prepara a ricevere la riconciliazione, la quale attua la purificazione, che è un atto interiore di unione con Dio.

4.  “Credete al Vangelo”. La traduzione esatta non è tanto di credere “al” Vangelo, ma “sul, nel” Vangelo; non credere “a qualcosa”, ma credere “fondandosi su qualcuno”, su un messaggio, su una persona. Vuol dire costruire la propria casa sulla roccia del Vangelo. Ecco allora un credere non solo al Vangelo, ma soprattutto credere fondandosi sul Vangelo. “Abbiate fiducia in me – dice Gesù – Io ho vinto il mondo”. “Io sono la Via, la Verità e la Vita”. Credere sul Vangelo( = Cristo stesso), implica la nostra adesione di mente, di cuore, di volontà, alla parola e al messaggio di Gesù come persona.

A) Abbiamo aderito a Gesù quando il giorno del Battesimo, abbiamo(con l’aiuto dei genitori e dei padrini) pronunziato la professione di Fede, le promesse del Battesimo e la rinuncia a Satana.

B) Abbiamo creduto alle parole di vita di Cristo, quando riceviamo i Sacramenti(segni e mezzi di salvezza), come partecipazione al mistero pasquale(cioè alla morte e risurrezione di Cristo).

C) Crediamo infine al Vangelo, quando uniformiamo la nostra vita a quella di Cristo e ai suoi insegnamenti.

D) Crediamo ancora al Vangelo, quando preghiamo e ci preoccupiamo di quei fratelli lontani, che forse senza loro colpa, non la pensano come noi, oppure non hanno ancora avuto la gioia di ricevere il lieto messaggio di salvezza trasmessoci dal Vangelo di Gesù.

/ Il Signore non conquista gli uomini imponendosi loro con durezza, ma annunciando loro che tutto, nel mistero cristiano è grazia e buona notizia. Così i Sacramenti, le beatitudini, la Chiesa, il perdono dei peccati..sono altrettante “buone notizie” che si riassumono nella persona di Gesù, che ci salva e ci rivela l’amore del Padre celeste. Il cammino della fede e della conversione, consiste semplicemente nell’accogliere questa certezza e nel seguire Gesù senza condizioni. La tiepidezza non è tolleranza, e l’esitazione non ha ragione di esistere. Gesù sprona ogni uomo a rimettere tutto in questione.

// Al proclama di Gesù, seguì il gesto della chiamata dei primi discepoli: “vide…e li chiamò”..

La risposta dei primi discepoli: Andrea, Simone,Giacomo e Giovanni, fu: “subito..lo seguirono”..

Qual è la nostra risposta nel seguire Cristo Gesù?..

 

 

 

 

 


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