May 22, 2018 Last Updated 5:43 AM, May 21, 2018

Altri due preti uccisi in un agguato in Messico

Categoria: Notizie
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Tornavano di notte dalla festa della Candelora in una cittadina del Guerrero. Salgono a quota 21 i preti uccisi dal 2012 nel Paese.

Rientravano di notte su un pick-up insieme a tre amici laici. Tornavano da Juliantla, una cittadina delle montagne dello Stato del Guerrero, dove domenica avevano partecipato alla festa della Candelora, popolarissima in Messico. Alle quattro della mattina, mentre percorrevano la strada che congiunge Taxco a Iguala, sono stati bloccati da un’altra auto dalla quale alcuni uomini armati hanno aperto il fuoco.  

Sono morti così l’altra notte padre Germain Muñiz García, 39 anni, parroco della chiesa di San Cristóbal nella cittadina mineraria di Mezcala, nella diocesi di Chilpancingo-Chilapa, e Iván Añorve Jaimes, 37 anni, parroco della Sacra Famiglia a San Marcos, nell’arcidiocesi di Acapulco. Due dei laici che viaggiavano con loro sono rimasti feriti, mentre una terza persona è rimasta illesa. Dei due sacerdoti padre Iván era noto nella zona per la sua passione per la musica: scriveva brani religiosi che proponeva esibendosi nei villaggi del Guerrero in piccoli concerti-testimonianza; aveva anche un canale YouTube su cui aveva pubblicato alcuni video. 

La morte di padre Germain e padre Ivan si aggiunge alla lunga catena di sangue del clero messicano: con queste due morti sale infatti a 21 il numero dei sacerdoti uccisi nel Paese dal 2012 a oggi; e ben 6 di questi preti sono morti proprio nel Guerrero, lo stato di Acapulco. Non c’è altro luogo al mondo dove in così poco tempo siano stati uccisi così tanti sacerdoti. Ma il martirio del clero messicano è inseparabile dall’ondata più generale di violenza che continua ad attraversare il Paese: i dati ufficiali parlano di quasi 30 mila omicidi nel 2017, 18 ogni 100 mila abitanti; e sono 9 solo quelli registrati dai giornali in Messico durante la festa della Candelora. Morti frutto di un terrore indiscriminato, volto a preservare attraverso la paura gli intrecci perversi tra le bande criminali che controllano i traffici di droga e migranti, i politici corrotti e i potentati locali. 

In un contesto del genere non c’è nemmeno bisogno di esporsi troppo per finire nel mirino: le stesse due diocesi degli ultimi sacerdoti uccisi non si sbilanciano sul possibile movente dell’agguato. Il portavoce della diocesi di Chilpancingo-Chilapa, commentando la morte di padre Germain e padre Ivan, li descrive come due preti «che non facevano del male a nessuno e si dedicavano solo all’evangelizzazione». «Preghiamo con insistenza il Signore - ha scritto da parte sua in una nota l’arcidiocesi di Acapulco - per la conversione di quanti, dimenticando che siamo fratelli, commettono questo genere di crimini che tanto danno recano alla dignità della persona umana». 


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